top — 3 giugno 2012 at 13:07

MEANA VALSUSA INAUGURATO IL FORNO DI RAUL DOPO I RESTAURI [galleria immagini]

Ieri 2 giugno la comunità valsusina ha inaugurato il forno di Raul, restaurato dagli amici della chiesa evangelica battista di Meana, dall’associazione culturale del gallo e dal movimento no tav. Raul, storico militante del movimento no tav ci ha salutato tre anni fa nella sua Meana e da lì, dal suo esempio, dalla sua vita e dalle sue ultime volontà siamo ripartiti, insieme a lui guardando ancora una volta in avanti, con il sorriso. E così un passo alla volta si sta procedendo alla sistemazione della sua casa natale nella quale era collocato il forno della frazione, usato da quella comunità per fare il pane nei secoli passati. Ora il forno è tornato al suo anziano splendore e con una festa si è voluto dare l’inizio a questo percorso di ritorno alla condivisione e al sostegno reciproco, quanto mai fondamentale in questi gravi tempi di crisi economica e allontanamento dai valori umani più alti e importanti. Pensiamo che da questo passi la crescita politica e culturale di una comunità, nel ritrovare un rapporto sano con la vita e con la morte, con la gioia e con la sofferenza. Con molto equilibrio in val di Susa si riesce a trovare la felicità nelle piccole cose, partendo da un caro amico e compagno che ci ha saluato per arrivare ad adempiere alle sue volontà trovando un modo collettivo per renderle cosa viva e spumeggiante. Di Raul dobbiamo ricordare sempre l’umiltà e la semplicità, la generosità e il sorriso. Pensiamo che questo progetto racchiuda in sè un po’ tutto di queste qualità. In modo semplice e spartano abbiamo fatto rivivere il suo forno restaurandolo con mano conservativa e non distruttiva, non usando moderne tecnologie ma accontentandoci di prestazioni modeste e di un po’ di lentezza rinunciando  a quel progresso tecnologico che ci avrebbero solo fatto risparmiare tempo e non migliorato assolutamente la qualità degli alimenti e della nostra vita. In modo umile la comunità si è tassata e ha recuperato con feste e cene i fondi necessari. Con molta generosità tutti hanno collaborato al restauro e da subito questo forno sarà utilizzabile da tutti in forma collettiva, non per creare ricchezza e mercato ma per fare il pane, slegando uno degli alimenti base della vita dal mercato. Ed infine con il sorriso e con una festa si è deciso di inaugurare il forno. Riportiamo ancora qui di seguito due contributi di notav.info che ricordano la storia di Raul per chi ancora non la conoscesse.

In ultimo mi sento di aggiungere un pensiero personale, un pensiero per raul, cosa non solita per queste pagine che però sento dal profondo di dover scrivere, non so bene ancora per quale motivo. Pensavo di averti salutato, di averti onorato con un addio, con un saluto che ho sentito grande, sotto la neve accarezzandoti per l’ultima volta. Poi però sei ritornato, dai ricordi della mia mente e del mio cuore, tante volte nella nostra vita. Nell’inverno dei sondaggi del 2010, nelle battaglie a Susa e a coldimosso e poi ancora a Venaus e a Chiomonte, sotto la neve, ancora nelle battaglie e nei momenti di festa. Ancora una volta con te abbiamo fatto i conti con la vita, con la morte, ci hai fatto crescere Raul, hai fatto crescere una comunità intera, ci hai salutato e con i tuoi desideri avevi già scritto il nostro futuro. E’ come se ci avessi spronato ad andare avanti, insieme, a sorridere della difficoltà e a non perdere mai l’amore nell’affrontare la lotta. Il tutto in un bacio, in una carezza, nella tua musica, nei tuoi cori, sopra le tue terre, le nostre, ridendo di chi ci vuole mettere le catene ai polsi, trovando sempre la forza di andare avanti… Grazie… F.

CIAO RAUL

Venaus-Meana, Val Susa – In alcune centinaia abbiamo dato l’ultimo saluto a Raul oggi, ad un giorno dalla fine dell’anno nella nostra Valle. Dal mattino, sotto la pioggia Raul è tornato a casa sua, al presidio ribelle di Venaus, dove amici e compagni hanno salutato la bara ricordando le mille volte che Raul è stato presente con la sua ironia, la sua determinazione, la sua ingenuità. A Meana, suo paese natio abbiamo assitito alla cerimonia funebre e come tutte le volte che ne abbiamo bisogno è arrivata la neve, irruenta, a fiocchi enormi a testimoniare il saluto ad un compagno di battaglie. La neve ha costellato i momenti della nostra lotta e ci ha sempre dato ragione. Oggi è scesa per salutare Raul, spirito libero e ribelle, accompagnato dalle nostre bandiere e dall’affetto di un comunità che lotta, in una Valle che resiste.
Ciao Raul.

RAUL… UNA STORIA TUTTA VALSUSINA…

Non finisce di stupirci il nostro caro compagno Raul. In un’intervista al giornale locale La Valsusa Gianni Peirolo, amministratore dei beni di Raul racconta e pubblica le volontà testamentarie che oggi sono esecutive presso il notaio. Poco prima di ammalarsi, inconsapevole e all’oscuro del suo destino parlando con il suo amico Gianni, Raul esprime la volontà di lasciare i suoi averi alle due cose più care che ha incontrato nella sua vita, il movimento no tav e la chiesa evangelica battista di Meana di Susa, suo paese natale. In particolare riguardo al movimento no tav, precisa che i suoi averi dovranno servire a mantenere il suo fido cane Nathan (il cui significato è “donato da Dio” e che oggi prosegue nel ruolo con Biagio di custode del presidio di Venaus) e a tutte le attività del movimento e dei presidi no tav. Le sorprese però non finiscono qui, il testamento orale lasciato da Raul ha però valore legale salvo obiezioni degli eredi diretti di sangue, i parenti. Questi ultimi, nelle persone di Mario Enrico e Aldo non solo non sollevano obiezioni ma di persona aiutano il curatore Gianni nelle procedure per facilitare l’esecuzione delle volontà. Con il suo sorriso e il suo esempio Raul è riuscito a guidare tutti nella giusta direzione, anche in un momento così triste come questo in cui ci ha salutato per l’ultima volta. Non resta molto da aggiungere ad una vita così, esempio di amore e di lotta, guida per la nostra resistenza futura. Storia questa, di un peso non indifferente, che molto ha da insegnare a tutti noi ma da cui molto avrebbero da imparare i venditori di fumo che quotidianamente cercano di violentare la nostra terra. Storia di un uomo semplice che mai si è voltato indietro ma che ha saputo guardare avanti sempre, anche nei momenti più difficili. Storia di un movimento che ha raggiunto nel suo percorso punti e momenti dai quali indietro non si può più tornare.