News — 23 maggio 2011 at 16:25

DALLA CALABRIA COL FURGONE… ITALCOGE E LA TAV IN VAL DI SUSA.

Questa mattina gli operai della Italcoge di Susa hanno incrociato le braccia e bloccato i mezzi in uscita dal piazzale di Susa per protestare contro la direzione aziendale. Da mesi non arrivano gli stipendi ed è arrivato il momento di dire basta. Sembrerebbe la ormai classica crisi aziendale se non fosse che la Italcoge della famiglia Lazzaro è appena stata incaricata, con una trattativa privata di occuparsi della racinzione del cantiere tav di Chiomonte, di cui tanto si parla e che Ltf vorrebbe tentare di aprire a giorni. La Italcoge è una ditta calabrese che da tre generazioni “lavora” in val di Susa. Con orgoglio la famiglia Lazzaro si vanta di aver appena concluso un lotto della Salerno Reggio Calabria, nota a tutti per le infiltrazioni mafiose, i tempi osceni di realizzazione e i numerosi morti sia negli incidenti stradali che nelle dispute tra cosche. La verità sta purtroppo in queste infiltrazioni di dubbi capitali che la famiglia ha da anni riciclato in val di Susa, prima nelle costruzioni di edilizia popolare, poi nella costruzione della A32 Torino Bardonecchia, poi nelle ormai note olimpiadi invernali del 2005, oggi nei sovrappassi infiniti della linea ferroviaria storica Torino Bardonecchia e forse domani spera di continuare a ripulire denaro con la tav. Chi paga le conseguenze di tutto questo? Prima di tutti le casse pubbliche, poi i valsusini che si sono visti riempire la valle di cemento e oggi anche gli operai-schiavo che rimango senza soldi. Una gloriosa storia italiana, fatta di mafia e furti in cui i protagonisti scorrazzano tranquilli con macchino da centinaia di migliaia di euro, vivono in ville con piscina da milioni di euro e si fanno beffa di un’intera valle che si mobilita per difendere il suo territorio. Questa è la storia dell’alta velocità, fatta di appalti truffa che impiegano ditte cotte, fallite, che non pagano gli operai, ditruggono i territori che attraversano, fatta di imprenditori mafiosi e di politici ancora peggiori. In val di Susa da oltre venti anni prosegue questa lotta e non sarà certo una ditta calabrese infiltrata da troppo tempo sul nostro territorio a piegare questo movimento.