
Comunicato stampa del movimento sul processo
Una tempesta in un bicchiere d’acqua ha animato la prima udienza
A TORINO IL PROCESSO AL MOVIMENTO NO TAV
Il pubblico ha diritto alla riservatezza prevista dalla legge
E’ iniziato il processo al movimento NOTAV, a seguito degli arresti del 26 Gennaio, che vede a giudizio 45 persone colpevoli di aver resistito, insieme ad altre migliaia di uomini e donne, allo sgombero della Libera Repubblica della Maddalena e poi di aver assediato il cantiere di Chiomonte il 3 Luglio. Tutti a giudizio questa mattina per la prima udienza, con Maurizio e Alessio ancora detenuti, e Juan ai domiciari per il puntiglio (che denota l’accanimento) della procura di Torino.
All’esterno un presidio di solidarietà ha atteso i notav sotto giudizio e quelli entrati fino alla conclusione dell’udienza.
Anche questa volta, l’informazione è riuscita a montare una tempesta in un bicchir d’acqua per uno scambio vivace di battute con un cameraman.
In merito si deve considerare:
– che l’aula era effettivamente troppo piccola infatti l’udienza è stata sospesa ed è poi proseguita in un’aula più capiente;
– che l’operatore, ai sensi dell’art. 147 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale, non poteva effettuare riprese in aula;
– che, infatti, accanto ad un diritto di informazione c’è un diritto di tutela della privacy che deve contemperarlo, e a maggior ragione quando la non disponibilità ad essere filmati venga espressa e resa ben intellegibile a chi effettua le riprese;
– che il legislatore ha ritenuto, in relazione alla riprese audiovisive nelle aule di giustizia, di far dipendere tale diritto da una specifica autorizzazione del Tribunale, che nel caso in questione non ci risulta sia stata data;
– che non v’è stata alcuna reale aggressione (lo stesso video girato dall’operatore mostra che le persone vicine sono del tutto tranquille) ma solo un diverbio, in cui l’operatore ha peraltro partecipato e nel quale si è dimostrato particolarmente scortese, tanto da urtare la suscettibilità di qualcuno che probabilmente lo ha spintonato;
– che l’operatore RAI non si è in alcun modo peritato di tener conto della volontà dei presenti di non essere ripresi;
Ci rammarichiamo per quanto avvenuto ma non ci stupiamo per come la stampa, a fronte di una iniziativa un po’ decisa, ascrivibile comunque solo all’iniziativa individuale di chi non voleva esser filmato, ha deciso di costruire l’ennesimo caso per prendersela con l’intero movimento, in alcuni casi falsificando platealmente la realtà, come ad esempio per Libero che ha trasformato quanto avvenuto in “botte da orbi”.
Valli di Susa 21/11/2012
Movimento NO TAV
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