News — 6 luglio 2011 at 08:42

Una famiglia no tav racconta domenica 3 luglio

 Riceviamo e pubblichiamo una mail di una famiglia no tav della Liguria i cui figli sono impegnati da sempre nella lotta no tav. Interessante come ancora una volta ci troviamo a raccontare da queste pagine storie di generazioni che lottano fianco a fianco.

Ci sono momenti in cui è necessario prendere una posizione netta, chiara e non 
restare indifferenti, chiusi nel proprio giardino, (ops, stalla è forse il 
termine giusto). Perchè  gli uomini e le donne realmente informati sugli 
accadimenti, le persone  che non si lasciano strumentalizzare nè dalle notizie 
manipolate dalla tv nè dalla solita carta stampata ne dalle parole che vengono 
usate per creare paura e far si che ci si isoli sempre di più sappiano usare la 
propria testa e decidano che solo" le stelle stanno a guardare" quindi 
agiscano. E' quelle che noi genitori abbiamo insegnato ai nostri figli e siamo 
orgogliosi di loro ,eravamo insieme sabato e domenica 25/26 luglio  alla 
Maddalena dove abbiamo vissuto momenti irripetibili dove famiglie, uomini e 
donne di tutte le età, ceti sociali e centri sociali vivevano in armonia 
condividendo pane acqua pensieri. 
Domenica siamo tornati e abbiamo ritrovato le stesse persone per condividere e 
appoggiare la popolazione della val susa, noi eravamo nel bosco e pacificamente 
ci siamo avvicinati alla recinzione del cantiere dove siamo stati accolti da 
una pioggia di lacrimogeni dove è ovvio che le persone si siano coperti volto e testa per proteggersi dai  gas lanciati ad altezza uomo dai  lanci  di altre armi 
improprie come sassi e bottiglie. 
Ora ci chiediamo chi sono i violenti? la polizia o i ragazzi dei centri 
sociali e valsusini?
siete mai andati in un centro sociale con gli occhi ripuliti dai pregiudizi?
siete al corrente di tutte le attività  a favore della società  che ha bisogno 
di aiuto?
siete informati del fatto che spesso mettono i locali a disposizione per chi 
lo richiede in città  dove le amministrazioni e le parrocchie selezionano a 
proprio piacimento la disponibilità?
basta demonizzare i centri sociali noi siamo orgogliosi che nostro figlio li 
frequenti insieme ad altri ragazzi e ragazze in gamba che con determinazione e 
coraggio esprimono e vivono le proprie idee.

Famiglia Marzuoli