FALSE NOTIZIE…FALSI ALLARMI… ANCORA POLVERONE MEDIATICO
Da molto tempo la valle di Susa è abituata a continui attacchi e diffamazioni a mezzo stampa. Numerosi sono i cronisti e le testata del mainstream che si prestano a questo tipo di ruolo all’interno del fronte si tav. Per citarne alcuni senza volerne dimenticare molti altri Massimo Numa del quotidiano La Stampa di Torino e Gianfranco Bianco della testata televisiva rai tgr Piemonte. La seconda (tgr) nella giornata di ieri mercoledì 11 gennaio approfondiva con il commissario per la Torino Lione Virano l’argomento tav e cunicolo esplorativo di Chiomonte. Un inizio anno di rassicurazioni quello del commissario che tranquillizzando gli investitori e le truppe si tav garantiva le manovre di allargamento delle recinzioni di Chiomonte nella tarda primavera. Questa dovrebbe essere appunto la fase cruciale che tutti attendono, l’apertura del cantiere con gli espropri dei terreni acquistati dai no tav e l’inizio reale dei lavori. Fase che tarda ad iniziare causa la tenace resistenza del movimento no tav che in questi mesi, da giugno 2010 ha tenuto in scacco le truppe di occupazione con un calendario di iniziative fitto e impegnativo. Accortisi della gaffe, cioè l’aver svelato il tempo reale di allargamento, probabilmente nella più nefasta delle previsioni, ecco che il fronte si tav corre ai ripari attivando il pennivendolo Massimo Numa. In un suo articolo pubblicato oggi nella sezione locale de La Stampa ecco che il cronista dà voce alla velina della quetura anticipando il calendario e annunciando a giorni l’apertura del cantiere con l’allargamento delle recinzioni e la costruzione di altri metri di muro. Quale sia la verità come sempre non è dato sapere, una grande confusione regna nel fronte si tav. Non possiamo quindi che sottolineare ancora una volta l’inaffidabilità di queste testate “giornalistiche” e salutare tutti i no tav e non con un Arrivederci a Chiomonte, Cuore della Valle di Susa fronte della lotta no tav!
da La Stampa
Tav, si allarga il cantiere Presto riaprirà il museo Duecento metri di muro di cemento per proteggere i lavoratori
Ultimi vertici, tra prefettura, questura e le imprese Ltf in vista dell’allargamento definitivo del cantiere della linea ferroviaria Torino-Lione. Questione ormai di giorni, mentre nell’area di Clarea si vanno concludendo gli ultimi sondaggi geognostici del terreno, più specifici rispetto ai precedenti. Tempi? Non ancora definiti ma ormai siamo al conto alla rovescia.
C’è una notizia importante: non appena sarà possibile, quando cioè la parte violenta del movimento No Tav avrà rinunciato ad attaccare il cantiere (dal 1° gennaio nell’area è stato istituito il sito strategico di interesse nazionale) il museo che attualmente ospita la control-room del presidio interforze sarà restituito al Comune di Chiomonte; via anche i presidi della centrale, all’inizio di strada Avanà. L’accesso alle vigne sarà libero, anche se dovrebbero restare alcuni posti di blocco. Soddisfatto il sindaco di Chiomonte, Renzo Pinard: «E’ un primo passo verso la normalizzazione. La mia giunta ha fatto pressione con le istituzioni per riavere a disposizione il museo e l’area della Maddalena. Speriamo non passi molto tempo. Ma credo che la gente di Chiomonte abbia già sostenuto abbastanza sacrifici, durante l’estate. E’ arrivata l’ora di voltare pagina, soprattutto per chi deve occuparsi delle vigne».
E presto riprenderà la costruzione del muro per proteggere i varchi del cantiere più esposti alle azioni di vandalismo da parte di un segmento di attivisti No Tav. La protezione, per il momento, sarà circa di 200 metri. Ma si tratta solo della prima tranche dei lavori. Le barriere di cemento, alte tre metri, saranno sormontate dal filo spinato, connesse infine con i cancelli di acciaio. Da qui usciranno i reparti anti-sommossa con una missione precisa: proteggere le recinzioni e il nuovo sistema di sicurezza. Alloggi e strutture logistiche di polizia, carabinieri, Finanza e degli Alpini della Taurinense, saranno dunque trasferite tutte all’interno del cantiere. Un solo check-point, sotto lo stretto controllo dei militari, blinderà la strada che va dalla Maddalena al primo varco del cantiere. Per il momento, nessuna nuova ordinanza. Il nuovo status di sito strategico è sufficiente per tutelare il cantiere Ltf.
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