
Nuntio vobis gaudium magnum: habemus Tav Milano – Parigi
Pubblichiamo l’articolo a firma di Davide Amerio relativo al treno veloce Milano – Parigi apparso sul sito https://www.tgvallesusa.it/

“Udite udite! Popolo indegno e di poca fede: il Tav tanto agognato che condurrà le migliaia, che dico!, i milioni, di passeggeri che desiderano recarsi da Milano a Parigi, e vice versa, è oggi, finalmente, realtà.
Trenitalia annuncia (di nuovo) la nuova tratta Milano-Parigi via Frecciarossa: un treno iper accessoriato di ogni comodità con, niente di meno, il pranzo gestito direttamente dallo chef Cracco!
Frecciarossa ambisce a fare concorrenza al TGV francese che percorre la stessa linea. La notizia appare in pompa magna sui rotocalchi cartacei e web con tanto di intervista a Luigi Corradi, amministratore delegato di Trenitalia. Non la prendono molto bene un po’ di sudditi infedeli che si domandano come mai si pensi molto ai collegamenti con l’estero, mentre in Italia le linee, in certe zone, sopratutto nel sud, richiedono le stesse ore per andare da Milano a Parigi, ma su tratte da 150 km. Per non parlare dei pendolari che la cucina di Cracco proprio se la sognano, e si accontenterebbero di un panino decente, e di non viaggiare in carri bestiame, nei quali il funzionamento dell’aria condizionata (calda o fredda) è opzionale e casuale.
E qui, scesi dal treno della propaganda e delle veline pro domo Trenitalia, ci rendiamo conto della totale assenza di domande che, uno straccio di giornalista (o sedicente tale), potrebbe porre al mega direttore galattico amministratore delegato. Tanto per fare qualche esempio (non sia mai che qualche giornalista accreditato prendesse spunto):
1) Lei ci sta dicendo che farete concorrenza al TGV francese: ma quanti sono realmente gli utenti che viaggiano ogni giorno tra Milano e Parigi? Sono sufficienti per rientrare dei costi?
2) Dunque il Frecciarossa passerà sulla linea storica: quella Torino Bardonecchia che, ci raccontate da trent’anni, è satura e obsoleta, nonché poco sicura (a vostro dire). Ma come siete riusciti a programmare quattro viaggi giornalieri su quella linea così satura? Siete stati davvero in gamba! E se quella linea è poco sicura, vi sembra il caso di trasportare persone sulla stessa?
3) Sappiamo il Frecciarossa può viaggiare a 300km orari; com’è possibile dichiarare quella velocità se la tratta storica non lo consente avendo una struttura tradizionale? È al corrente che il TGV francese è costretto a viaggiare sulla linea tradizionale tra Torino e Milano perché la nuova linea AV (TAV) che avete costruito non è compatibile con il TGV?
4) Perché continuate a dichiarare che i prezzi del biglietto partono da 23 euro, quando questo si riferisce ad un numero estremamente limitato di biglietti che è necessario prenotare mesi e mesi prima del viaggio (con tutte le incognite del caso) e non sono rimborsabili?
5) Non le sembra Trenitalia continui ad occuparsi della fascia “alta” degli utenti mentre trascura notevolmente le linee tradizionali, molto più frequentate, per le quali i cittadini, pendolari in primis, subiscono ritardi e disagi? Che cosa state facendo in merito?
6) Avete continuamente dichiarato, in questi 30 anni, che era necessario costruire una nuova linea AV (TAV) per collegarci con la Francia e con l’Europa! Ora il Frecciarossa si collega a Parigi senza nessuna linea nuova. Non che è che in questi 30 anni avete raccontato balle dal momento che il collegamento era già esistente e garantito dal TGV francese?
7) Per quale motivo allora bisogna costruire una nuova linea AV devastando la Val Susa con un progetto di cui è stata ampiamente dimostrata l’inutilità da non pochi studi ingegneristici? Perché continuate ad ostinarvi nel voler distruggere la Val Susa con i vostri cantieri in favore di Telt?
Perché non vi preoccupate di migliorare le linee esistenti, metterle in sicurezza, garantire carrozze agevoli, servizi puntuali, migliorare le linee di collegamento (per esempio quelle con un senso unico di marcia), in diversi luoghi del paese?
9) 30 anni fa potevi viaggiare tra Torino e Roma in un viaggio abbastanza comodo, con prezzi alla portata di tutti, mangiando più che bene nella carrozza ristorante delle vecchie FS (e Cracco nessuno se lo filava). Oggi lo stesso viaggio dura meno, ma a costi molto più alti se viaggi in AV. Non vi sembra di aver costruito un modello aziendale tutto incentrato sul business e sul privilegio, mentre le persone normali (la maggioranza degli utenti) ne subiscono i costi e i disagi?
10) Lei parla di concorrenza. Però quando in Italia avete avuto dei potenziali concorrenti, come la linea tra Torino e Milano di Arenaway vi siete prodigati a intralciarla sino a farla fallire. Qual’è il vostro concetto di concorrenza?
11) Come pensate di rientrare dei costi dell’intera infrastruttura AV, quando a mala pena il costo (alto) del biglietto copre i costi gestione corrente? Non state forse aumentando il debito pubblico italiano per una infrastruttura per lo più inutile, sapendo che una linea AV è giustificabile se la tratta copre almeno 400km tra due città che abbiamo una popolazione di almeno 2.000.000 di anime cadauna? (e l’unico caso italiano sarebbe quindi Milano-Roma)
12) Non sarebbe stato più utile, per il paese, per i cittadini, investire tutti quei soldi in miglioramenti delle linee esistenti, nuove linee laddove potrebbero servire, nuovi servizi, maggior sicurezza, treni moderni, etc etc?
Ecco, queste potrebbero essere alcune domande da porre; ma naturalmente lo facciamo noi che non siamo giornalisti, bensì umili propositori di dubbi, non accreditati, o accreditabili. Sa va sans dire…”
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