
Ancora un blocco ai cancelli della centrale di Chiomonte
Nuovo blocco alla centrale di Chiomonte stamattina presto. Le truppe d’occupazione dormono ancora e soltanto dopo una ventina di minuti dal nostro arrivo scorgiamo i primi uomini uscire dal container posto di fianco alla centrale, venire a vedere in quanti siamo stavolta. Contemporaneamente scendono da Via Avanà un paio di defender dei carabinieri. Dentro e fuori lo zoo si svolge tutto con tranquillità. Siamo una ventina e ci dividiamo in due gruppi anche oggi in modo da bloccare entrambi gli accessi al cancello.
I primi furgoncini delle ditte entrano dall’autostrada, li vediamo scendere verso le 7.00. Probabilmente le aziende vengono avvisate di servirsi dell’A32 e il movimento dei mezzi di cantiere da Chiomonte ed Exilles è molto ridotto rispetto al normale.
Come di consueto passano alcuni vignaioli mentre l’auto degli operai di Martina e il pick up di Iren vengono respinti dopo esser scesi da Chiomonte. Arriva anche un camion per lo spurgo dei gabinetti che scende da Exilles, ci vede e fa retromarcia senza avvicinarsi al blocco. Lo vedremo scendere più tardi da Via Avanà. Quando la situazione sembrava essersi ormai palesata con la nostra presenza e i furgoni che facevano tutti un’altra strada, due contingenti antisommossa di polizia e carabinieri un po’ a sorpresa escono dal cancello e si posizionano a bloccarci prima del ponte e poco più su verso la strada che risale verso Ramats ed Exilles. I casi sono due. O deve scendere un mezzo pesante, oppure Martina e Iren hanno chiamato i titolari chiedendo di far pressione per riuscire ad entrare.
L’ipotesi azzeccata è la prima, ovvero quella del passaggio di un’enorme autogrù che non riesce ad utilizzare lo svincolo autostradale e deve per forza di cose entrare dalla centrale. Sul ponte la situazione è comunque tranquilla, chiedono i documenti ma molti tergiversano e non gli danno chiedendo ai carabinieri di identificarsi prima di chiedere a noi i documenti. Dall’altro lato vola qualche parola e qualche spintone di troppo con la polizia un po’ più agitata ma la situazione si normalizza rapidamente ed il tutto si conclude con l’ingresso riuscito perché scortato, dell’autogrù A questo punto le forze del disordine si ritirano nella loro gabbia non avendo più motivo di star fuori dal cancello. Da li a una mezz’ora circa sciogliamo il presidio comunque soddisfatti per l’andamento della mattinata dove abbiamo centrato nuovamente l’obiettivo.
Il fatto che un mezzo sia comunque riuscito ad entrare non deve farci scoraggiare ma anzi darci lo spunto per studiare le mosse della controparte e maturare nuove idee per l’agire futuro riguardo ai blocchi dei mezzi.
Rinnoviamo pertanto l’appuntamento di questa sera al presidio di Venaus per la riunione delle 21.00, rilanciando la lotta al prossimo appuntamento a sorpresa!
E.
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