News — 11 settembre 2011 at 19:00

5 NO TAV a Roma. Cronaca di una giornata.

Loredana, il Biondo, Carlo, Anna e Marco.

5 NO TAV che hanno deciso di raccontare a Notav.info la loro giornata di militanza a Roma. Partiti con 100 bandiere col treno crociato nello zaino, ci descrivono una giornata densa di impegni e qualche inconveniente. Buona lettura.

Ore 3,30: levataccia questa mattina per raggiungere Roma. Dormito poco: sms da brivido dagli amici impegnati su in Clarea. Rammarico e frustrazione per non essere con loro: essere il “Cozza Day”! Va be’, ci saranno sicuramente prossime occasioni per dare anche il nostro contributo.
Pronti gli zaini con 100 bandiere NO TAV, “volantini fai da te” ed il vademecum per eccellenza “150 Nuove Ragioni”
Ore 4,30: arrivano Loredana, il Biondo, Carlo. Si va tutti insieme all’aeroporto Sandro Pertini. Check in e…Brioche con cappuccino. Incontriamo Laura (il nome è fittizio, ci perdoneranno gli autori ma la signorina preferisce l’anonimato 🙂) reduce dai tafferugli dalla Valle che deve raggiungere Roma invitata per una conferenza; ci racconta della lunga guerriglia, delle centinaia di lacrimogeni, della pietre lanciate dai poliziotti, delle reti divelte e purtroppo dell’arresto di 2 ragazze la cui identità non si era ancora certi.
Ore 6,30: partenza puntuale per Roma.
Da Fiumicino prima con la linea FR1 poi con la metro raggiungiamo largo Chigi e piazza Colonna, controllata da un discreto numero di poliziotti e completamente transennata tranne un varco di 3-4 metri attraverso cui passano persone, turisti e…noi 5.
“NO, non potete passare! Quelle magliette con le scritte NO TAV…Non potete!”
“Come sarebbe non potete passare, gli altri passano e noi no solo perché indossiamo magliette con scritte NO TAV?”
“Esatto. Siete della manifestazione? Fate il giro della piazza! Fuori dalle transenne! Di qui non passate”
Molto arrogantemente, col tipico tono umano di chi sente potente in gruppo e con una divisa addosso.
La giornata è lunga e se cominciamo così può diventare ancora più lunga. Decidiamo di “ubbidire” non senza proteste alle quali una gentilissima poliziotta (non mi par vero) si avvicina ad Anna, mia moglie (la più incaxxosa del gruppo) e le dice “le chiedo scusa per i miei colleghi, ma abbiamo ricevuto ordini precisi e noi dobbiamo eseguirli”
Aggiriamo la piazza e andiamo alla Piazza Montecitorio, seguiti adistanza dai poliziotti che ci indicavano a gesti dove noi NO TAV dovevamo camminare: anche questa è la democrazia del potere…ma in fondo una punta di orgoglio me la sento addosso, perché vuol dire che nonostante le prevaricazioni HANNO PAURA, non certo di noi 5, ma di quello che il movimento rappresenta.
EVVIVA. Durante il percorso obbligato ad Anna si avvicina un poliziotto che le intima un tragitto alternativo rispetto alla scorciatoia da lei intrapresa chiedendo se è una NO TAV: questa volta Anna è pronta “no non sono una NO TAV” e continuando imperterrita il suo cammino da le spalle al poliziotto che così ha la possibilità di vedere la scritta NO TAV campeggiare sulla sua schiena.
Qui incontriamo la postazione del Movimento a 5 Stelle che dopo i saluti convenevoli ci indicano di raggiungere Piazza Navona, nella quale fervono i preparativi per la giornata.
Gazebo, cartelloni, cavi elettrici, tavolini improvvisati, striscioni, gente che si muove da tutte le parti, disordinatamente all’apparenza, animati da un crescente fervore di partecipazione ad un eventi importante, e all’improvviso tutto è pronto, perfetto, schierato. Bravi ragazzi.
Ci presentiamo da Marco Scibona che ci da istruzioni per unirci a chi sta preparando il gazebo NO TAV; tiriamo fuori le bandiere dagli zaini, i volantini e i libretti.
Il caldo comincia a farsi sentire: la piazza è bellissima ma con il sole diventa una fornace.
Viene predisposto un corteo NO TAV e ci muoviamo nelle via di Roma. I nostri slogan riecheggiano nelle vie, attirando le simpatie dei passanti, facendo incaxxare qualche frettoloso automobilista, ma nel complesso ricevendo importanti attestati di solidarietà e di sostegno alla nostra lotta perché cominciano a rendersi conto che puà essere utile per tutti.
A piazza di Spagna foto di gruppo sui gradini della bellissima scalinata. Nel gruppo c’è di tutto: a parte noi una eterogeneità di turisti che si mettono in posa insieme a noi oppure chiedono chi siamo, cosa facciamo…un signore sulla sessantina del sud est asiatico mi dice in italiano stentato “No Berlusconi?” “No Berlusconi” rispondo; “ok good, bono” allontanandosi sorridendo.
Ore 14: panino e birra. Il caldo è micidiale. Ci rifugiamo in una piccola paninoteca dietro a piazza Navona, che ha prezzi civili, insieme ad Alberto e Marco.
In piazza arriva Beppe. Andiamo verso di lui, circondato dall’affetto di una marea di gente. Anna riesce ad intrufolarsi e mostra la maglietta con stampato “valsusinos indignados”: Beppe l’abbraccia e le da un bacio sulla guancia.
Il discoros è come alsolito una festosa ed applauditissima fotografia della nostra società e del nostro governo.
Parte il corte verso montecitori : un fiume di gente lo segue, come il pifferaio magico, solo ch questa volta i topi-la gente-non viene portata a morire, ma accompagnata ariprendersi in mano la propria vita, la propria libertà, a propria autodeterminazione. Lui innesca la scintilla, noi dobbiamo mettere il combustibile per accendere la fiamma.
Carlo, partito da Torino già con il mal di schiena, è dolorante (nonostante i calmanti ingeriti) e non se la sente di fare anche questo corteo dopo quello del mattino.
Ci sediamo all’ombra della cancellata di piazza Navona e aspettiamo il defluire della gente…ma, sono veramente tanti.
Nel frattempo siamo avvicinati da persone di Roma, di San Benedetto, Grottamare, Udine: tutti volevano informarsi su cosa stava accadendo su a Chiomonte, qualcuno che era stato su il 3 luglio ci dice che tornerà presto, altri che vorrebbero venire. Ho distribuito loro tutti i volantini e li abbiamo invitati caldamente a venire in Valle perché uniti si può vincere più in fretta e meglio.
Ore 16,30: cominciamo il rientro. Autobus, metro, treno FR1, aeroporto.
Ritroviamo Laura che ci racconta della sua relazione sulle vicende della notte precedente ad un pubblico di circa700 persona. Noi raccontiamo la nostra giornata in particolare degli impedimenti che abbiamo avuto. E’ lei che mi suggerisce di scrivere due righe sulla giornata e di inviargliele per essere divulgate.
Ore 20,30: l’aereo si arresta al terminal. Nell’attesa che si aprano le porte notiamo fra i passeggeri un volto televisivo noto. Anna ha un’idea fantastica. Apro lo zaino , velocemente, perché la gente comincia a scendere, e passo ad Anna un opuscolo:
“Dottoressa Annunziata, posso regalarel questo libretto?” Un passa mano veloce fa arrivare le “150 nuove ragioni…”
“Grazie” risponde la dottoressa
“grazie a lei” risponde Anna.
Se un giorno ci sarà una “mezz’ora” televisiva con i NO TAV potrebbe essere la scintilla di Anna ad averlo permesso ammesso che la dottoressa lo legga, capisca ( e non dubito di questo) ed abbia il coraggio di andare contro corrente.

Ciao a tutti e “A sarà dura”

Loradana, il Biondo, Carlo, Anna e lo scrivente Marco.