
La Questura ci prova ancora
Nelle settimane che precedono il Festival Alta Felicità siamo abituati da anni al manifestarsi di provvedimenti giudiziari “ad orologeria”.
Anche quest’anno la Questura di Torino non si è smentita ed ha provato a orchestrare una piccola operazione repressiva contro i No Tav. I giornali parlano di Daspo Urbano (Dacur) e fogli di via per almeno 14 attivisti e attiviste del Movimento. Le misure, che per adesso sono state notificate a sole due persone, sono ”divieti di accesso ad aree urbane”, ossia uno dei nuovi dispositivi dei vari pacchetti sicurezza del Governo Meloni. Pur riferendosi ad altre manifestazioni svoltesi in città, la loro emanazione oggi viene motivata dall’avvio in questi giorni del Festival a Venaus. Le aree di allontanamento riguardano alcune zone di Torino, rendendo abbastanza assurde le misure, mentre il foglio di via per ora notificato è relativo all’area di Traduerivi a Susa.
In queste prime giornate di Festival abbiamo assistito ad un aumento spropositato di controlli e posti di blocco che però non hanno impedito ad una grande massa di No Tav di raggiungere Venaus. Non sarà sicuramente questa modesta “operazione di polizia” a fermare l’estate di lotta cominciata da diverse settimane e che continuerà anche ad agosto, con campeggi ed appuntamenti. Però una piccola riflessione vogliamo comunque farla. I vari decreti sicurezza hanno riempito le mani dei Questori di nuovi strumenti che ora vogliono sperimentare sulle lotte che infastidiscono il potere. Dal movimento per la Palestina alle lotte sui posti di lavoro si moltiplicano queste nuove applicazioni. È importante rispondere insieme a questi tentativi repressivi con le uniche modalità che in questi anni si sono rivelate efficaci: la solidarietà e la lotta. A partire da domani, marciando insieme verso i cantieri della devastazione! Si parte e si torna insieme, a sarà dura ma per loro!

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