
Da Mompantero a Susa, vent’anni dopo: la fiaccolata del movimento No Tav illumina ancora la valle
Vent’anni dopo la battaglia del Seghino, la Valsusa torna a camminare insieme, fiaccola alla mano, per ribadire che la lotta non è mai finita. Ieri sera, da Mompantero a Susa, il popolo No Tav si è ritrovato per ricordare i giorni del 31 ottobre 2005, quando migliaia di valsusinə scelsero con fermezza di difendere la propria terra.
Una fiaccolata fatta di volti, memoria e determinazione. Lungo la strada, si è respirato lo stesso spirito di allora: quello di una comunità che non dimentica, che continua a resistere e che in questi vent’anni ha saputo costruire un esempio di dignità collettiva.
Tenere viva la memoria della battaglia del Seghino non è solo ricordo, ma consapevolezza. È la prova che il Movimento No Tav, nato dal basso e cresciuto nella solidarietà tra generazioni, è riuscito a resistere a vent’anni di repressione, menzogne politiche e distruzioni ambientali. Quelle del 2005 non furono solo giornate contro la militarizzazione e la devastazione di un territorio, ma per un’idea di giustizia sociale, di autodeterminazione, di rispetto per la valle e per chi la abita.
Oggi come allora, le fiaccole accese dicono che la Valsusa non si arrende. Che le montagne, le case, i paesi che vent’anni fa si opposero al Tav continuano a essere vivi e determinati. Che la lotta non si è spenta, ma si rinnova ogni volta che le persone tornano ad agire e camminare insieme.
E mentre si avvicina anche la data dell’8 dicembre, anniversario della liberazione di Venaus, la valle ribadisce con forza che la memoria non è un ricordo del passato, ma una promessa per il futuro. Perché se in vent’anni non sono riusciti a piegarci, non lo faranno nemmeno domani.
Il mese di novembre e le settimane che ci separano dall’8 dicembre saranno ancora un tempo di iniziative, incontri, assemblee e momenti di lotta per ricordare e rilanciare il cammino collettivo di questi vent’anni. Vent’anni di resistenza, di cura, di comunità.
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