Vicenza: blitz dei No Dal Molin dentro il cantiere
Verso le 12:30 una cinquantina di No Dal Molin sono entrati, tagliando le recinsioni del cantiere, nell’area dell’aereoporto, dove sono cominciati i lavori per la costruzione dell”ennesima opera di guerra sul territorio. Si sono incatenati alle gru ed hanno calato, dall’alto, uno scriscione con sopra scritto “Vicenza si difende”. I No Dal Molin con questa azione hanno voluto nuovamente rivendicare il diritto di opporsi e vigilare sui danni che i lavori stanno producendo per vicenza. L’iniziativa odierna del Presidio permanente da il via alla campagna “Salute, Sicurezza, Storia”, che ha l’obiettivo di per mettere il luce tutti gli aspetti che porta con sè la costruzione della base…
L’arrivo di polizia e carabinieri ha quindi allontanato i No Dal Molin dalle gru, i quali hanno poi svolto una conferenza stampa per spiegare i motivi della protesta, rilanciando la mobilitazione, con un’assemblea, questa sera, straordinaria, al presidio, e domani sera una fiaccolata alle 20:30, che partirà da piazza Castello contro il cantiere.
Questo il comunicato diramato dai No Dal Molin stamane durante l’occupazione:
Nel documento – allegato di seguito – si ricostruiscono la vicenda vicentina e, soprattutto, le ultime allarmanti notizie che giungono dal cantiere. Nelle promesse del commissario Costa, scrivono i NoDalMolin, quello della base Usa «doveva essere un cantiere perfetto, all’avanguardia nella tutela del territorio; e, invece, dopo pochi mesi , mostra già i devastanti segni del suo operare». Il riferimento è allo stato della falda acquifera, inspiegabilmente alto in alcune zone, agli alberi distrutti e ai reperti archeologici recentemente scoperti.
«Quest’oggi siamo entrati – spiegano i cinquanta attivisti – per incatenarci alle gru e alle macchine da lavoro. Vogliamo salute, sicurezza, storia». Nel documento i NoDalMolin si chiedono cosa sarebbe avvenuto se la Valutazione di Impatto Ambientale, impedita dal commissario Costa, fosse stata eseguita e fanno notare che tutte le ragioni che hanno motivato 4 anni di protesta stanno trovando riscontri nel cantiere.
«Oggi – concludono i NoDalMolin – il cantiere si deve fermare. Vogliamo che, prima di procedere nei lavori, venga realizzato uno studio approfondito sullo stato attuale della falda acquifera che conivolga tecnici comunali, delegati dell’autorità di bacino e personalità indipendenti».
Presidio Permanente, Vicenza
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