
Da Firenze alla Val di Susa è sempre più caldo quello che chiameremo Movimento Buchiamo Tutto.
Altra stazione, altra corsa, con lo stesso gilletino catarifrangente con cui lo ritraevano negli scorsi anni a Chiomonte, il 22 aprile Matteo Salvini si è presentato a Firenze, per il sopralluogo del cantiere della stazione Foster dell’alta velocità. Al termine di quella che per lui immaginiamo sia stata celestiale visione, ha annunciato che il sottoattraversamento sarà completato tra il 2029 e il 2030 e che la stazione definita un “gioiello a livello internazionale” ha un budget di 2,7 miliardi, motivo per il quale auspica non scoppino altre sei guerre e non aumentino a dismisura energia, materiali, gasolio, luce e gas (Matteo, non siamo di certo noi che giochiamo a farci la guerra). Insomma, un progetto partito più di trent’anni fa, ma che negli ultimi anni ha fatto passi da giganti (non so se questa definizione vi risuona). Come ci si possa vantare di una cosa del genere è un mistero, ma lo sappiamo, a Salvini l’audacity inspiegabilmente non è mai mancata. Il ministro ci ha inoltre tenuto a scusarsi per i ritardi che possono causare i cantieri aperti in tutta Italia, come se normalmente i treni arrivassero in orario (qui qualcuno non ha imparato quello che predica). Sicuramente tra qualche anno sarà tutto più efficiente, proprio grazie alla situazione di stagnazione attuale della ferrovia italiana. Se il metro di misura è quello che usano in Val di Susa, con “qualche anno” si intende in genere un range temporale tra il quarto e il mezzo di secolo. Salvini sappiamo che la notizia potrebbe devastarti, ma non crediamo che in ogni caso li vedrai mai tutti finiti.
Sempre il 22 aprile, Salvini ha partecipato a un evento sulla disabilità alla Stazione Leopolda di Firenze dichiarando che l’Italia è fra i Paesi più avanzati al mondo sull’accessibilità nei trasporti e nelle infrastrutture per le persone con disabilità. Ci teniamo a precisare, che a seguito di una davvero molto breve ricerca, la classifica più aggiornata riguardo all’accessibilità e i mezzi di trasporto è l’AR Guide to Accessible Travel in Europe di Alan Rogers, che analizza solo 21 degli stati europei e che posiziona comunque l’Italia al 15 posto. Che diciamocelo Matteo, non è proprio la vetta, ecco. Ma che tu fossi un parla parla, lo sapevamo.
A fine giugno le talpe Iris e Marika usciranno dal sottosuolo (purtroppo non parlano di quei carini animaletti mezzi ciechi ma delle macchine scavatrici) e verrà effettuato un nuovo sopralluogo. Avrebbero infatti raggiunto i venticinque metri di profondità e sarebbero pronte per sbucare nel grande camerone di via Circondaria. Pare insomma tutto liscio. Come sempre, tutto quello che viene narrato e propinato a destra e manca è l’idea di un qualcosa che funziona, che va per la sua strada e non si ferma.
Intanto, Aldo Isi, amministratore delegato di Rfi, ha spiegato che l’obiettivo è quello di finire i lavori del passante, i due tunnel e la stazione Foster entro il 2029 e su questo sono ottimisti (beati loro). A questo seguiranno attivazione, corse di prova e test sugli impianti, con l’intento di integrare la stazione storica con un sistema di scale (stanno ideando una Hogwarts senza magia) che richiede quattro o cinque minuti per passare dalla vecchia alla nuova stazione.
Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, ha commentato dicendo che se bisogna aspettare il 2029 per l’opera pubblica ferroviaria più importante d’Italia ce ne faremo una ragione, tralasciando il fatto che sono tutte le opere pubbliche più importanti di Italia, a quanto pare.
Sara Funaro, sindaca di Firenze, definisce le opere come strategiche per il paese (pensa un po’ che caso dicono tutti le stesse cose di tutte quante le opere). Tutto strategico, tutto importante. Ritmi serrati e celeri. Non capiamo se siano barzellette. Bisognerà ridisegnare l’area in superfice, che sicuramente sarà una gioia per i cittadini. Da affrontare il tema delle case di comunità e l’avere delle stazioni di polizia (mio dio).
Giusto per chiarire di chi stiamo parlando.
Aldo Isi oltre ad essere amministratore delegato di RFI è allo stesso tempo commissario straordinario per l’alta velocità in Adriatica. Lui stesso approva i progetti che la sua stessa azienda propone.
L’opera in questione è il quadruplicamento Bologna-Castel Bolognese: 37 chilometri di viadotto in cemento armato alto 18 metri, costo 3,6 miliardi di euro. E RFI stessa ammette che non risolverà il problema dei nodi di Bologna e Castel Bolognese. Allora a cosa serve ci chiediamo tutti quanti? La risposta è scontata.
Ma passiamo al signor Eugenio Giani che invece è la faccia sorridente sulla copertina. Mentre i residenti denunciano crepe e polvere, Giani va nei cantieri e in pratica li benedice con la stessa presenza scenica di un sacerdote invasato. Mentre i comitati No TAV denunciano rischi per il patrimonio edilizio e monumentale, Giani sorride e dice che l’opera è “strategica” come d’altronde tutte le grandi opere. Mentre le terre da scavo finiscono in discarica e i tempi si allungano a dismisura, Giani dice “pazienza”, infondo che ci importa se succede domani o tra trent’anni e se parliamo di nuovo di un cantiere definito un “concentrato di illegalità” dalla procura di Firenze. Insomma è il garante politico del saccheggio.
Ma va tutto bene. Sorridiamo.
Sara Funaro è un’altra che ha del marcio da dichiarare. L’esposto alla Procura di Firenze, già ribattezzato “Funaropoli”, vede cinque consiglieri di centrodestra (pensa un po’) che hanno consegnato un atto formale con nomi, date e cifre. Architecna Engineering Srl versa 5.000 euro a Funaro e pochi mesi dopo ottiene in affidamento diretto la progettazione di un hub intermodale per 102.815 euro e in raggruppamento la linea tranviaria 4.1 per 551.598 euro. RideMovi Spa versa 2.000 euro all’associazione “Firenze Futura” di Funaro il 19 giugno 2024, concessionaria del bike sharing cittadino, e due giorni prima del voto – il 7 giugno – la giunta Nardella delibera la prosecuzione del servizio sharing fino al 2027. Avr Spa versa 4.000 euro a Funaro e il suo amministratore ha in appalto la manutenzione delle strade comunali. Aboca versa 20.000 euro a Funaro e detiene l’80% di Afam Spa, partecipata pubblica che gestisce 22 farmacie. Giovanni Fittante corre con la lista di Funaro e subito dopo vince un bando per uno spazio pubblico al Parterre. Maurizio Frittelli, mandatario delle campagne di Nardella, viene nominato da Funaro presidente dell’azienda pubblica Montedomini. Davvero una lista divertente di casi fortuiti che girano attorno alla Funaro. Diciamo che è un po’ come quelle statue che dicono che se le tocchi o le passi una mazzetta ti portano “fortuna”.
Con Salvini non serve nemmeno perdere tempo e servirebbe molto più di un articolo per spiegare perchè non è una persona attendibile, affidabile e soprattutto che dovrebbe essere legittimata ad essere ancora lì dov’è.
Il Comitato No Tunnel Tav di Firenze ha fatto notare come i lavori siano slittati dal 2028 al 2030. Quella che doveva essere una data di completamento certa si è rivelata un obiettivo mobile, non che la cosa stupisca.
Ovviamente i costi notevolmente lievitati (e speriamo non scoppino altre 6 guerre, altrimenti Salvini va in crisi) ma tutto procede e va.
Il progetto originario poi prevedeva di portare le terre di scavo a Cavriglia per realizzare tre colline destinate a un parco pubblico, in un’operazione di riambientalizzazione dell’ex area mineraria di Santa Barbara. Ma quei materiali, una volta scavati, si sono rivelati rifiuti contaminati, o comunque non riutilizzabili come pensato, e quindi messi in discarica. Questo ha comportato costi ben diversi da quelli preventivati, sia per il trasporto che per lo smaltimento, e il progetto delle tre colline è stato di fatto accantonato. Si tratta dell’ennesimo esempio di come un’opera, presentata come sostenibile, stia producendo invece conseguenze ambientali ed economiche tutt’altro che virtuose.
A Firenze come in Val di Susa il copione è identico. Il racconto dell’opera come “indispensabile per l’Europa”, con costi sottostimati e nessun interesse per l’ambiente e per chi quei luoghi li vive e li attraversa. D’altronde anche il TAV Firenze fa parte del corridoio TEN-T e, come ci ricorda Salvini, con tutti questi conflitti mondiali è necessario che il corridoio sia pronto il prima possibile. È la filiera della guerra. I corridoi europei sono progettati per spostare container, che contengono più armi, munizioni, mezzi blindati. L’Unione Europea ha già annunciato il “Military Schengen”: abolizione delle frontiere interne per i convogli militari, uso delle infrastrutture civili per la logistica delle forze armate.
Il risultato, alla fine, è lo stesso identico sia a Firenze che in Val di Susa.
Un’opera venduta come indispensabile, costi sottostimati, cantieri eterni, case che si crepano, ambiente avvelenato, istituzioni che girano la testa, giornali che minimizzano e criminalizzano chi protesta invece di chi ha le mani sporche per davvero, inchieste che finiscono nel dimenticatoio.
Stesso copione. Stessi interessi. Luoghi differenti.
Ma noi “No Tav” lo urliamo da qui fino a Firenze, e oltre.



