post, top — 20 gennaio 2012 at 16:43

IL TGV TRA TORINO LIONE C’E’ GIA’ E FUNZIONA BENE? MA DAI?

Sui quotidiani Repubblica e Stampa nelle edizioni locali oggi spadroneggia la notizia che il nuovo servizio offerto dalle ferrovie francesi funziona e anche bene, per numero di utenti e bilancio econimico attivo. Cerchiamo di partire però con ordine nell’analizzare questa notizia. Il tgv Torino Lione o meglio Milano-Torino-Lione-Parigi funziona ormai da anni, è molto comodo, veloce e copre una utenza passeggeri stabile nel tempo. Dallo scorso inverno trenitalia ha abbandonato questo servizio che riteneva in perdita chiudendo le sue tratte. SNCF con una intelligente analisi di mercato ha deciso di investire invece su questo servizio proponendo da dicembre tre treni al giorno in entrambe le direzioni della tratta. Per promuovere questo servizio ha offerto ai passeggeri dei biglietti a prezzo agevolato fino alla fine del mese al prezzo di 25 euro. Trenitalia per non smentirsi ha deciso di boicottare con ogni mezzo il concorrente francese eliminando dalle sue biglietterie la possibilità di acquisto. Spieghiamoci meglio, i treni partono da Milano, fermano a Torino, arrivano a Parigi tre volte al giorno ma un passeggero che sale nelle stazioni italiane non trova i biglietti e deve acquistarli in rete. In più questi treni non sono segnalati sugli orari di trenitalia (provare per credere, troverete assurde combinazioni di regionali e solo dalla frontiera il tgv). Per bocca di Barbara Dalibard, esecutive manager della business unit di Sncf apprendiamo che i treni sono stati riempiti al 90% e che l’obiettivo del gestore è di arrivare a portare a quota 500000 i passeggeri entro dicembre (la quasi totalità della domanda di mercato). Sempre secondo il manager i passeggeri interpellati sono molto soddisfatti del servizio e soprettutto del costo. Un pesante imbarazzo cade quindi nelle fila sia di trenitalia che dei vari delegati istituzionali ai trasporti, dal ministro fino ad arrivare all’assessore regionale piemontese Bonino che non solo incassano una pesante sconfitta ma vengono di fatto smentiti anche nella loro convizioni riguardo alla costruzione di una nuova linea ferroviaria per le merci tra Torino e Lione. Da anni il bacino di passeggeri tra queste due macro aree è stabile, il bacino di merci invece è in drastico calo. I treni e le linee ferroviarie funzionano molto bene e sono veloci, all’altezza delle omologhe tratte europee. I treni subiscono  una spietata concorrenza dai voli e dagli autobus per una mera questione di costi che dirotta i passeggeri dagli uni agli altri. In tempo di crisi economica chi si deve spostare fa i conti molto bene e sceglie con accuratezza il mezzo, se da Milano a Parigi puo’ spendere soli 25 euro in treno non sceglierà per la medesima distanza es. Milano-Napoli l’opzione treno che costa con trenitalia 4 volte tanto. I trasporti e i servizi pubblici in generale funzionano quindi se vengono proposti e incentivato con intelligenza, le strutture esistono ma vanno fatte funzionare con senso e soprattutto facendo l’intersse ultimo, quello del servizio e non l’interesse di chi vuole solamente lucrare o peggio ancora rubare del denaro pubblico costruendone di nuove. Questa piccola ma significativa lezione che arriva dalle ferrovie francesi dimostra come sia possibile spostare oggi senza spese ulteriori i trasporti dalla gomma alla rotaia. L’utente oggi ha solo bisogno di ferrovie che funzionano, pulite e che costano il giusto, velocità, nuove gallerie oltre a quelle che già ci sono non rientrano nelle priorità né del mercato né dei passeggeri. La lezione ultima è che la classe dirigente che oggi gestisce questo paese non solo è incapace di leggerne le esigenze ma è la causa stessa di molti se non tutti i problemi italiani. Per questo motivo il movimento no tav da anni si oppone alla costruzione di una nuova linea ferroviaria tra Torino e Lione, inutile e devastante. Un progetto voluto da chi non è in grado neanche di gestire le linee ferroviarie esistenti e per chi le infrastrutture le vuole costruire solo per rubare denaro pubblico.