Liaison ferroviaire transalpine chentier du siècle, mais quel siècle?

Unico intervento tra le relazioni iniziali degno di nota quello del commissario Virano che riconosce come l’opposizione a quest’opera in Italia ci sia e ci sia anche una diversa visione sui modelli di sviluppo tra chi quest’opera la vuole costruire e chi si oppone. Evidentemente dopo alcuni anni di “lavoro” in val di susa si è accorto anche il commissario che il futuro concepito dal movimento no tav per la valle di Susa è sicuramente diverso da quello di chi questa valle la vorrebbe distruggere. Sempre linerare quando prosegue dicendo che evidentemente ci sarà un problema di democrazia, e qui ci chiediamo, quale, la sua e della casta di poltronari che rappresenta o quella di chi ogni giorno da anni si confronta in assemblee pubbliche aperte a tutti e cerca di costruire un futuro migliore per i propri figli? Quella dei deputati Esposito e Merlo con i loro stipendi da migliai di euro o quella dei comuni della valle di Susa che si vedono chiudere le scuole, gli ospedali, le fabbriche per carenze di fondi e progettualità?
Tra gli interventi dal pubblico Marina Clerico, rappresentante per la comunità montana Bassa val Susa e val Sangone che ai falsi dati forniti e alla fumosità di Virano porta i dati politici. 25 comuni della valle di susa che hanno deliberato contro quest’opera, 3 in più di quando si iniziò il lavoro di “dialogo” attraverso l’osservatorio presieduto proprio da Mario Virano. Insomma più si studia quest’opera e più maturano le ragioni per essere contrari. Con la giornata di oggi si spera che anche in Francia iniziando a parlare di Tav si apra un dibattito dal basso che sappia creare opposizione a questa inutile e devastante opera. Dibattito che però deve ripartire da che non ha nulla da perdere ma molto da difendere, non dai politici o da tecnici corrotti ma da persone oneste che di questo sistema non ne possono più e hanno voglia di decidere in proprio del loro futuro e del loro paese. Nota assolutamente negativa in chiusura per la gestione del dibattito, in mano al segretario locale del sindacato cer nella persona di Fatiga che ha con metodo cercato di evitare gli interventi contraddittori alla linea. Sia Mario Cavargna per ProNatura che Davide Bono, prenotato e iscritto come consigliere regionale non hanno avuto la possibilità di intervenire.
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