post, top — 28 ottobre 2012 at 19:19

Un primo bilancio di una grande giornata Compra un posto in prima fila IV

Un ottimo risultato, di questo stiamo parlando, una giornata no tav delle migliori e come molte altre volte la neve ha dato il suo tocco magico con una coreografia alpina di tutto rispetto. Montagne innevate e minacciate dalle ruspe dell’alta velocità. Qui, dove transitò Annibale con i suoi elefanti e dove il castrum romano pose le sue fondamenta, Segusium, oggi Susa al centro della medesima valle le matite ricoperte di euro degli architetti si tav hanno immaginato e disegnato una mega stazione internazionale usando l’immagine e il prestigio dello studio di architettura giapponese Kuma. Evidentemente la ruffiana manovra di imbonizione e di immagine non ha sortito gli effetti sperati visto che oggi oltre mille persone provenienti da tutta Italia hanno deciso di acquistare i terreni minacciati da questo tanto avveniristico quanto nefasto progetto. Un modo come tanti per dire no tav ma aggiungiamo un modo come tanti per fare no tav, per fare lotta, opposizione e conflitto. Da sempre il movimento no tav ha usato ogni strada possibile per opporsi a questo progetto e a questa devastazione, le raccolte di firme, i consigli comunali con le delibere dei comuni, i ricorsi in tribunale, i presidi come luogo di vigilanza ed occupazione preventiva del territorio minacciato fino ad arrivare alla resistenza, passiva davanti alle ruspe, attiva attorno alle recinzioni dei cantieri. A Chiomonte ormai anni fa ci fu la prima edizione di compra un posto in prima fila, anche lì migliaia di persone comprarono i terreni su cui era prevista l’apertura del cantiere per il tunnel geognostico della maddalena. Poi le truppe di occupazione iniziarono ad avvicinarsi e allora fu eretta la Libera Repubblica della maddalena, poi sgomberata nonostante l’alta resistenza della popolazione valsusina. Si continuò ancora a resistere e si continua ancora oggi attorno alle recinzioni, provando a bloccare l’apparato di devastazione del cantiere. Sono questi, come quello di oggi, tutti passaggi della medesima lotta, dei quali tutti saremmo felici di compiere anche solo i primi, se bastasse infatti una firma o una particella di terreno a bloccare le ruspe. Ma in val di Susa non ci sentiamo e non ci vogliamo sentire assolutamente diversi o al di sopra delle regole e come ogni cittadino di questo paese proviamo in ogni modo a fare sentire le nostre ragioni usando tutti i mezzi che ancora le leggi ci permettono di usare per dissentire rispetto a scelte così scellerate. I politici e gli imprenditori si tav per sminuire lo stupendo risultato di una giornata come quella di oggi proveranno ad ignorala o peggio ad insegnarci come ci si comporta, arrivando magari a dire che questo è il movimento no tav che “piace”, quello sano, quello giusto. Una risposta possiamo già anticiparla da queste righe e cioè che i nostri sono percorsi e non ci sono giornate no tav “diverse”. Il popolo valsusino, i no tav, faranno tutto il necessarrio, insieme, per bloccare la devastazione di questa valle e lo spreco immane di denaro pubblico previsto da questo progetto. Oggi intanto con queste firme si è posta un’altra importante ipoteca su questa terra, poi se arriveranno le ruspe ci saranno i corpi dei no tav e poi ancora tanta genuina e sana resistenza popolare. E poi ancora Chiomonte dove purtroppo le firme e le petizioni sono state ignorate e le ruspe procedono e anche lì si continuerà a resistere, a fare ricorsi contro il progetto e a tagliare reti. Questa è la storia e la vita del movimento no tav, fatta di tante giornate, alcune difficili, alcune belle e divertenti come quella di oggi. Un ringraziamento a quanti si sono spesi per questa giornata, al comitato no tav di Susa, a tutti i volontari che hanno espletato le lunghe procedure burocratiche e al notaio che con pazienza, gratuitamente, ci ha assitito e ci ha spiegato procedure e vincoli di questo acquisto. Infine un ringraziamento particolare, al di fuori delle cronache e della storia va fatto a tutte quei no tav che senza auto blu, senza rimborsi, gettoni di presenza o stipendi sono partite oggi da tutta Italia, pagandosi il viaggio, pagando per comprare una porzione di terra della valle di Susa e con molta umiltà hanno dato una lezione di vita e di civiltà a tutti.