News — 21 aprile 2010 at 21:36

Ai lavoratori cassintegrati autoreclusi dell’Asinara

Ai lavoratori cassintegrati autoreclusi dell’Asinara

Condividiamo con convinzione la forma di lotta, alternativa e non violenta, che avete scelto e che con determinazione portate avanti.

Siamo al vostro fianco, mentre dai nostri presidi (tante piccole “isole”), vigiliamo sul territorio per salvarlo dalla speculazione e dalla devastazione del Tav.

Gli avversari nostri e vostri sono comuni: sono i profittatori, coloro che vogliono trarre ogni vantaggio, assicurare lauti guadagni a chi è già molto ricco, magari garantendo con denaro pubblico i benefici dei privati. Questo è esattamente il meccanismo della grande truffa chiamata Tav. Lo stesso meccanismo “liberista” attuato dall’Eni (ente a partecipazione statale), che delocalizza un’azienda pur efficiente e produttiva come la Vinyls, indifferente al destino dei propri dipendenti, mentre lo Stato si dimostra vergognosamente assente e disinteressato, alla faccia dell’art.1 della Costituzione Italiana (l’Italia è una Repubblica fondata sul Lavoro).

La coscienza della gravità del problema lavoro è alta e radicata anche nel nostro movimento, molti fra di noi stanno subendo le conseguenze della crisi economica italiana e sono in cassintegrazione, in mobilità o disoccupati: anche per questo ci opponiamo a un’opera che, contrariamente a quanto affermano i suoi fautori, porterebbe poco o nulla in termini di occupazione, ma un grave danno alla salute delle popolazioni, all’economia locale ed un devastante stravolgimento dell’ecositema del territorio. Per non parlare poi del pesante aumento del deficit delle Casse dello Stato, si parla di una opera dal costo previsto di 16-20 miliardi di Euro (cifra destinata a lievitare di molto) per una tratta ferroviaria di meno di 100 km.

I veri avvantaggiati di questa “Grande Opera” sarebbero esclusivamente pochissime Grandi Imprese, i Partiti Politici a loro collegati e la Mafia.

Noi vogliamo occupazione vera e con adeguati livelli di stabilità. Il sistema delle scatole cinesi degli appalti e subappalti, che la Val di Susa ha già conosciuto durante le Olimpiadi del 2006, non porta lavoro vero, ma lavoro precario e poco garantito, ben lontano dalle norme di sicurezza ed espone allo sfruttamento senza regole delle fasce più deboli.

Noi affermiamo invece la necessità di investire in qualità e sicurezza sulla rete ferroviaria per garantire qualità e sicurezza agli utenti e ai lavoratori.

E questo si può ottenere solo attraverso un piano di costante manutenzione: questa sì che porta lavoro duraturo, di qualità e di garanzia.

Non credete agli slogan di chi afferma la imprescindibile necessità del Tav: sono quegli stessi che intanto tagliano importanti tratte riducendo il personale (negli ultimi dieci anni gli occupati nelle ferrovie sono scesi da 109 mila ad 81 mila) e vari servizi (manutenzioni, conduttori ecc.), a discapito dei lavoratori pendolari costretti a subire sistematicamente disservizi sempre più frequenti ed obbligando i passeggeri a viaggiare con costi molto più elevati.

Nell’esprimervi tutta la nostra solidarietà, invitiamo una vostra delegazione a venire in visita ai nostri presidi per scambiarci idee ed esperienze e capire meglio le ragioni di ognuno per poi difenderle tutti insieme.

Se vorrete e potrete venire sarete nostri ospiti: vi aspettiamo con un virtuale abbraccio che va dalle nostre belle montagne al vostro meraviglioso mare, in difesa del territorio, del lavoro, dell’ambiente, della qualità della vita, dei diritti di tutti ma in particolare dei più deboli contro l’arroganza dei più forti.

Il nostro motto è “A sarà dura!!” e, se vorrete, verremo a farlo risuonare anche sulla vostra isola, per unire lotte diverse verso obiettivi comuni

Un fraterno abbraccio dai comitati No Tav Valsangone e Val di Susa

Diceva Gandhi: prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.