Susa: un mese di presidio

febbraio 8, 2010 by admin · Leave a Comment
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tav10Il presidio NO TAV di Susa Autoporto compie un mese di vita. Partito il 9 gennaio con un baraccotto di lamiera, ora può contare su una struttura coperta di circa 40 metri quadri e su una stanzetta chiusa e riscaldabile.
In questo mese centinaia di persone sono passate di li portando il loro contributo e la loro esperienza. La volontà dei presidianti è quella di continuare con questo presidio nonostante le difficoltà che comporta.
Ricordiamoci dell’ importanza che hanno avuto i presidi dell’estate 2005 nell’ esito delle mobilitazioni autunnali.
Per festeggiare e per rilanciare l’ esperienza del presidio di Susa Autoporto proponiamo una serata:
MARTEDI 9 FEBBRAIO DALLE 21.30 AL PRESIDIO DI SUSA AUTOPORTO
FESTA MUSICALE TUTTA LA NOTTE Con i DISC JOCKEY DEL PRESIDIO

Invitiamo tutti a partecipare
portando da bere e da mangiare e
voglia di stare insieme e di ballare

COMUNICATO STAMPA

febbraio 8, 2010 by admin · Leave a Comment
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COMUNICATO STAMPA
SOLIDARIETA’ AL SINDACO DI ARAMAIO
Asier Agirre

Il 10 febbraio 2010, Asier Agirre, Sindaco di Aramaio, piccolo paese nei Paesi Baschi
spagnoli, sarà giudicato dal Tribunale di Vitoria per aver organizzato nella sua città il 30
settembre 2007 una consultazione popolare sul TAV.
I cittadini hanno votato al 97% contro la nuova linea ferroviaria AV, l’affluenza alle urne è
stata del 54%.
Accanto ai molti Comuni e associazioni basche che hanno espresso la loro solidarietà, il
Coordinamento europeo della Carta di Hendaye vuole qui dare sostegno al Sindaco e
denuncia con forza una vera e propria ingiustizia.
Come rappresentante eletto del popolo, il Sindaco di Aramaio ha condiviso il suo potere di
decidere con i suoi elettori su un tema gravido di conseguenze per la pianificazione
ambientale della sua città.
Per noi egli ha agito in un quadro perfettamente democratico che noi rivendichiamo.
Egli ha dato a tutti i nostri eletti una grande lezione di coraggio e di democrazia.
Con questo approccio cittadino esemplare, salutiamo la determinazione del Sindaco, così
come noi sosterremo sempre gli eletti che si battono contro questi progetti devastanti e
rovinosi.

Il Coordinamento dei Comitati No TAV
(firmatari della Carta di Hendaye)
Condove, 4 febbraio 2010

Offensiva contro i Social Network NoTav

febbraio 7, 2010 by admin · Leave a Comment
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(da: Ambiente Valsusa) Intorno alle ore 12 (di ieri) i gestori di Facebook hanno disabilitato gli account di AmbienteValsusa No Tav e comitato No Tav Susa-Mompantero.
Senza alcun preavviso, probabilmente a causa di un “blocco automatico” indotto strumentalmente da qualcuno che ci vuole bene. Questo fatto indica che:

1) l’informazione che diamo dà molto fastidio e viene costantemente monitorata. Da parte nostra, naturalmente, grazie alle nostre statistiche, siamo in grado di sapere chi visita frequentemente il nostro sito;
2) l’interazione tra sito e Facebook potenzia enormemente l’efficacia, l’immediatezza e lo scambio di informazioni e conoscenza;
3) probabilmente è proprio l’informazione immediata che spaventa qualcuno. Chi vuole fare i sondaggi teme forse che questi social network permettano di informare sui movimenti nel territorio.

Naturalmente è noto ai nostri utenti che Ambientevalsusa si occupa di dati tecnici e non di informazioni sul traffico stradale.

Abbiamo attivato immediatamente la procedura per la riattivazione dell’account Facebook; eccovi la lettera inviata a disabled@facebook.com per richiedere l’attivazione dell’account.
In questi mesi gli indirizzi di tutti i nostri contatti su Facebook sono stati salvati e siamo in grado di riattivare in poche ore un altro account, ma qui la questione è legale.
In allegato anche la lettera del comitato No Tav Susa-Mompantero.

Invitiamo per ora i nostri ed i vostri amici, se interessati, a richiedere l’inserimento nella nostra mailing scrivendo a info@ambientevalsusa.it ed ad iscriversi su facebook ai comitati No Tav Condove, Borgone,
Villarbasse, Spintadalbass, Notavaction, Sito Notav ecc…noi nel frattempo interagiremo direttamente con loro.

Per corretta informazione inviamo ai nostri utenti iscritti alla mailing list, che intanto sono diventati 34.000, una mail informativa riguardante questo tentativo di oscurare l’opposizione al TAV.

Chi ha occhi per vedere e orecchie per sentire sa che questo episodio, può preludere a “nuove attività” sgradite al territorio, anche perchè l’azione di momentanea censura è stata attuata contemporaneamente

coinvolgendo due associazioni No Tav che informano più di 9.000 persone in tempo reale.

No Tav. 40.000 a Susa il 23 gennaio 2010

febbraio 7, 2010 by admin · Leave a Comment
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Torino Lione: il miraggio del lavoro (da Lunanuova)

febbraio 5, 2010 by admin · Leave a Comment
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Tratto da Lunanuova del 5 febbraio 2010

Antonio Lazzaro:”La questione non è Si o No al Tav, ma dobbiamo lavorare”

[di MASSIMILIANO BORGIA] E’ rimasta l’unica grande ditta di costruzioni della valle di Susa. Anche perché dalla Italcoge di Susa, dei fratelli Antonio e Ferdinando Lazzaro, si diramano altre partecipate che operano in settori diversi e in mezza Europa ad iniziare da Franceter, azienda messa in piedi a Parigi perseguite il mercato delle grandi opere oltre- confine. Fanno parte del gruppo anche Italservizi, azienda che si occupa di servizi in generale, spe­cializzata nelle guardianie e posa in opera di segnaletica di cantiere e autostradale; la Italcar, officina autorizzata da Iveco per i veicoli commerciali e da Fiat e Lancia per le vetture, e infine anche la Imininvest, società immobiliare del gruppo.

Un giro potenziale di qualche centinaio di dipendenti; ma la crisi, anche qui, ha ovviamente costretto a tagliare nei rapporti di lavoro.

In valle di Susa ha costruito parti importanti dell’autostrada, la diga di valle Stretta, la pista di Guida sicura a Susa, l’acquedotto della Ramats, i piazzali per le Olimpiadi, solo per citare alcune opere. In cintura ha realizzato tra l’altro un centro commerciale a Collegno e ha svolto una parte dei lavori per la risalita meccanizzata del Castello di Rivoli.

Ma a oggi, il lavoro principale è fuori dalla valle di Susa. La Italco­ge è una delle ditte a lavorare per il Ponte sullo Stretto. Antonio Laz­zaro in questo anno di crisi passa quasi più tempo a Reggio Calabria che in valle di Susa. Lì si stanno preparando tutti i lavori accessori per il grande ponte. Ci sono da spostare svincoli autostradali e terminal ferrovia­ri. Ci sono da realiz­zare tutte le opere accessorie. Entrare in questo appalto “epocale” è stato più facile per via della presenza dei Lazzaro in Calabria già per altre opere importanti come un lotto del raddop­pio della Salerno- Reggio Calabria e diversi lavori per le amministrazioni locali.

«In valle abbiamo lavorato bene fino al 2006. l’anno delle Olimpiadi - ricorda Antonio Lazzaro, che per il suo impegno pubblico a Susa è anche uno dei personaggi più conosciuti della valle – Poi tutto finito. Rimangono piccole cose come i sovrappassi ferroviari o qualche lavoro per i comuni. Così abbiamo diversificato e soprattut­to siamo andati dove il lavoro c’è. Perché qui da noi stanno ormai chiudendo lutti e lavoro non ce n’è davvero più». Beh, dopo un’autostrada, l’allargamento  delle statali, le circonvallazioni, l’adeguamento della ferrovia, le opere olimpiche, cosa vi aspet­tavate ancora? «Infatti, questa è appunto una “valle”, uno spazio ristretto. Non ci sono le disponi­bilità di aree della pianura e non c ‘è la possibilità di sperare più di tanto in nuove grandi opere. Per ora in ballo c’è solo il raddoppio del tunnel del Frejus e la Torino- Lione». E l’acquedotto di valle… «Certo, anche l’acquedotto di valle».

La Italcoge è forse la ditta lo­cale più titolata ad aspettarsi di lavorare negli appalti che arrive­ranno dal Tav. Del resto, non solo lavora già per Rfi (sovrappasso di Sant’Antonino-Vaie) ma è entrata nel primo lavoro per la futura Tori­no-Lione: i sondaggi geognostici effettuati da Geo.mont. La notte del primo carotaggio a Susa i suoi mezzi senza il nome della ditta erano già sul posto prima dell’ar­rivo della trivella. E poi, di Tav la Italcoge ne ha già fatto un po’: un tratto nella zona di Chivasso per la nuova Torino-Milano insieme a una serie di lavori collegati alla linea che attraversa il Mugello.

Non è un mistero che lei, come altri imprenditori edili della valle, è un Sì Tav… «Oui la questione non è il Sì o il No al Tav. Qui il problema vero è il lavoro. Non mi importa se il lavoro si chiamerà linea ad alta capacità oppure qualcos’ altro. L’importante è che in questa valle in crisi arrivi nuovo lavoro. Per me non è una questio­ne ideologica. E’ per questo che non dico Sì Tav ma “Sì lavoro”, se in valle si vuole fare un’altra opera e non più la Torino-Lione per me va benissimo lo stesso, ci basta lavorare».

Ma lei ce l’avrà a morte con i No Tav… «Guardi per me i No Tav sono gente da rispettare.. Però hanno un grosso difetto: dicono sempre e solo No, e basta. Devono proporre delle alternative. Anche loro hanno buoni tecnici per individuare progetti diversi dal Tav che portino lavoro in valle, e allora propongano qualcosa di diverso».

Però, dica la verità, ha battuto il cinque quando ha sentito dei presìdi di Borgone e Bruzolo andati a fuoco… «Ma nemmeno per sogno. Non scherziamo, io questi gesti li condanno. Però non possono non sottolineare un fatto». Quale? «Che se sono riusciti a dargli fuoco è perché lì non c’era nessuno a presidiare. I No Tav disposti a opporsi davvero sono in pochi, e arrivano in gran parte da fuori valle».

Se si deve parlare di lavoro allora bisogna dire che anche voi, come tutti, la crisi la sentite adesso, nel 2010. I cantieri per la Torino-Lione partono, se tutto va bene, solo nel 2013… «Sì e nel frattempo si dovrebbero fare le piccole opere che non si fanno più. A Susa abbiamo lavorato per arginare la Dora. Andrebbe ripresa la costruzione degli argi­ni così come bisogna mettere in sicurezza tutti i torrenti laterali. Così, tra I ‘altro, si libera territorio per nuove costruzioni, spazi che oggi sono vincolati per il rischio ideologico».

Ma per voi che conoscete bene il meccanismo dei grandi appalti, sarà davvero così facile entrare nei cantieri della Torino-Lione? «Entrare in queste grandi opere non e’ facile per niente. Infatti non è affatto detto che il lavoro riman­ga tutto in valle, anzi, è più facile che accada il contrario. Io li vedo i colossi delle costruzioni in Italia: arrivano con i loro operai, con le loro baracche. Con i loro mezzi, si piazzano sul posto e non hanno nessun contatto locale». Perché? Non arrivano i subappalti? «Per­ché a loro conviene così. Hanno i loro addetti da fare lavorare e gli costa di meno. Poi è vero che possono arrivare dei subappalti. Io ho lavorato molto spesso in subappalto, come quando abbia­mo lavorato per la diga di Pont Ventoux, appalto dell ‘Astaldi. Ma nel subappalto sempre di più ti chiedono di fare il lavoro quasi gratis per il meccanismo dell’ ag­giudicazione al massimo ribasso. Chi vince una gara in questi tempi magri è perche’ ha offerto un ribas­so d’asta spaventoso. Allora, se non ho lavoro accetto un subap­palto che per forza sarà a prezzo ulteriormente molto più basso: ma se lavoro in altre zone d’Italia mi conviene stare ad aspettare questi subappalti delle briciole?».

Allora è vero che è meglio per tutti il meccanismo dell’offerta economicamente più vantaggiosa, dove si va a guardare anche la serietà della ditta, la sua solidità, la sua professionalità, oltre al ribasso… «No. io preferisco il ribasso d’asta perché almeno quello è un criterio certo. Chi fa il prezzo più basso si prende il lavoro. Tutti gli altri criteri sono troppo soggetti alle valutazioni di chi apre le buste».

Eppure a furia di chiedere di «fare lavorare le ditte della val­le», la politica sembra disposta a blindare gli appalti Tav a favore delle aziende valsusine come la vostra… «Spero che sia così, ma lo devono fare per legge altrimenti è tutto falso. Se non ci sarà una norma a dirlo, le imprese della valle non riusciranno a lavorare con il Tav. Non è che chiediamo di fare tutto, ma almeno una parte del lavoro deve restare qui. Ma questo deve essere imposto nel capitolato». Si dice che vi dovre­ste consorziare per vincere i futuri appalti. Si parla di aggregazioni tipo le Associazioni temporanee d’impresa… «Certo che si può fare un’ Ati. Ma in questo caso, visto che in valle potremmo essere noi l’azienda capofila, con chi la farei questa Ati? Qui stanno chiudendo tutti».

Durando : i cantieri non porteranno benefici

«Sono contrario all‘opera, la mia ditta non parteciperà agli appalti»

[di Claudio Rovere] Non tutti gli imprenditori nel campo dell’edilizia, del movimento terra e delle escavazioni stanno aspettando come la manna dal cielo i cantieri dell’alta velocità. Anzi, ce ne sono alcuni che fanno parte attiva del movimento No Tav e che sono spesso in prima linea nei presidi e nelle manifestazioni. E’ il caso di Fulvio Durando, 52 anni, sangioriese, della “Mistral”, una ditta che si occupa di escavazioni e movimento terra e che è erede di una delle storiche imprese valsusine del settore, quella creata dal padre Costantino, il popolare “Tantin”, mancato alcuni anni orsono.

«La prima macchina escavatrice mio padre l’ha acquistata nel 1960. quando io ero bambino», ri­corda Fulvio, che è anche consigliere comunale di minoranza a San Giorio, dove abita con la moglie Betty Gonella ed il figli Stefano e Fabio in una villetta ai piedi della chiesa parrocchiale, eletto in una lista civica con forte caratterizzazione No Tav. «Sono sempre stato contrario alla linea ad alta velocità e 1 ‘attivismo mio e della mia famiglia si è rinforzato nell’autunno caldo del 2005, con la militarizzazione della valle, e posso dire con certezza che se, fosse ancora vivo mio padre Tantin la penserebbe esattamente come me, quelle che ci raccontano sul lavoro che arriverà e sulle ricadute economiche del Tav sulla valle sono delle belle frottole a cui io non credo più e che sono anche stufo di sentire in bocca al politico di turno».

Però il settore, soprattutto in valle, è in crisi, come testimoniano le chiusure di due attività di medio-grandi dimensioni come “Foglia” e “les”. «Che ci sia crisi, e crisi nera è sotto gli occhi di tutti, non si può negare, ma da questo a dire che i cantieri dello Torino-Lione possano rappresentare il toccasana per tirare fuori dalle sabbie mobili il nostro settore ce ne passa. anche perché la crisi è adesso non nel 2013; piuttosto andrebbero cercate le vere radici di questa situazione, molte aziende non reggono perchè quando si lavora con enti come Provincia e Regione, gli stessi che cavalcano con tanta energia alla guida della lobby del Tav, i pagamenti spesso vengono saldati dopo due anni, anche due anni e mezzo, ed in piena congiuntura sfavorevole globale, questo è il colpo di grazia per molti».

La verità, precisa Durando, è che la valle è ormai satura a livello edilizio e di infrastrutture. «Il territorio è stato in gran parte consu­mato e il problema è che molte delle imprese arrivate da fuori per i lavori dell’autostrada alla fine sono diventate stanziali in valle, quindi i lavori sono sempre meno e i potenziali esecutori sempre di più, è una situazione che non può durare e che neppure i cantieri Tav potranno contribuire a risolvere, non si può andare avanti a fare inutili buchi soltanto per lavorare». Ma il settore delle costruzioni un po’ di giovamento potrebbe comunque trarne… «Beh sì, però saranno i soliti pochi fortunati e con gli agganci giusti a poterne approfittare, io non parteciperò a prescindere. Ma i “piccoli come me e come molte altre imprese valligiane ne resteranno comunque fuori.In una logica di costi/benefici è una grande opera del tutto inutile anche per il settore in valle di Susa, non parliamo poi del salumiere di Susa o del cassintegrato della Vertek, che questi fantomatici benefici non li sfioreranno neppure».

Ma un piccolo imprenditore del ramo come fa a sopravvivere oggi, senza grandi cantieri? «Lavoro con i privati,  con i Comuni. Lo faccio in modo serio e per il momento resto a galla». D’altronde l’ esperienza con altre “grandi opere” valsusine è stata negativa per la Mistral. «Una per tutte, il liceo scientifico di Bussoleno – ricorda – ci ho lavorato parecchio e poi la ditta principale improvvisamente è sparita, svanita nel nulla, come i compensi dovuti a noi e agli altri che avevano lavorato nel cantiere in subappalto, quei soldi non li ho ancora visti e non li vedrò mai». E se le sirene degli appalti Tav dovessero farsi più insistenti ed ammalianti fra qualche anno? «Ripeto non parteciperò, lo posso garantire e poi – scherza, ma non troppo – non si arriverà mai ad aprire i cantieri e all’ epoca spero di essere già in pensione». Poi. facendosi più serio: «Non posso pensare soltanto a me, al presente, al futuro più immediato. devo farlo con un occhio ai miei figli, che per, fortuna loro hanno scelto altre strade, ai miei nipoti. Non posso permettermi di lasciare loro in eredità una valle con anni di cantieri, depressa e stravolta».

Lazzaro+Durando

“Mafiosetti sì… ma di stato!” da Infoaut.org

febbraio 3, 2010 by admin · Leave a Comment
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Dopo l’ennesimo attentato incendiario intimidatorio che domenica sera ha ridotto in cenere il presidio di Bruzolo (dopo quello della settimana scorsa al presidio di Borgone e quello della settimana precedente già contro la struttura bruzolese) il movimento Notav torna tra la sua gente per farsi vedere presente e non spaventato da attentatucoli infiammabili che fanno il verso (giù ‘in basso’) alle dichiarazioni che (’in alto’) lobby del Tav continuano a promanare a colpi di dichiarazioni a mezzo stampa, complice una informazione embedded che tace o grida a seconda delle notizie.

Così, una scritta che denuncia le collusioni di una ditta valligiana coi lobbisti del Sì come traditrice fa scandalo e indignazione, facendo gridare all’intimidazione e alle liste di proscrizione mentre l’aggressività insita negli attentati incendiari non smuove la penna dei quadri dirigenti regionali di Pd e Pdl.
Per questo oggi i presidianti del movimento NoTav sono tornati ieri oggi e domani nei mercati della valle per ribadire la propria volontà di esserci e contare nel proprio territorio. E specificare che gli attentati dei giorni scorsi sono opera sì di mafiosetti… ma molto probabilmente di mafiosetti di stato!

LE IDEE NON BRUCIANO (volantino)

febbraio 1, 2010 by admin · Leave a Comment
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FUORI LE MAFIE DALLA VALSUSA

Informiamo la popolazione valsusina dell’ennesimo grave atto intimidatorio avvenuto contro il movimento NO TAV e la valle intera.

Ieri sera (domenica 31) attorno alle 22.00 ignoti hanno appiccato il fuoco all’interno del presidio di Bruzolo già danneggiato da un attacco incendiario due settimane fa e da allora sotto sequestro.

La struttura ora appare totalmente incenerita.

Ecco l’elenco di questa brutta sequenza incendiaria che sta colpendo i presidi NO TAV in queste ultime settimane:

-Bruzolo 16 gennaio ore 19.00 un incendio distrugge parzialmente il presidio

-Borgone 24 gennaio alle 3.00 di notte un incendio rade al suolo il presidio

-Bruzolo 31 gennaio ore 1.30 ignoti posano una bombola del gas aperta sul ciglio della statale 25 nei pressi del presidio, appiccando il fuoco all’erba secca della riva stradale, subito dopo brucia la scarpata della ferrovia di fronte al presidio

-Bruzolo 31 gennaio ore 22.00 il fuoco distrugge completamente il presidio, poco prima vanno a fuoco alcune sterpaglie in due punti poco distanti dal presidio.

Non c’è dubbio sulla chiara matrice dolosa di questi atti.

Sollecitiamo tutte le persone a prendere seriamente in considerazione queste meschinità e a riflettere sulla pesante situazione creatasi nella valle ai danni del movimento NO TAV a causa dell’informazione manipolata, giochi di potere e conflitti di interessi.

Invitiamo tutti a controllare il territorio per difenderlo e tutelarlo da questi atti vili di stampo mafioso.

Questa sera alle 18.00 al presidio No Tav di Susa-Autoporto assemblea per informarsi e raccogliere idee sul da farsi per affrontare questa grave situazione

I presidianti NO TAV di Susa-Autoporto

INCENDIATO E DISTRUTTO IL PRESIDIO DI BRUZOLO

febbraio 1, 2010 by admin · Leave a Comment
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IMG_0159ieri sera verso le 22.30 è stato hanno incendiato e completamente distrutto il presidio di Bruzolo.

L’operazione è andata in porto dopo altri due tentativi pregressi: 3 settimane fa con l’incendio domato in tempo ma con  struttura danneggiata, e  sabato notte lasciando anche una bombola del gas aperta vicino al fuoco. Nel frattempo la settimana scorsa, nella notte della manifestazione dei 40.000 no tav di Susa era andato distrutto il presidio di Borgone. Da ieri invece  il presidio è stato distrutto completamente.  In tutto questo report d’infamità vi è da annotare anche l’imbrattamento di alcuni cippi partigiani con scritte “sì tav” a Caprie. La mano di tali atti è chiaramente sconosciuta ma è chiaro che in piedi ci sia un attacco nei confronti del movimento no tav che trova humus fertile in chi ogni giorno imbastisce una campagna continua e martellante che mira a delegittimarlo e indebolirlo. Forse laddove non arrivano le vittorie politiche della lobby del Tav arrivano gli atti intimidatori di chi compone la lobby o forse di chi si sente legittimato ad appoggiarla esternamente? Non lo sappiamo, ma non abbiamo paura.

La campagna di boicottaggio di chi lavora per il tav viene additata come persecuzione e i politici si sentono in dovere di dimostrare la loro solidarietà alla Geo.mont che abbiamo indicato come traditrice della valle. nessuno però degli stessi ha sprecato una parola per condannare gli attentati nei confronti del movimento no tav.

A ciascuno il suo , risponderemo a tutti, la paura non abita in Val di Susa.

Vicenza: blitz dei No Dal Molin dentro il cantiere

gennaio 31, 2010 by admin · Leave a Comment
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Lo slogan “Sarà lònga!”, che riecheggia il “Sarà dura!” del movimento No Tav, ha accompagnato i No Dal Molin nell’iniziativa che hanno messo in campo a Vicenza questa mattina contro il progetto di costruzione della base militare americana.

Verso le 12:30 una cinquantina di No Dal Molin sono entrati, tagliando le recinsioni del cantiere, nell’area dell’aereoporto, dove sono cominciati i lavori per la costruzione dell”ennesima opera di guerra sul territorio. Si sono incatenati alle gru ed hanno calato, dall’alto, uno scriscione con sopra scritto “Vicenza si difende”. I No Dal Molin con questa azione hanno voluto nuovamente rivendicare il diritto di opporsi e vigilare sui danni che i lavori stanno producendo per vicenza. L’iniziativa odierna del Presidio permanente da il via alla campagna “Salute, Sicurezza, Storia”, che ha l’obiettivo di per mettere il luce tutti gli aspetti che porta con sè la costruzione della base…

L’arrivo di polizia e carabinieri ha quindi allontanato i No Dal Molin dalle gru, i quali hanno poi svolto una conferenza stampa per spiegare i motivi della protesta, rilanciando la mobilitazione, con un’assemblea, questa sera, straordinaria, al presidio, e domani sera una fiaccolata alle 20:30, che partirà da piazza Castello contro il cantiere.

Questo il comunicato diramato dai No Dal Molin stamane durante l’occupazione:

Cinquanta No Dal Molin incatenati alle gru
Un documento con il quale spiegare le ragioni della propria azione non violenta: è quanto hanno diffuso le 50 persone entrate pochi minuti fa all’interno del cantiere per la costruzione della nuova base militare al Dal Molin. E uno slogan, “sarà lònga!”, che ricorda il “sarà dura!” dei NoTav e sottolinea la determinazione dei vicentini a continuare la propria mobilitazione.

Nel documento – allegato di seguito – si ricostruiscono la vicenda vicentina e, soprattutto, le ultime allarmanti notizie che giungono dal cantiere. Nelle promesse del commissario Costa, scrivono i NoDalMolin, quello della base Usa «doveva essere un cantiere perfetto, all’avanguardia nella tutela del territorio; e, invece, dopo pochi mesi , mostra già i devastanti segni del suo operare». Il riferimento è allo stato della falda acquifera, inspiegabilmente alto in alcune zone, agli alberi distrutti e ai reperti archeologici recentemente scoperti.

«Quest’oggi siamo entrati – spiegano i cinquanta attivisti – per incatenarci alle gru e alle macchine da lavoro. Vogliamo salute, sicurezza, storia». Nel documento i NoDalMolin si chiedono cosa sarebbe avvenuto se la Valutazione di Impatto Ambientale, impedita dal commissario Costa, fosse stata eseguita e fanno notare che tutte le ragioni che hanno motivato 4 anni di protesta stanno trovando riscontri nel cantiere.

«Oggi – concludono i NoDalMolin – il cantiere si deve fermare. Vogliamo che, prima di procedere nei lavori, venga realizzato uno studio approfondito sullo stato attuale della falda acquifera che conivolga tecnici comunali, delegati dell’autorità di bacino e personalità indipendenti».

Presidio Permanente, Vicenza

Isoliamo chi lavora per il TAV!

gennaio 29, 2010 by admin · Leave a Comment
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Oggi abbiamo realizzato una scritta sulla costa della montagna di Bussoleno per rendere pubblico il nome e la dita di chi lavora per il tav e vive in Valle. Con questo gesto crediamo importante evidenziare come ognuno si debba assumere le proprie responsabilità in merito alle scelte che compie. Chi vende la valle e si vende per quattro denari al Tav deve essere conosciuto da tutti ed isolato.

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CHI TRADISCE LA VALLE TRADISCE TUTTI NOI!

BENENTE TRADITORE MERCENARIO

Giuseppe Benente tradisce la Valle e come ogni traditore lo fa sotto compenso. Vogliamo qui renderlo noto e pubblico come è giusto che sia, perché mentre il movimento No Tav era impegnato ad ostacolare i sondaggi della Chiusa, il Benente era impegnato a farli. Con la sua ditta, la Geo.Mont che ha sede qui a Bussoleno. Mentre centinaia di valsusini si vedevano sbarrare la strada dalle forze dell’ordine, Benente ammirava la sua trivella al lavoro all’interno del cantiere della stazione. Uno dei sondaggi che hanno avuto esito qui in Valle, con il solito metodo meschino del blitz notturno e di centinaia di poliziotti a protezione, è avvenuto grazie alla commessa che la Geo.Mont ha preso dall’Osservatorio tecnico di Mario Virano. Questo è un fatto gravissimo, perché chi vive in Valle non può anteporre “quattro denari” al futuro e la vita di tutti. In un’intervista su Lunanuova del 26 gennaio, il fiero imprenditore rivendica con orgoglio la sua partecipazione alla campagna geognostica di Ltf, lamentandosi persino per le condizioni in cui è costretto a lavorare. Si dice preoccupato per i prossimi altri sette sondaggi che deve eseguire, ma conclude sostenendo il Tav come possibilità di lavoro e reddito per sé e per i suoi dipendenti.

Noi vogliamo rendere pubblica la collaborazione di Benente come è giusto che sia. Rendere pubblico il suo ruolo di mercenario al soldo di chi vuole distruggere la nostra valle, guadagnandoci il più possibile, proprio come sostiene lui. La realtà è che il Tav non porterà lavoro per nessuno, se non per quei quattro ruffiani che riusciranno a intrallazzarsi con le lobby, e al contrario porterà oltre ai danni ambientali e umani già ben noti, danni economici che anche chi in qualche modo riuscirà a guadagnarci qualcosa, ripagherà di tasca sua. La Torino Lione è una truffa è questo lo sappiamo tutti, ma lo è una volta di più perché a pagarla saremo noi cittadini attraverso le nostre tasse e lo stato, che fa la voce grossa, che per coprire una spesa del genere, dovrà destinare i fondi necessari sottraendoli da altre parti, e conoscendo i governanti, siamo sicuri che giudicheranno prioritaria la Torino Lione e secondaria la scuola, piuttosto che la sanità, piuttosto che le pensioni e chissà cos’altro verrà depennato.

E’ per questo che vogliamo rendere visibile agli occhi di tutti chi collabora con chi ci vuole devastare; chi si vende e ci vende tradendo la Valle merita di essere isolato da Bussoleno e dalla Valle intera; merita così come oggi, che il suo nome sia scritto a caratteri cubitali sulla montagna e nei volantini perché tutti possano sapere.

I quattro soldi guadagnati caro Benente, non basteranno a risarcire del futuro e della vita chi si vedrà il proprio territorio devastato e le proprie tasche svuotate.

La storia è piena di Giuda simili ma la Valle no.

GEOMONT VERGOGNA

Comitato di lotta popolare

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