News, post — 7 febbraio 2013 at 10:00

DARIO FRACCHIA SINDACO DI SANT’AMBROGIO SCRIVE DI TAV

Aggiornamenti sul Tav in Valle di Susa: risorse, lavoro,ambiente,grandi appalti e politica

In tredici punti alcuni dati essenziali da conoscere, tutti ampiamente documentabili:

1)il progetto definitivo deve ancora essere validato ed  approvato dal Ministero competente
2) ad oggi non c’è ancora il progetto esecutivo per cui i lavori strombazzati ai quattro venti come cominciati o non lo sono veramente o sono cominciati senza l’approvazione del progetto esecutivo e quindi sono fuori legge
3) il costo di 8,2 miliardi di recente riportato su La Stampa non è più aggiornato ad oggi e quindi, visti gli anni trascorsi, è di gran lunga superiore tra adeguamenti Istat e aggiornamento prezzi
4) il Governo Monti ha stanziato 2,9 miliardi di qui al 2025: non è quindi possibile che i lavori durino solo dieci anni visto che con quella cifra stanziata manca ad oggi la copertura finanziaria di almeno l’ottanta per cento dell’opera
5) il finanziamento dell’opera per il 40% da parte dell’Europa è al momento un sogno non realizzabile: il bilancio europeo infatti non è ancora stato approvato poiché gli Stati membri non si sono accordati sul bilancio triennale ed in particolar modo non c’è stato l’accordo sui tagli proposti, da un minimo di 80 miliardi ad un massimo di 200 miliardi come proposto dal Governo Inglese vista la crisi finanziaria europea
6) il fatto che il tav sia fatto per fasi non vuol dire che costerà di meno in tasse e debiti per noi cittadini: al contrario il suo costo finale complessivo sarà per questo motivo ben maggiore di quanto preventivato, i lavori dureranno un tempo infinito e i debiti generati si scaricheranno oltre che su di noi anche sulle genrazioni future con tasse e tagli sempre più grandi per pagare gli interessi alle banche e rifondere il debito
7) la Banca Centrale Europea e la Banca d’Italia sono per oltre il 90% private e controllate dalle stesse banche che ne detengono la quasi totalità delle azioni: i finanziamenti, i debiti generati, le speculazioni finanziarie che passano anche attraverso le grandi opere come il tav sono decise dal potere economico che assoggetta la politica alle sue ferree leggi economiche di profitto. Il mantenimento di questo sistema di connivenze tra economia e politica dai costi sempre più insopportabili si scarica poi sui cittadini inermi, sempre più vessati da continui tagli ai servizi ed aumenti di tasse usati spudoratamente per salvare le banche dalla bancarotta da esse stesse generata.
8) la Corte dei Conti Francese ha bocciato da un punto di vista economico l’opera in questione
9) La Corte dei Conti Italiana ha chiesto di chiarire con quali fondi sarà finanziata l’opera e garanzie sulla copertura finanziaria: senza soldi non si può partire e se mai si partisse senza i fondi necessari avremmo la nuova Salerno-Regio Calabria, altro che dieci anni di lavori: cantieri infiniti nella Valle per arricchire poche grandi ditte appaltatrici e con esse i loro referenti politici
10) L’ultimo scandalo del tav a Firenze (  il Presidente del Coop Sette indagata è un esponente di spicco di un grande partito di Reggio Emilia) così come  lo stretto legame tra il consiglio di amministrazione della Ditta CMC di Ravenna, che dovrebbe iniziare lo scavo del tav della Maddalena, ed il Vice Segretario di uno dei più importanti partiti che siede nell’assemblea dei sui soci, sono l’esempio inequivocabile dell’interesse della politica per i grandi appalti e  per le banche. Se non bastano i soldi per salvare le banche dal fallimento, per appaltare le grandi opere inutili o per acquistare armi sofisticate alimentando questo sistema economico-politico deviato non c’è problema: si tagliano i servizi e si aumentano le tasse ai cittadini, schiavi di una legge elettorale che ne impedisce di fatto la piena e libera scelta dei candidati al momento delle elezioni
11) Si parla su La Stampa di mille posti di lavoro per i lavori del tav: spendere più di dieci miliardi per creare mille posti di lavoro in Valle, dove i disoccupati sono almeno dieci volte tanto, è un pessimo investimento. Proviamo infatti a contare quanto costerà uno di quei posti di lavoro: dieci milioni di euro! e  per un posto di lavoro a termine, al quale non tutti i valsusini potranno accedere, trattandosi di lavori in ambienti difficili come le gallerie e che richiedono competenze specifiche e doti  fisiche non all’altezza di tutti: un pessimo affare. Con il solo costo della stazione di Susa potremmo veramente cambiare il volto alla Valle mettendola in sicurezza da future alluvioni, rinnovare gran parte degli edifici scolastici vecchi e non più a norma, investire sul turismo e sulle energie rinnovabili, sulla ricerca e la qualità di produzioni industriali ed artigianali di nicchia che in valle non mancano. I posti di lavoro sarebbero ben  più di mille, più di qualità e duraturi nel tempo. Inoltre la valle non diventerebbe un cantiere a cielo aperto lungo  decenni per mancanza di finanziamenti certi, con i servizi ai cittadini tagliati o ridotti per pagare il tav.
12 Compensazioni: quando si usa questa parola si ammette che ci sarà un danno da riparare. Nessuno ha ancora quantificato questo danno e per adesso abbiamo visto solo tagli ai servizi, aumenti di tasse e crollo del valore delle nostre case visto che più nessuno vuole acquistare una casa in una valle che sarà interessata per almeno vent’anni da pesanti cantieri ed interferenze sulla sua normale vita
13 E’ stato detto che i lavori non daranno alla Valle disagi superiori a quelli di uno scavo per una metropolitana: l’affermazione è falsa perché il metrò è un treno leggero con gallerie più piccole e superficiali, con servizi e sotto servizi nemmeno lontanamente paragonabili ad un treno veloce che attraversa le viscere di una montagna per 57 chilometri in condizioni di temperature elevate oltre i 40 gradi e che obbligano a lavorare in un’ ambiente in aria condizionata costante, con costi energetici di realizzazione e poi d’esercizio della linea altissimi

Nel frattempo il Governo si prepara a regalare 3,9 miliadri al Monte dei Paschi di Siena per non farlo fallire, dopo che ha speculato, truffato e raggirato migliaia di ignari risparmiatori, con il tacito assenso del mondo politico. Intanto ai comuni, strangolati dal patto di stabilità, mancano i soldi per assicurare i servizi essenziali ai cittadini.
Mi sembra ce ne sia abbastanza per essere più che indignati: ricordiamocene tra venti giorni!
Dario Fracchia