Ripartiamo da Chiusa!!!
Dopo un’estate ricca di sorprese per la valle di Susa si riparte con il movimento no tav protagonista. Nella serata di lunedì 6 settembre si è svolta nel comune di Chiusa San Michele situato a centro valle una assemblea informativa sui nuovi progetti della linea ad alta velocità Torino-Lione. A convocare questa serata sono stati gli amministratori dei comuni Chiusa, Sant’ambrogio e Vaie, confinanti come territorio e con questa nuova opzione di tracciato sicuramente i più compromessi. Serata molto partecipata, centinaia di abitanti della zona hanno infatti potuto vedere finalmente i famosi progetti, presentati furtivamente ad agosto da LTF e mandati in un “comodo pacchetto” da 17 giga byte in hard disk ai comuni interessati. Vacanze d’agosto occupate dai tecnici del movimento ad analizzare i documenti complessi per poterli ridurre e renderli fruibili. Anche qui il tempo risulta importante infatti il 30 settembre scade il termine per presentare da parte dei comuni le osservazioni in merito e lasciamo a chi legge immaginare di fronte a una mole così complessa e aggrovigliata di dati come rispondere.Ma il dato più importante oltre alla partecipazione e al livello tecnico scientifico affrontato è sicuramente politico. Ancora una volta una comunità intera si è ritrovata unita nella contrarietà a quest’opera. Amministratori, di maggioranza e minoranza, semplici cittadini, famiglie intere che la sera si impegnano, discutono, sviluppano i progetti di resistenza per salvare il proprio futuro e la propria terra. Tra i primi interventi quello del presidente della Comunità Montana, Sandro Plano, che ricorda il problema del lavoro, più di cinquemila disoccupati in valle, per loro nulla, solo cantieri fantasma con manodopera importata ad hoc che segue il carrozzone tav. Nessun progetto reale di risanamento economico di quest’area che si rivela una delle più depresse del Piemonte.Prosegue poi il sindaco di Vaie, Lionello Gioberto, che ricorda il problema delle fonti d’acqua, per queste un progetto tav che ammette sulla carta, non la possibilità di un prosciugamento, ma la certezza di questo e come soluzione, per un comune di alcune migliaia di abitanti, un pompaggio di appena 9 l/sec. Progetto che prevede il passaggio a Vaie sotto una frana delicatissima, nei pressi dell’abitato, dove l’amministrazione non consente neanche la ristrutturazione di una mansarda. Siamo al ridicolo, il sindaco di Sant’Ambrogio, Dario Fracchia, prende in mano i dossier, 770 abitazioni da abbattere, con tanto di foto e schede accurate, realizzate senza che neanche un proprietario sia stato avvisato o quantomeno informato della schedatura o della fotografia inerente la propria casa. Numerosi anche gli interventi dal pubblico, molte le domande, tanti i dubbi. Si chiude poi con alcuni interventi significativi, in particolare quello di Luigi Casel, portavoce delle liste civiche, che invita tutti gli amministratori a tornare nelle prossime manifestazioni con la fascia tricolore in piazza, alla testa dei cortei come si era fatto nella stagione di lotta del 2005.Sembra quasi di essere tornati indietro nel tempo.Cinque anni, una vittoria schiacciante e siamo ancora qui. Un altro progetto devastante, un mare di soldi in arrivo e tutti lì pronti a metterci le mani sopra. Una comunità che si trova costretta a reagire, a resistere, a lottare. Sindaci che convocano assemblee, comitati che programmano iniziative, cortei, presidi. Insomma tutti gli ingredienti giusti per un ottimo inverno di lotta. Sicuramente la strada da fare è ancora tanta ma la voglia non manca e i primi passi sembrano essere di nuovo quelli giusti.
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