
Torino: arresti e misure cautelari per il 1 maggio
Questa mattina è scattata l’ennesima operazioni ai danni dei giovani del centro sociale Askatasuna per la giornata del primo maggio torinese, giorno in cui il sindaco Fassino venne duramente contestato e sul Comune sventolò la bandiera notav e uno striscione per la liberazione degli arrestati notav. Tra i colpiti dall’inchiesta anche due notav del comitato di lotta popolare, a loro e a tutti/e va la nostra totale solidarietà.
Qui il comunicato dell’ Askatasuna: Devono pur guadagnarsi la pagnotta
Di seguito la ricostruzione della giornata
da Infoaut.org – E’ partita questa mattina all’alba l’operazione della Procura a danno di diversi compagni e compagne di Torino per i fatti avvenuti durante la giornata di lotta del 1 maggio 2012: due arresti domiciliari, una decina tra obblighi di dimora e di firma e diverse denunce.
Tra di loro molti studenti medi ed universitari e alcuni compagn* del movimento No Tav, presenti in gran numero all’interno dello spezzone sociale del corteo del 1 maggio.
A distanza di sei mesi arriva dunque la risposta di chi ha evidentemente mal digerito quel che la giornata torinese riuscì ad esprimere: chiunque fosse presente in piazza quel giorno ricorda bene la scena del sindaco Fassino costretto a sfilare tra due cordoni di polizia per proteggersi dal coro di fischi e contestazioni che lo investì dall’inizio alla fine del corteo, sovrastandolo anche durante il comizio conclusivo. Altrettanto bene ricorderà l’atteggiamento nervoso tenuto per tutto il tempo dalle forze dell’ordine, che caricarono più volte il corteo mentre attraversava via Po e poi sotto la sede del Comune, fermando anche alcuni compagni (poi rilasciati a fine mattinata per mancanza di prove con cui sbatterli dentro).
Il prevedibile messaggio che già allora il sindaco, la Questura e i soliti pennivendoli tentarono di far passare fu che la contestazione fu espressione di parti minoritarie del corteo, che addirittura tentarono di scontrarsi coi lavoratori ed altre organizzazioni: la realtà è ben altra, e cioè che quella contestazione riscosse applausi e solidarietà per tutto il corteo e fu animata dagli studenti e le studentesse della Verdi15Occupata e delle scuole superiori, dai precari/e, dagli operatori sociali, dai lavoratori e le lavoratrici di Torino, da chiunque nei mesi precedenti avesse conosciuto sulla propria pelle le misure lacrime e sangue attuate dalla giunta comunale di Fassino.
La stessa rabbia e determinazione di chi quel giorno decise di fare del 1 maggio non una sfilata istituzionale ma una giornata di lotta ci porta ora a chiedere la liberazione immediata di tutti.
Tutti Liberi subito!!
Qualche commento su quella giornata:
Difendere l’indifendibile! Note sull’ordine pubblico al primo maggio torinese
Primo maggio: alcuni video della giornata
LA VERGOGNA DI TORINO. Fassino vs Torino
I PERSONAGGI E LE LORO PERSONALI OSSESSIONI
La palma d’oro va al Pm titolare dell’inchiesta, il dott. Rinaudo, per anni messo in seconda fila dalla Procura per la mania persecutoria con cui condusse le inchieste contro il Movimento della Pantera (1990) arrivando a fare perquisizioni nelle case degli studenti “per trovare sacchi a pelo a casa degli studenti”. Tanto voyeurismo di gioventù fa capolino durante un’altra vicenda quando, durante una mattinta di footing, probabilmente disturbato dalla vista di due amoreggianti in un parco, fece intervenire una volante della Polizia (fatti che si possono facilmente recuperare dall’archivio online della Stampa).
Pare sia anche un amico del dott. Moggi (agli atti ci sarebbe una telefonata con Luciano Moggi in cui il magistrato chiede per sé, la moglie e la segretaria, biglietti per lo stadio. E poi prende accordi per una cena con l’ex direttore generale della Juve).
A sostegno della ben confermata teoria per cui Massimo Numa e la Questura lavorano di concerto si legga questo breve estratto dalla busiarda-online, a firma del solito: “I fatti contestati risalgono al primo maggio scorso, quando durante il corteo sindacale, ci furono tentativi di aggressione e di violenza nei confronti di militanti di altre organizzazioni di sinistra”(!?). La stessa tesi, putacaso, emerge dalle 38 pagine dei fogli di provvedimento date ai compagni colpiti dalle misure cautelari. Un ragionamento che esce solo dalle pagine della Stampa e dai verbali della Questura.. Guarda un po’!
A breve forniremo ulteriore materiali, a partire dalla pubblicazione di video (facilmente ripescabili in Rete) dove emerge la dimensione di massa della contestazione del sindaco in quel 1 Maggio: maestre dei nidi senza più lavoro, lavoratori/trici delle cooperative sociali da mesi senza stipendio, una grossa fetta della loro (PD) base elettorale disgustata … Quasi un migliaio di persone giunse sotto il Comune quel giorno. Ma il lavoro di Numa si fa dalla scrivania, semplicemente alzando la cornetta della linea riservata (per non togliere niente a nessuno, aspettiamo la concorrenza del “professionista” e collega Meo Ponte che, siamo certi, saprà anch’egli prodursi in commenti di “eccellente giornalismo!”).
Un po’ di video (si notino i titoli con cui gli anonimi estensori montano i video e i commenti degli utenti) :
una raccolta di video sul sito dell’aska
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