
Denunce e misure cautelari per i notav che si sono opposti alle trivelle di Terna
Purtroppo la cronaca della nostra lotta in difesa del territorio è costellata da continue denunce e provvedimenti giudiziari. Mentre è in discussione, per modo di dire, l’assenso della Camera alla ratifica agli accordi internazionali, ci viene consegnato l’ennesimo provvedimento giudiziario costellato di misure restrittive.
Questa volta ad essere messe sotto la lente della procura, con solerti annotazioni dei carabinieri di Susa, sono le iniziative di contrasto alle trivelle au carotaggi di Terna avvenuti tra il dicembre del 2015 e il febbraio del 2016.
Iniziative legittime per chi vive nella nostra terra, che battè ben prima dell’inizio della lotta contro il Tav il progetto del mega elettrodotto che avrebbe dovuto attraversare la Valle verso Piossasco dalla Francia.
Nicoletta ed altri notav sono memoria viva di quel periodo e lei ed altri sono stati gli stessi che sono riusciti in più occasioni a fermar eo disturbare i carotaggi.
Oggi arriva il pacchetto della procura con 23 notav denunciati in un provvedimento unico che prende in considerazione più episodi nel solito linguaggio che trasforma parole in minacce, presenze fisiche in violenza privata. Ci siamo abituati ma mai ci rassegneremo a sopportare questo genere di soprusi nei confronti nostri e della nostra terra.
Come in tutte le inchieste che si rispettano i pm non si accontentano di criminalizzare chi difende la propria terra, vogliono di più, vogliono arrivare a disporre della libertà personale di chi non si rassegna, e così ecco che il provvedimento porta in sè diverse misure cautelari, elaborate tra divieti di dimora e firme quotidiane, avvisando (scritto bene in grassetto) che non saranno tollerate disobbedienze alle imposizioni. Nemmeno quando, come nel caso di Giorgio, gli viene imposto il divieto di dimora nel comune di Bussoleno, quindi di non poterci stare, comune dove risiede e lavora.
Anche Nicoletta fa parte dei provvedimenti, e le viene imposto di non andare in tutto il comune di Susa. A loro si aggiungono Andrea, Paolo e Luciano con l’obbligo delle firme quotidiane presso la caserma dei Carabinieri.
Le cronache della crociata della magistratura contro i notav proseguono con un ritmo serrato, con un uso disinvolto delle misure cautelari, sintomo della difficoltà nel domare un territorio che da tempo ha compreso bene che l’unica lotta che si perde è quella che non si combatte, con tutto il cuore.
dall’archivio
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