post — 20 ottobre 2013 at 12:35

Zanonato&poveri imprenditori sitav: c’è qualcosa che li lega

Flavio ZanonatoScusandoci per le fonti, riproponiamo due articoli che inquadrano la storia del ministro che ha incontrati i poveri imprenditori sitav, ci verrebba da dire l’uomo giusto nel posto giusto!

Portava le tangenti, poi diventò sindaco

Per il pm Nordio, titolare dell’inchiesta, era privo di «intelligenza astuta»: disarmante, ci siamo arresi

http://www.ilgiornale.it/news/portava-tangenti-poi-divent-sindaco.html

Corriere del Veneto
«Non è astuto, quindi prosciolto»Attacco al ministro Zanonato
«Libero» riesuma il processo del ’93 sulle cooperative rosse. Il titolare del dicastero allo Sviluppo economico intanto valuta la querela. Il Pd: «Insulto ai padovani». Paniz (Pdl): «Garantismo»
PADOVA — A volte ci sono proscioglimenti che possono pesare più di una condanna. Specialmente se vengono disseppelliti dopo svariate ere geologiche e specialmente se riguardano personalità politiche di spicco come l’attuale ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato. Perché, per dirla in due parole, è questo ciò che ha fatto l’11 maggio il quotidiano «Libero»: ha tirato fuori un processo per mazzette dell’estate del 1993 finito con un nulla di fatto e lo ha trasformato nella più pesante delle condanne per un politico di vertice: la grave colpa di essere insufficientemente «intelligente» per ricoprire quella carica. Vent’anni fa, infatti, il processo a Zanonato – che al tempo era un funzionario della Cles, una «cooperativa rossa» del Padovano – si era concluso con un commento originale da parte del pm di Venezia Carlo Nordio. Di fronte a una memoria difensiva particolare – in cui l’uomo che sarebbe diventato per tre volte sindaco di Padova disse semplicemente di non sapere perché stava portando in giro per il Veneto delle valigie con qualche milione (di lire) in contanti – Nordio si dichiarò subito sconfitto: «Di fronte a tale disarmante difesa l’accusa si arrende – disse il pm – È in effetti impossibile dimostrare la coscienza e la volontà di concorrere a un reato come la turbativa d’asta, che postula un’intelligenza astuta e una spregiudicatezza smaliziata».

In pratica, Nordio decise di prosciogliere l’attuale ministro – accusato di avere portato soldi in contanti a una serie di imprenditori perché non presentassero offerte concorrenziali negli appalti e permettere così alle cooperative rosse di aggiudicarsi i lavori – perché Zanonato «aveva deciso di cucirsi addosso i panni del fantoccio che non sa quello che fa», come fece notare l’avvocato e avversario politico Domenico Menorello, quando era ancora consigliere comunale di Forza Italia e sosteneva l’antagonista di Zanonato, l’ex sindaco Giustina Destro. «Quando si parla di coop e soldi al partito – commentava Menorello nel 2006 a «Il Giornale» – succede sempre che qualcuno non poteva non sapere e qualcun altro non poteva capire». «Ecco, Zanonato appartiene a quest’ultima categoria: non può capire perché è privo di intelligenza astuta e di malizia», scrive ora su «Libero» Mario Giordano, suscitando la reazione stizzita del segretario del Pd padovano e consigliere regionale Piero Ruzzante. «Flavio Zanonato si difenderà da solo perché è in grado di farlo benissimo – interviene Ruzzante – ma trovo che «Libero», con questo articolo, abbia insultato tutti i padovani che avrebbero eletto, secondo la tesi di Giordano, un uomo non intelligente per tre volte». In effetti, Zanonato venne eletto per la prima volta a palazzo Moroni proprio a pochi mesi di distanza dal processo, è stato riconfermato nel 1995 fino al 1999 e, dopo la parentesi di Giustina Destro, dal 2004 fino alla chiamata di un paio di settimane fa al ministero dello Sviluppo. «Capisco che Libero deve sviare l’attenzione da un personaggio politico condannato a 4 anni in appello (Berlusconi, ndr), ma questa è pura distorsione della realtà – conclude Ruzzante -. Nordio avrebbe assolto Zanonato perché lo ha riconosciuto come non malizioso? Beh, questo mi sembra un giudizio morale decisamente positivo. La verità è che «Libero» usa ipocritamente il garantismo a corrente alternata».

A proposito di garantismo, sulla vicenda interviene anche l’ex parlamentare del Pdl e avvocato Maurizio Paniz che, va riconosciuto, si è sempre distinto per la tutela dei diritti dell’imputato: «È importante il rispetto di tutti, qualsiasi sia il loro ruolo. Anche nei confronti degli avversari politici è bene comportarsi con correttezza», dice, senza entrare nel merito della questione. Come, d’altra parte, fa anche il neopresidente della commissione Cultura della Camera Giancarlo Galan (Pdl), padovano anch’egli, che con Zanonato si è più volte scontrato fino ad arrivare alla querela reciproca. Perché se Galan, in alcune occasioni, ha ricordato l’episodio che ha visto Zanonato aprire il portabagagli dell’auto e trovare «a sorpresa» una valigetta con una decina di milioni di lire in contanti, nello specifico richiama al rispetto dei ruoli istituzionali. E il diretto interessato? «Ho cose decisamente più importanti da fare che leggere una pagina di «Libero» – dice secco il ministro dello Sviluppo alla fine dell’assemblea del Partito democratico che ha portato al vertice della segreteria l’ex sindacalista Guglielmo Epifani -. Quando avrò il tempo leggerò che cosa è stato scritto e valuterò se ci sono gli estremi per una querela, ma non sono queste le cose che mi preoccupano». Un paio di telefonate di solidarietà però hanno raggiunto il ministro in serata. «Questo è l’atteggiamento becero di chi non sa cosa dire», sentenziano i collaboratori di Zanonato, concludendo: «Chiudiamola qua».

Alessio Antonini
13 maggio 2013© RIPRODUZIONE RISERVATA