
CLAREA 21 SETTEMBRE LA DEVASTAZIONE CONTINUA
Ancora in Clarea. Rispetto a ieri sono aumentati sia mezzi e uomini delle ditte sia la presenza poliziesca.
La devastazione continua. In basso, dove c’erano radure, fitte macchie di sottobosco e quinte di betulle, si allarga, fino al torrente, una spianata vuota, percorsa dalle ruspe e dai mezzi di movimento terra; ai margini il bosco ferito, i tronchi accatastati di quelle che furono le betulle della Clarea.
In alto si allunga il muro della vergogna, progettato a protezione del cantiere contro le inevitabile frane prossime venture: si stanno gettando le fondamenta al piede di una frana millenaria, di cui, col procedere degli scavi , emergono i detriti millenari, gli enormi massi anticamente abbattutisi a valle.
La nostra piccola baita è ora imprigionata in una lingua di terreno tra il muro e le reti, quasi sezione di massima sicurezza di quella grande prigione che è il fortino.
A portare avanti la distruzione è arrivata la CMC di Ravenna ( i mezzi che lavorano al muro inalberano quel marchio e quel nome); gli uomini sembrano appendici meccaniche dei mezzi, si muovono apatici, apparentemente indifferenti, senza una parola, un gesto, neppure uno sguardo a quanti stanno oltre le reti, donne e uomini arrivati alla spicciolata con le bandiere NO TAV.
Si forma in breve una piccola folla, soprattutto di anziani; piccola ma preoccupante per chi vorrebbe devastare in tranquillità, senza testimoni scomodi: per questo arrivano immediatamente le forze armate a garantire l’ordine costituito seguendo a vista chi si muove lungo le reti e, in ultimo, identificando due nonne wraiter che si sono impegnate con testa, cuore e bombolette, a denunciare per iscritto lo scempio in atto.
Non dobbiamo lasciare che operino indisturbati: temono la nostra presenza, l’indignazione dei nostri sguardi e delle nostre voci, gli obiettivi delle nostre macchine fotografiche e cineprese, il sapere concreto che in tanti anni abbiamo acquisito. Temono perché conoscono la incorruttibile testardaggine con cui abbiamo deciso di difendere un futuro vivibile per noi e per tutti.
Si alzano i muri? Si alza la lotta! Ci vediamo in Clarea.
Leggi anche

Voci dalla marcia popolare Sant’Ambrogio Avigliana – sempre in aggiornamento
Marcia popolare No Tav: le voci dal corteo Un contributo di InfoAut – Confluenza Sabato 3 ottobre tantissimi giovani e meno giovani hanno preso parte alla marcia popolare da Sant’Ambrogio ad Avigliana, hanno sfilato insieme ai Sindaci dell’Unione Montana e ai comitati dell’Alta e Bassa Valle. In particolare a essere messa sotto l’obiettivo è la […]

Diecimila in marcia da Sant’Ambrogio ad Avigliana
Ci sono giornate in cui una valle intera decide di mostrarsi per quello che è.Ieri è successo tra Sant’Ambrogio e Avigliana. Un numero enorme di persone ha percorso insieme la Valsusa, in una marcia popolare che ha attraversato i due paesi portando in strada una cosa che forse è ancora più importante del numero dei […]

Fermiamo insieme l’Avigliana-Orbassano (VIDEO)
Da Sant’Ambrogio ad Avigliana. Una marcia popolare contro la nuova tratta nazionale Avigliana-Orbassano e per il futuro del nostro territorio. Ci raccontano che le priorità sono nuove grandi opere. Ma intanto l’acqua diventa sempre più preziosa, il clima cambia con eventi meteorologici sempre più violenti, l’aria che respiriamo continua a peggiorare, il suolo viene consumato senza sosta e i servizi essenziali vengono progressivamente impoveriti. Ci raccontano che mancano le risorse. […]

LA METROPOLITANA É UN’OPERA INDISPENSABILE
Il Movimento No Tav aderisce alla manifestazione del 10 ottobre indetta dai Sindaci I lavori della metropolitana sono ad un punto morto e non c’è certezza su tempi e costi di completamento e messa in esercizio.Residenti nell’area, attività commerciali e l’intera popolazione della zona Ovest e Bassa Valle Susa, vivono da anni il disagio dovuto […]

No alla Sorveglianza Speciale per Stefano e Sara
L’accanimento congiunto di Procura e Questura di Torino contro chi si oppone allo stato delle cose non è una novità, ma anzi un dispositivo repressivo collaudato che in Val di Susa e a Torino trova da anni il suo laboratorio privilegiato. Dalla militarizzazione permanente della Valle, trasformata ormai in una perenne “zona rossa” per soffocare […]
