
Barbara Debernardi, ex sindaca della Valsusa scrive a Monti
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Prof. Mario Monti
Palazzo Chigi
Piazza Colonna 370
00187 Roma – Italy
anticipata via mail
segreteriaportavoce@governo.it
Signor Presidente,
so che ben altre lettere, firmate da persone ben più autorevoli della sottoscritta, Le sono state inviate in questi giorni, a seguito delle sue dichiarazioni sulla questione TAV in Valle di Susa. Tuttavia non posso costringermi a tacere, di fronte a palesi e a parer mio gravissimi distorcimenti della realtà. Dunque, perdoni l’insistenza e perdoni anche il mio rendere pubblico questo testo, così come del resto pubbliche sono state le parole sue e dei suoi Ministri su quel tema che mi vede profondamente coinvolta, come valsusina e come cittadina italiana.
Ho ascoltato, già colma di sconcerto, la sua conferenza stampa di venerdì 2 marzo. Sconcerto per la sua scelta di incontrare, in questo momento di emergenza democratica, non già i primi rappresentanti legittimamente eletti di quei cittadini della Valle di Susa che continuano ad opporsi da oltre 20 anni al TAV, cioè i Sindaci e il Presidente della Comunità montana, ma esclusivamente l’architetto Virano, di cui in questi anni abbiamo purtroppo ampiamente potuto sperimentare le capacità dialettiche e affabulatorie, ma che di certo non gode della fiducia del territorio di cui avrebbe dovuto illustrare con equilibrio e imparzialità ragioni e problemi.
Con altrettanto stupore ho appreso che l’approfondimento del tema, sul quale da anni i cittadini della Valle di Susa si interrogano e che ha prodotto studi corposi, non ultimi i tanti Quaderni dell’Osservatorio, e dibattiti di alto livello accademico, ha portato via a lei e ai suoi Ministri neppure due ore. Due ore appena, per questioni tanto spinose, tanto complesse, tanto articolate?! Davvero non mi sarei aspettata tale superficialità da un Professore come Lei. Chissà che cosa avrebbe pensato, da docente, se i suoi studenti avessero dedicato così poco tempo allo studio, in vista di un esame o, nella fattispecie, di una scelta importantissima e delicata …
Da queste premesse, che già facevano presagire il peggio, ecco dunque scaturire quel suo discorso, riassumibile in un “avanti tutta, a qualsiasi costo, a qualsiasi prezzo”, che poi ho ritrovato sul sito della Presidenza del Consiglio e che mi permetto di riprendere almeno in un passaggio, per un commento senza sconti e senza comunque avventurarmi in ambiti tecnici. Perché, per quanto abbia l’arroganza di pensare di essere in materia ben più informata di alcuni dei suoi Ministri, vorrei, e lo ribadisco con tutta la forza di un inerme cittadino, che sulle questioni di ordine tecnico venissero davvero ascoltati i tecnici. E non i presidenti di nomina governativa come l’architetto Virano. Vorrei che Lei, Professor Monti, convocasse, per ascoltare, da pari a pari, gli oltre 360 docenti universitari (non anarcoinsurrezionalisti! docenti suoi colleghi!) che da settimane inutilmente, perché ancora oggi inascoltati, le chiedono in materia un urgente colloquio.
Non quindi di numeri, di flussi di transito, di calo delle merci, di inquinamento, di salute, di disastro idrogeologico, di uranio, di amianto, di progetti preliminari, definitivi ed esecutivi, di costi e benefici intendo dire. E neppure, per quanto ce ne sia pressante necessità, voglio interrogarmi di quanto rischi di andare alla deriva un Paese in cui la politica delega ai gestori dell’ordine pubblico la soluzione dei conflitti. Voglio piuttosto accontentarmi oggi di leggere con lei un suo passaggio, che avvalla la decisone di procedere senza indugi e senza dubbi con il progetto TAV e dunque con la relativa militarizzazione di un territorio che quel progetto rigetta con determinazione.
Leggo: “La decisione conferma il complesso processo decisionale avviato negli scorsi anni anche attraverso un approfondito lavoro di concertazione con le comunità e gli enti locali.”
Questa sola affermazione non solo rende indigeribibile l’intero documento, ma lo priva di qualunque rispettabilità, poiché non si possono (o non si dovrebbero) costruire argomentazioni credibili partendo da principi ambigui, quando non palesemente falsi. Mi spiego meglio: non dubito che l’Architetto Virano le abbia garantito l’avvenuta azione di concertazione con le comunità e gli enti locali. Peccato che ciò non risponda al vero.
Quando venne istituito l’Osservatorio, luogo per l’appunto indicato come spazio di confronto e di concertazione, ero Sindaco di uno di quegli enti locali interessati all’opera e quindi, a detta sua, coinvolto dai processi decisionali sopra indicati. E posso dimostrare, non a parole, ma con atti pubblici e delibere di Consiglio, che né il mio Comune, né gli altri Comuni valsusini interessati dal tracciato, hanno mai avvallato l’opera in questione. Anzi, le delibere consiliari, coerenti e costanti, per tutta la durata dei lavori dell’Osservatorio, hanno sempre ribadito la contrarietà al progetto ferroviario Torino-Lione.
Vero, ci sono state in quell’ambito, centinaia di riunioni e di audizioni. Nelle quali le amministrazioni locali sono state magari anche sentire, ma mai ascoltate. Tanto che uno dei temi di indagine, la cosiddetta “opzione zero” (l’opera non serve, dunque non si fa), inizialmente in agenda è poi sparita. Seguita dalla scomparsa all’interno dell’Osservatorio e dei tavoli di consultazione di Palazzo Chigi anche di quei Comuni (la maggioranza) contrari all’opera. Si è preferito cioè, non ascoltare il dissenso e soprattutto le ragioni di tale dissenso. Esattamente quanto ha fino ad oggi fatto anche il suo Governo.
Potrei far mie le conclusioni di Marco Travaglio recentemente pubblicate in merito.
Potrei cioè pensare che Lei si sia fatto turlupinare dalle parole dell’Architetto Virano, oppure che Lei sappia esattamente come stanno le cose, ma preferisca fingere di credere a quelle bugie. Irriducibile ottimista voglio invece immaginare una terza via, quella delle persone per bene, che a volte si accorgono, cammin facendo, di aver preso una cantonata. E che lo ammettono, cercando di rimediare. Io spero ancora che, alle menzogne di una politica ammuffita e di basso profilo, Lei preferisca il rigore pulito e tecnico di chi non teme di confrontarsi tra pari. Spero cioè che finalmente decida di aprire la porta a quei 360 colleghi che garbatamente da settimane stanno bussando.
Barbara Debernardi
Sant’Ambrogio di Torino
Leggi anche

Avigliana-Orbassano, l’Unione Montana boccia il progetto RFI per le troppe lacune. E Mauceri muto
Mentre il Movemento No Tav si appresta ad iniziare a festeggiare al Festival Alta Felicità, il progetto della nuova linea ferroviaria Avigliana-Orbassano si trova davanti all’ennesimo ostacolo. L’incontro convocato dalla Regione per ottenere da RFI risposte alle numerose criticità sollevate dagli enti locali si è concluso senza le integrazioni attese: il progetto, così com’è stato […]

Cantiere Tav: un anno di ritardo e lo pagherà l’Italia
da SpintadalBass – Secondo il cronoprogramma del 2011 lo scavo della tratta fissa del tunnel geognostico di Chiomonte – fino a 5765 metri – sarebbe dovuto durare 689 giorni. Il cronoprogramma aggiornato al 2015 allunga la durata dello scavo a 1084 giorni, con una dilatazione dei tempi di 395 giorni. Oltre un anno di ritardo. Chi pagherà […]

Come spende i soldi pubblici Telt? In avvocati!
da Spinta Dal Bass – Da inizio 2015 a oggi Ltf/Telt ha fatto contratti con avvocati e studi legali per oltre ottocentomila euro.816.844€ in 15 mesi, per la precisione. E stiamo considerando solo i contratti fatti in Italia, non quelli francesi. Queste informazioni sono presenti nel data base dell’Autorità Nazionale Anticorruzione. Una cifra di tutto […]

Amianto alla Maddalena e movimento terra sui camion: le ultime novità progettuali del Tav
Nella certificazione dei costi della Torino-Lione, resa pubblica due giorni fa dal movimento no tav, vi sono alcune ipotesi di modifiche progettuali che cambiano radicalmente la prevista cantierizzazione. Due in particolare toccano direttamente chi abita in Valle: le rocce contenenti amianto sarebbero stoccate nel tunnel geognostico di Chiomonte e lo smarino destinato a Susa trasportato […]

Torino-Lione: un destino incerto [con documenti inediti sui costi]
Comunicato Stampa | 21 marzo 2016 Presidio Europa – Movimento NO TAV richiama l’attenzione dei media su quanto sotto riportato Torino Lione: Tractebel Engineering e TUC Rail certificano un costo incerto. Centinaia di milioni di euro sono basati su analisi provvisorie e non verificate. Svelato il contenuto del rapporto di certificazione dei costi, finora […]
