Nella notte Susa si riempie di manifesti
C’è un’immagine che racconta meglio di molte dichiarazioni il momento che sta vivendo la Valle di Susa. Da una parte si organizzano convegni dal titolo “Nuove opportunità per il territorio”, dove amministratori, istituzioni e promotori della Torino-Lione celebrano le ricadute economiche dell’opera e discutono del futuro della valle senza che quel futuro venga realmente condiviso con chi la abita.

Dall’altra c’è un manifesto apparso nella notte per le vie di Susa, firmato semplicemente da “cittadini e cittadine di Susa” e rivolto direttamente all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Piero Genovese. Un testo che non si limita a contestare la Torino-Lione, ma richiama quello che, secondo gli estensori, dovrebbe essere il ruolo di un’amministrazione: informare la popolazione, difendere la salute pubblica, tutelare l’acqua e il territorio, sostenere un’economia legata alla natura e valorizzare la valle. Al posto di tutto questo, il manifesto accusa il Comune di aver scelto di confrontarsi con TELT e con il Governo anziché con la propria comunità, anteponendo gli interessi del cantiere a quelli dei cittadini.
È una contrapposizione netta, ma difficilmente liquidabile come propaganda. Perché il punto non è soltanto la Torino-Lione. Il punto è il progressivo rovesciamento del ruolo delle istituzioni locali. Chi dovrebbe rappresentare i cittadini sembra ormai impegnato soprattutto a rappresentare le esigenze del cantiere, mentre la partecipazione viene ridotta a una comunicazione a decisioni già prese.
Si continua a parlare di “opportunità”, di sviluppo e di compensazioni, ma intanto il territorio viene trasformato in un enorme cantiere permanente, il consumo di suolo aumenta, le sorgenti e gli ecosistemi vengono messi sotto pressione e la valle perde pezzi della propria identità. È difficile chiamare tutto questo sviluppo quando il prezzo viene pagato dalle comunità locali e dall’ambiente.
Forse è proprio questo il significato del manifesto comparso a Susa: ricordare che il compito di un’amministrazione non dovrebbe essere convincere i cittadini ad accettare la devastazione del proprio territorio, ma difenderlo. Una distinzione che, in Valle di Susa, sembra diventare ogni giorno più necessaria.
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