In Val di Susa, purtroppo, lo sappiamo molto bene quali sono le modalità di utilizzo delle granate lacrimogene sparate dalle forze dell’ordine, già dal 2011. E purtroppo sappiamo anche bene che questi comportamenti non vengono mai sanzionati, nonostante abbiano rovinato la vita ad alcun* di noi.
Lo ha anche deunciato Amnesty attraverso la voce di Yuri.
Lo ha denunciato Giovanna, ancora in ospedale dopo essere stata colpita.
Eppure oggi continua ad accadere, da Bologna dove Lince ha perso un occhio durante una manifestazione in solidarietà alla Global Sumud Flottilla, a Torino dove oltre ai movimenti, anche gli ultras ora diventano un bersaglio.
Nonostante ci sia stato il tentativo di smarcarsi dalle proprie responsabilità da parte della Questura, dando la colpa ai lanci di oggetti dei tifosi (così come era stato fatto anche per Giovanna), è chiaro che la causa delle fratture al cranio di Marco Basoccu siano state l’uso criminale che fa la polizia dei propri dispositivi in dotazione. I testimoni ci sono e noi, per esperienza, non abbiamo dubbi.
Esprimiamo solidarietà a Marco, a Lince, a tutt*, perchè lo abbiamo provato sui nostri corpi cosa vuol dire.
Non possiamo che sperare che l’epilogo di questa vicenda sia la pronta guarigione del ragazzo e che questa sia l’ultima di queste vicende vergognose.



