post — 24 novembre 2011 at 19:11

UN’ALTRA RISPOSTA AI DELIRI DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE PIEMONTE ROBERTO COTA

(ANSA) – MILANO, 21 NOV – I manifestanti che protestano contro la Tav sono “figli di papà, gente che può permettersi di stare 3 mesi accampata e comprare maschere antigas più costose di quelle della polizia”. Lo ha detto il presidente della regione Piemonte Roberto Cota. “L’ambiente è importante – ha sottolineato – ma è importante anche realizzare la Tav perchè è un’ infrastruttura che ci collega all’Europa, e noi abbiamo bisogno di infrastrutture perchè non possiamo rimanere indietro rispetto agli altri paesi”

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Ma no, non ci volevo credere, sarà uno scherzo del “Male”, giornale satirico tornato in edicola da pochi mesi, ho pensato, ed invece la notizia “ANSA” è vera, il leghista Roberto Cota ha affermato che quelli che si oppongono al Treno ad Alta Velocità sono dei “figli di papà”, sono persone che “possono permettersi di stare accampati tre mesi” vicini al finto cantiere, aggiungo io, e “comprarsi costose maschere antigas”.
A l’è nen possibil per questo personaggio, che esterna a tutti i microfoni che incontra, pur di far diffondere a tutti il suo livello di “conoscenza” della società e del mondo che lo circonda. Lo “yes-man” della Lega Nord per l’indipendenza della Padania, noto ai più non per la sua preparazione culturale e le “sue” idee, ma “reggitore dei posaceneri di Bossi”, come Gramellini scrisse ironicamente su La Stampa, dato che anche il suo Capo è oramai passato alla storia con il nome di “Umberto Magno (magno-magno?) Imperatore della Padania, dovrebbe ricordarsi di essere, per il momento e in attesa del giudizio su certe “truffe” elettorali , il Presidente della Regione Piemonte rispettando la volontà di tutti i Cittadini Piemontesi, NoTav inclusi.
In questa veste, anche in quelle di leghista “determinato” (con le “palle” ? sigh…) dovrebbe essere il difensore del Nostro Piemonte (Nostro e non suo), ma il condottiero “senza paura” e a difesa di un territorio cementificato, seviziato a dismisura, un territorio che molti vorrebbero aggredire ancora una volta con un’opera inutile come il TAV, invece cosa fa? Si “inchina” per favorire i cinquantasette chilometri di galleria “e ringrazia” i Signori del ferro e del cemento.
La domanda che sorge spontanea è questa: ma dove vive questo “signorino in camicia verde”? Forse sotto una campana di vetro a leggere i “messaggini” del Suo Capo? Questo “Signore”, fin dagli inizi del 2000, si è prodigato per “migliorare” il Nostro Piemonte con i suoi attacchi ai presidi ospedalieri, come in Valsusa, dichiarandosi a favore del TAV, difendendo il “modello Marchionne” nelle nuove relazioni industriali della FIAT, ma soprattutto, rendendosi l’immagine del nulla, del “vuoto assoluto”.
Perché, invece di continuare ad esternare con costanti pessime figure, non si informa, non partecipa ad importanti convegni come quelli avvenuti in merito di recente al Politecnico di Torino? Perché non si degna stare tra la gente, fuori dalla “campana di vetro”, per informarsi su quello che succede in Spagna, in Francia o sotto il Tunnel della Manica? Perché dopo gli slogan usati e abusati della serie “Padroni a casa nostra” e “Libertà, libertà” continua a tenersi sotto braccio al suo “altrettanto commilitante identitario” ex-ministro Maroni, che ha inviato le truppe militari italiche per invadere la valle di Susa con manganelli e gas lacrimogeni proibiti anche dalle Convenzioni Internazionali?
Rispondere a queste domande è perfino troppo facile, perché la dignità ha un prezzo.
Dario Catti
Consigliere comunale di Almese (TO)