News — 17 agosto 2011 at 00:41

TRASPORTI: ONLIT – NO PONTE STRETTO E TAV VAL SUSA

(ANSA) – MILANO, 16 AGO – «Il ponte sullo Stretto, il traforo della Val Susa e il terzo valico Milano-Genova vanno cancellati in quanto non in grado di reggere ad una seria analisi della domanda e di comparazione tra costi e benefici, mentre la realizzazione del nuovo traforo del Brennero trova la sua ragione nel sostenuto traffico di merci in treno attuale e futuro». Lo sostiene l’Ossevatorio Nazionale sulle Liberalizzazioni nelle Infrastrutture e nei Trasporti (Onlit) in una nota a commento della manovra correttiva del governo. Secondo Dario Balotta, presidente dell’Osservatorio, «la manovra del Governo, per convincere i mercati e la Bce, non può far perno solo sulla spesa corrente, ma deve segnare una svolta nelle inefficienti politiche di investimento». «I soldi pubblici – spiega – devono essere investiti dove c’è un ritorno in termini di rendimento economico e sociale e in primo luogo va rivisto il programma delle grandi opere».

TRASPORTI: ONLIT; NO PONTE STRETTO E TAV VAL SUSA, SÌ BRENNERO

(ANSA) – MILANO, 16 AGO – «Va anche ripensato il modello nostrano di project financing – aggiunge il presidente Onlit – sotto la cui etichetta si mascherano nuovi interventi pubblici con finalità assistenziali, che portano fuori controllo anche la spesa in conto capitale attraverso il Cipe e la Cassa depositi Prestiti». A titolo di esempio Balotta cita «i lavori della privatissima  BreBeMi (l’autostrada Brescia, Bergamo, Milano, ndr)», i quali  «sono partiti grazie ad un prestito fuori mercato di 750 milioni della Cdp, agli anticipi di 175 milioni delle Fs e con un capitale di rischio irrisorio del 20%». Infine il presidente dell’Osservatorio chiede che «si faccia una seria authority dei trasporti in grado di regolare i monopoli  pubblici e privati, che hanno enormi profitti ma canoni concessori pagati allo Stato irrisori». «Le garanzie finanziarie pubbliche – conclude – portano acosti di costruzione di ferrovie e autostrade tripli ed a tempi di realizzazione quadrupli rispetto a quelli europei. È bene che il Governo e il Parlamento si sveglino, prima che lo chieda l’Unione Europea».