Ieri la Lab Antiviolenza Valsusa e il Collettivo Talea hanno organizzato per la Giornata Internazionale della Donna, una giornata di lotta nelle città di Susa e Avigliana. Molte le tematiche toccate: dall’ingiustizia di Mara Favro alla militarizzazione, dalla salute alla solidarietà alle donne dei popoli sotto occupazione e in guerra, dall’educazione sessuo-affettiva al ricordo delle vittime di femminicidi e transicidi. E ovviamente la devastazione ambientale.
Ci ha molto colpito questo contributo scritto da una valsusina, in cui il riferimento è chiaro e che vogliamo qua riportare:
Ciao. Sono la Valle di Susa.
Come dovresti immaginarmi?
Come una donna o , forse, semplicemente come una persona.
Esisto da migliaia di anni e i miei occhi hanno visto passaggi incessanti di eserciti bellicosi
ma anche di esseri umani in transito, in fuga , in cerca di una casa.
Da sempre, nonostante la mia anima fatta di pace, accoglienza ed inclusione,
vengo calpestata, offesa, violata.
In tempi antichi erano le guerre.
Volute da uomini assetati di potere e gloria.
Poi ci sono stati gli invasori, gli usurpatori.
Coloro che hanno tentato di privarmi della libertà.
Ho sempre lottato.
Mi sono strenuamente difesa.
Ma oggi, come se il passato non avesse insegnato nulla a nessuno, l’aggressione si é fatta ancora più violenta.
Non é la sete di potere a guidare i nuovi eserciti ma la sete di denaro.
Una nuova violenza devasta il mio corpo.
E’ una violenza subdola e tangibile al tempo stesso.
Fatta di scelte politiche scellerate, imposizioni senza consenso, costruzioni selvagge di infrastrutture inutili,
spreco di suolo, colate di cemento, contaminazione di aria e acqua, aggressione alla salute di coloro che da sempre mi abitano.
I nuovi aggressori mi chiamano “ zona di sacrificio”
ma io sono la Valle di Susa e continuerò a lottare.
Sono la valle di Susa e continuerò a resistere.
Sono la Valle di Susa e continuerò ad esistere.
Ringraziamo tutte coloro che hanno organizzato e partecipato alla giornata di ieri, per la chiarezza nell’indicare le responsabilità di coloro che sul corpo delle donne e sulla terra continuano a fare la guerra. Alla loro violenza e devastazione, opporremo sempre la nostra resistenza e cura.
W LE PARTIGIANE DELLA TERRA E DEL FUTURO