Chiomonte prove tecniche di Resistenza 10/12 settembre
Materiali per la tre giorni di Chiomonte
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Stoccarda si ribella alla nuova stazione con annessa linea Tav
Il progetto Stuttgart 21 prevede la sostituzione della stazione centrale “di testa” (come a Milano e Roma) con una “passante” (come quella di Bologna) interamente sotterranea, che si collegherebbe a una nuova linea Av di 60 chilometri verso l’aeroporto e poi Ulm; tale linea è inserita nella “grande direttrice Parigi-Budapest”. Costo totale dei due progetti (impossibili da separare), sette miliardi di euro secondo le stime attuali, cresciute del 75% – ancor prima che si inizi a scavare – rispetto ai quattro miliardi calcolati nel 2003. Il costo verrebbe ripartito tra Stato (un terzo circa), land del Baden-Württemberg, città di Stoccarda e ferrovie.
Vantaggi, secondo i proponenti: riduzione da 2 ore e 30 a 2 ore del tempo di viaggio per Monaco di Baviera, migliore collegamento con l’aeroporto e liberazione di un’area di circa un chilometro quadrato in pieno centro, di cui il 20% verrebbe destinato ad ampliare in parco e il resto a progetti immobiliari. Gli avversari criticano l’esplosione dei costi, ribattono che proprio l’aspetto immobiliare del progetto è il più significativo, mentre la nuova stazione sotterranea a 8 binari (contro i 16 dell’attuale) sarebbe in realtà meno efficiente e lo scavo della linea Av sotto le colline a est della città presenterebbe consistenti rischi geologici; propongono invece una modernizzazione di quella esistente.
Tra gli oppositori non ci sono solo verdi ed ex sessantottini: uno degli appelli a sospendere il progetto Stuttgart 21 è stato per esempio sottoscritto da Edzard Reuter, ex presidente della Daimler.
“Le manganellate a Venaus danno d’immagine alla polizia”
“Le manganellate a Venaus danno d’immagine alla polizia”L’attività d’indagine della magistratura contabile aveva portato all’interrogatorio di 19 NoTav che avevano raccontato le fasi della carica. In particolare una donna aveva riconosciuto il vicequestore Di Gaetano come il poliziotto che l’aveva afferrata e trascinata brutalmente per un braccio. Comportamento che secondo il funzionario sarebbe stato equivocato trattandosi, nella sua ricostruzione, di un gesto mirato invece a soccorrere la donna e portarla lontano dagli scontri. Il trattamento “da bestia” subito da quella manifestante è però uno dei cardini dell’accusa, oltre al mancato intervento del funzionario nei confronti degli agenti per far cessare le violenze.
http://torino.repubblica.it/cronaca/2010/08/21/news/le_manganellate_a_venaus_danno_d_immagine_alla_polizia-6409162/
10 agosto la notte dei fuochi
Ci lascia Giovanni Peirolo: partigiano, comunista, valsusino
Ci lascia Giovanni Peirolo, partigiano, comunista, comandante militare della 42 brigata garibaldi Walter Fontan, nato e cresciuto a Bussoleno in valle di Susa, classe 1921. Come molti suoi coetani Giovanni conosce fin dalla tenera età conosce il fascismo e da subito si ribella, diventa ricercato per questo e sale in montagna.
L’8 dicembre del ‘43 giura fedeltà alla resistenza in quello che oggi viene ricordato come il giuramento della “garda” e con i suoi compagni apre una stagione di lotta che ancora oggi ha lasciato un segno nella sua terra e in tutti noi. Fame freddo e fatica lo temprano, i rapporti con i compagni, la guerra, il sangue e poi la vittoria lo fanno diventare un uomo, un comandante, rispettato da tutti, nella resistenza prima e in tutta la sua vita poi.
Protagonista di epiche battaglie: Balmafol, gli assalti alla ferrovia, i rastrellamenti alla balmetta e molto altro ancora. Giovanni però continua a lottare anche dopo il 25 aprile, sul posto di lavoro in ferrovia nelle interminabili lotte e battaglie sindacali, nelle scuole raccontando l’antifascismo come testimone vivente della resistenza, nell’anpi e nella lotta no tav.
Ormai ottantenne ce lo ricordiamo tutti a Venaus, con i suoi compagni, con la bandiera tricolore della sua brigata, con le cinquanta stelle dei suoi compagni partigiani caduti solo a Bussoleno e con la bandiera no tav. “E’ resitenza quella di ieri e quella di oggi, la loro e la nostra, per noi tutti i partecipanti alle marce no tav sono partigiani” queste le sue parole in quell’occasione.
Giovanni, come tanti suoi amici e compagni era però un uomo di poche parole, per lui prima venivano le azioni concrete, quelli che comunemente vengono definiti in modo riduttivo “i fatti”, per questo motivo chiudiamo il suo ricordo in queste poche righe, portando alto il suo esempio, continuando a resitere come piaceva tanto a lui… da chi ha avuto la fortuna di conoscerti un abbraccio…
ciao giovanni
p.s
Per chi volesse dare un ultimo saluto a Giovanni, l’appuntamento per tutti (parenti, amici, compagni, notav) e alle 10 di domattina in piazza del Municipio a Busoleno per il funerale civile.
Ascanio Celestini al campeggio
Di Martina
Chiomonte il glorioso stemma
scarica qui il volantino in pdf – Il glorioso stemma
Opera di Gilardi al presidio di Venaus
Il Tav a Chiomonte












