News — 8 luglio 2011 at 08:02

LA PAROLA DEL VESCOVO

dalla Valsusa del 7 luglio 2011- COME VESCOVO DELLA DIOCESI DI SUSA SENTO di dover esprimere il mio profondo rammarico per le violenze che si sono veificate domenica 3 luglio intorno al cantiere per la costruzione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione.
Ricollegandomi al comunicato stampa di S.Ecc. Mons. Nosiglia con il quale, a nome dei vescovi della Regione Ecclesiastica Piemontese si è voluto “far sentire tutta la nostra vicinanza e solidarietà a coloro che sono stati feriti, richiamo le persone di buona volontà a lasciare ogni metodo violento e a ritrovare nel dialogo l’unico modo “umano di vita sociale”.
Vorrei mettere in guardia dal seguire chiunque si faccia maestro, forse con buona retorica o con discorsi dai toni enfatici che strappano plausi, ma consiglio di approfondire i pro e i contro di ogni argomento, chiedendosi quali siano i perchè anche di coloro che la pensano in modo diverso.
Già 2000 anni fa c’erano saggi che evitavano di frequentare le folle, perchè sapevano che quando si è coinvolti da una moltitudine si tende a perdere la propria capacità di autonomia, nel pensare e nel decidere.
In merito alla preghiera che un gruppo di persone sabato ha fatto a Susa davanti alla statua di Mons. Rosaz, desidero precisare che avevo consigliato a costoro di non andare a pregare sul sito dei lavori perchè si presumeva ci fossero persone violente da cui non farsi coinvolgere. Consigliai di andare a pregare nella parrocchia di Condove, poichè in quel paese si erano formati e la chiesa era più che sufficiente per il numero dei partecipanti.
Non tennero conto dell’indicazione del Vescovo e ben sapevano che,  senza altra organizzazione, avrebbero trovato a quell’ora il duomo chiuso.
Vorrei invitare, specialmente i cristiani, ad essere operatori di pace ed unità. Tutto quello che può dividere gli animi, che non è di rispetto ed attenzione al prossimo o non porta alla verità va contro al vero umanesimo e al bene comune.
I cattolici che amano la chiesa non la strumentalizzino per interessi contingenti nè la usino per far prevalere le proprie idee. La Madonna, patrona della diocesi, non sia messa come effige a favore o contro la presa di posizione della nuova linea ferroviaria, ma protegga i valsusini da ogni male.
ALFONSO VESCOVO

I consigli se li tenga per sè. Se il duomo è chiuso quale organizzazione ci vuole per aprirlo?

La Madonna protegga soprattutto lui, poichè ne ha molto bisogno!!!

Per quanto riguarda la risposta di don Ettore De Faveri alle mie rimostranze  e anche a quelle di altre persone, ecco che cosa dice in un trafiletto a pag. 7:
Alcuni lettori ci hanno scritto in merito alla posizione della Chiesa di Val Susa sulla tav e in particolare sulla preghiera dei cattolici per la vita, di sabato 2 luglio davanti alla cattedrale. L’intervento del vescovo risponde e spiega. Voglio comunque riaffermare che mai il giornale diocesano si metterà contro il Vescovo e le sue decisioni. Per noi l’obbedienza resta una virtù.
peggio per loro!!!
Maria Chiara