post — 26 febbraio 2012 at 18:14

Un contributo sulle cariche a Porta Nuova

NoTav: cariche in Porta Nuova Centinaia di manifestanti milanesi sono arrivati a Porta Nuova stancati da una giornata di intensa e pacifica manifestazione per prendere il treno che li portasse a casa. Ad attenderli hanno trovato un nutrito schieramento di Polizia già in assetto antisommossa, con scudi e manganelli in mano che con l’aiuto di transenne non facevano passare nessuno che fosse sprovvisto di biglietto. I manifestanti avevano già concordato alla stazione di Milano un biglietto collettivo: dieci euro per andata e ritorno. Nonostante questo i manifestanti non sono stati lasciati passare. Le ragioni non per cui trenitalia e la polizia non volevano far salire i manifestanti sul treno non sono quindi chiare. Alcuni portavoce dei manifestanti hanno provato a contrattare infatti un nuovo biglietto. Subito all’inizio della trattativa è partita una prima carica che ha ferito molti ragazzi, colpiti nonostante le mani alzate in segno della volontà di non attaccare. A questo punto hanno iniziato ad arrivare altri reparti della Polizia e dei Carabinieri tutti sotto il coorinamento di Spartaco Mortola, già promosso questore il 2 giugno scorso e nominato dirigente del compartimento Polfer di Torino, dal primo agosto. Ex numero uno della Digos di Genova, condannato in secondo grado, per i fatti del G8, in particolare tre anni e otto mesi per l’irruzione alla scuola Diaz e a un anno e due mesi per l’induzione alla falsa testimonianza dell’allora questore di Genova Francesco Colucci. Dopo momenti di tensione e un’estenuante trattativa ai manifestanti è stato finalmente permesso di accedere al binario. Una volta passati sono stati chiusi senza vie di fuga nel binario terminale della stazione e inseguiti dalle forze dell’ordine. E’ partita una seconda carica nella quale oltre a nuovi feriti ha visto l’uso di gas lacrimogeni che hanno infestato l’aria della stazione. Alcuni tra i poliziotti che stavano caricando hanno inseguito i manifestanti fino a salire nelle prime carrozze del treno già stipate di gente. Tutto è avvenuto senza apparente motivo dal momento che oramai il gruppo dei no tav milanesi si stava già dirigendo sul treno. C’è stato un coinvolgimento anche di altri manifestanti solidali che travolti dalle cariche sono stati costretti a salire sui vagoni verso Milano per l’impossibilità di trovare una via alternativa di fuga. Il treno è quindi partito con i No Tav e i feriti a bordo. Forse questi sono i prodromi di quello che il capo della polizia Manganelli ha definito come “la vigilia delle prime azioni davvero invasive” e una partecipatissima manifestazione di oggi in Val di Susa con più di 75.000 persone scese in piazza per dire no in modo pacifico e colorato al Tav è scomoda all’immagine mediatica di violenti black bloc con cui si vuole semplicisticamente etichettare il movimento. http://www.youtube.com/watch?v=PnnNqqfN-g0 http://www.youtube.com/watch?v=fQd5L8ZFl6I Alessandra Tranquillo