post — 9 Giugno 2026 at 16:30

Più che impressione, fa rabbia.

Fa rabbia vedere celebrare oggi la biodiversità della Val Clarea con articoli e pubblicazioni patinate, quando da oltre quindici anni quel territorio viene devastato dai cantieri del TAV. La stessa Val Clarea raccontata come un patrimonio naturale straordinario è quella che è stata recintata, sbancata e trasformata in un laboratorio permanente di consumo del territorio.

Emblematica la vicenda della Zerynthia Polyxena: una rara farfalla protetta che viveva proprio negli ambienti che il cantiere ha progressivamente compromesso. Per anni la sua presenza è stata trattata come un fastidio burocratico da aggirare con improbabili misure compensative, mentre l’habitat veniva sacrificato in nome dell’opera.

Oggi gli stessi soggetti che hanno avallato questa distruzione scoprono improvvisamente il valore della biodiversità della Clarea. È difficile non vedere l’ipocrisia di chi prima mette a rischio un ecosistema e poi ne celebra la bellezza in un libro. Perché la biodiversità non si tutela con le pubblicazioni, ma evitando di distruggere i luoghi che la rendono possibile.