
” LAVORO E LAVORO CAP.III [GUARDA VIDEO]
Oggi incontriamo un produttore locale della valle di Susa, ti chiediamo di presentarti, chi sei e che lavoro fai?
Mi chiamo Danilo Favro e faccio l’apicoltore da ormai cinque anni, allevo api e vendo miele
Ti chiediamo della tua attività di raccontare alcune caratteristiche particolari che la legano a questo territorio
Il mio miele possiamo dire ce è quasi tutto di produzione locale nel senso che giro la valle avanti e indietro per spostare le api e per seguire le varie fioriture che si susseguono nel corso della stagione. Ad inizio stagione si sta nel fondo valle seguendo le acacie dopodichè ci si sposta un po’ più in alto verso la zona dei tigli e dei castagni e il millefiori. In alcuni casi si riesce anche a portare le api in alta montagna per produrre il miele di rododendro, molto pregiato e altrattanto difficile da fare a causa dei mutamenti climatici stagionali
La tua attività è una produzione locale, da questa poi si passa al consumo e quindi attraverso il commercio tu incontri i tuoi clienti. Ci puoi raccontare come avviene e che tipo di distribuzione hai per i tuoi prodotti?
Finita la fase della produzione che qui nel nostro territorio dura circa da metà aprile a metà luglio il miele passa qui in questo laboratorio dove confeziono i vasetti ed in seguito mi occupo della loro vendita. La mia è una vendita diretta al piccolo consumatore del mercatino, quindi possiamo parlare di filiera corta, anzi in questo caso cortissima. Infatti sono partito con poche api e un po’ alla volta sto cercando di allargarmi nel senso che tengo qualche famiglia in più di api per cercare di fare un po’ più di miele e finora quello che faccio non ho problemi a venderlo nelle numerose fiere che si fanno in valle. Devo dire che lì poi il cliente prova il prodotto che essendo una cosa di qualità di produzione locale tende a tornare. Non vendo assolutamente nulla alla grande distribuzione anche perchè i prezzi di vendita all’ingrosso non sono remunerativi per nulla. Vi faccio un esempio, il prezzo del miele si aggira intorno agli 8 euro al kg e all’ingrosso potrei riuscire a venderlo a 2 e non penso che nessuno sia ingrado di farlo esclusi i cinesi che invece sono gli unici a riuscirci.
Questo tipo di attività come hai deciso di intraprenderla e che tipo di rapporto ha avuto e ha questa scelta con il tuo percorso di vita in questo territorio?
Io in realtà sono dottore in informatica e ho fatto l’informatico per 10 anni, lavoravo in ufficio, facevo consulenze e ad un certo punto mi sono stufato di questo tipo di vita e ho avuto l’occasione in famiglia di avere mio padre che teneva qualche arnia diciamo così per hobby. Mi sono così appassionato a questi animaletti e ho deciso di cambiare vita facendo un lavoro decisamente più a contatto con la natura e molto più salutare dal punto di vista psicofisico
La tua attività ovviamente è inserita in un sistema economico più grande e in una società più ampia che questo territorio. che tipo di rapporti hai con il sistema fiscale, contributivo o piuttosto nel caso tu ne abbia usufruito di contributi o aiuti alla tua attività
Nel mio settore, l’apicoltura che sottosta alla regolamentazione del sistema agrario ci sono molte possibilità di aiuto alle attività con bandi e gare. Un limite di questi è che forse sono studiati per ditte o attività che non ne necessitano più. Ti finanziano per esempio l’acquisto di un camion da 20000 euro e non ti finanziano un carrellino da 2000 euro. A me ad esempio è successo questo, ho dovuto comprare un carrellino per spostare le api perchè mi è più comodo girando appunto per strade di campagna e posti brutti e non mi è stato finanziato, un camion sì. Diciamo insomma che per chi parte da zero, io ho avuto la fortuna di avere il laboratorio già fatto, nei primi anni stare in regola con le normative è assolutamente impossibile. O alle spalle uno ha uno sponsor o non può farcela detto terra terra sta in nero un po’ e poi cerca di emergere
Come tutte le attività economiche, come tutti i cittadini sei immerso anche tu in momento difficile, una crisi economica particolare. Che tipo di ripercussioni sta subendo la tua attività e che tipo di prospettive vedi?
Forse io la crisi per quello che riguarda il mio lavoro la sento meno di altri nel senso che faccio comunque un prodotto da mangiare cosa che tutti fanno come prima cosa. Dopodichè ti accorgi nei mercatini che guardano i prezzi molto più di quattro o cinque anni fa , magari comprano il barattolo più piccolo, si vede comunque che c’è difficoltà
Rispetto alla scelta di vivere e lavorare in questo territorio hai mai pensato nella tua vita di spostarti o fare altro in favore di prospettive migliori dal punto di vista economico?
Per quanto riguarda cambiare l’attività assolutamente no, ne sono appassionato e possibilmente cercherei di allargarmi ancora un po’. Per quanto riguarda l’apicoltura comunque ci sono delle zone diciamo più vocate dal punto di vista della quantità di produzione rispetto alla valle di Susa però io sono legato qui, qui mi sento a casa, mi trovo bene e mi piace anche cercare di valorizzare il miele locale che è particolare, ad esempio il millefiori della valle di Susa è molto più buono del millefiori del cuneese. Anche qui ci sono cose quindi da valorizzare e da far conoscere.
Che tipo di prospettive vedi per questa terra? Tutti ormai sanno della minaccia tav Torino Lione e dell’apertura a Chiomonte del primo cantiere, tu cosa ne pensi, al di là della tua attività e del tuo singolo pezzo di vita?
Sì io penso che questa sia la iattura più grande che poteva capitarci sulla testa perchè si prospettano 15-20 anni di cantieri poi chissà quanti diventeranno con camion che andranno avanti e indietro per fare un’opera che ormai tutti sanno che non serve a nulla. Serve solo a finanziare grandi interessi della classe politica economica bancaria che ci stanno dietro. Dopodichè parallelamente a questo si tagliano tutti i servizi, ospedali, sanità. Insomma se non cambia questo andazzo io la vedo brutta, ma non per la valle, per l’Italia in generale. Le risorse già sono poche, vengono sprecati per fare buchi e riempirli giusto per fare aumentare il pil mentre secondo me dovrebbero essere indirizzati per cose che sono utili a tutti i cittadini o possono creare uno sviluppo vero, un miglioramento della qualità della vita di tutti, non un peggioramento.
Si parla di lavoro e cantieri, se ti proponessero di andare a lavorare in un cantiere per l’alta velocità cosa risponderesti?
Ti devo rispondere? No a me piace il mio lavoro. A parte che tutti questi fantomatici posti di lavoro che dovrebbero essere creati, ci sarà anche tanta gente che lo perderà il lavoro a causa dei cantieri. avremo magari qualche operaio in più là dentro e magari qualche operaio in meno a fare il miele per esempio a Chiomonte era un’ottima zona per il miele di castagno e oggi non lo è più con idanni che hanno fatto. Poi per me il discorso sul lavoro è anche un discorso etico, anche uno che va a riscuotere il pizzo per conto della camorra lavora, sarò uno che avrà anche dei figli a cui dare da mangiare, giustificare queste cose no. Può sembrare azzardato il parallelo però se uno lavora per un’azienda che sostanzialmente devasta i territori, per grosse speculazioni perchè di questo si tratta, qualche problema etico dovrebbe porselo però è anche vero che “bisogna mangiare”.
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