post — 23 maggio 2012 at 07:48

Su CMC e Tav, lettera di un lettore a Ravenna Notizie

Il 16 maggio si è svolta a Ravenna un incontro pubblico (affollatissimo) sulla TAV, alla presenza di tre relatori no TAV (troppi).

Era presente,e gli va dato pieno merito l’ad della CMC di Ravenna dott. Foschini, azienda capofila di una parte importante di opere. Premetto che sono del parere che la TAV, Val di Susa, sia una opera costosissima, inutile,ambientalmente devastante, concordando con i 365 esperti del Politecnico di Torino che hanno risposto punto per punto alla analisi governativa costi-benefici presentata dal Ministro Passera e dal presidente dell’osservatorio Virano.

La centralità del dibattito ha visto al centro il ruolo CMC nell’opera ed è qui che voglio soffermarmi.

Una esponente basista ha elencato una serie di sentenze, capi di imputazione a partire dagli anni ’80 verso presidenti e dirigenti CMC, asserendo che di questi il dott.Foschini deve sentirsi responsabile. Il dott. Foschini è ad da qualche anno,allo stato non è imputato di nulla e come può sentirsi “responsabile” di reati ascrivibili ad altri Presidenti o dg?

Dai relatori si è detto che la CMC deve discernere gli appalti, avere una etica d’impresa,ecc.). Sono affermazioni puerili che non tengono conto del contesto politico ed economico in cui la  CMC opera.

CMC non è una cooperativa” rossa” o” di sinistra” come molti rozzamente hanno definito, ma una azienda cooperativa multinazionale delle costruzioni. Alcune etiche se le dà: attenzione alla sicurezza nel lavoro, alle infiltrazioni mafiose nei suoi cantieri, ad una collocazione dei margini di redditività non in tasche private, o giochi finanziari, come fanno molte società anche del settore, ma nello sviluppo tecnologico, sociale, delle risorse umane, investimenti(vedi acquisizione azienda di Boston(USA).

Certo possiamo archiviare i processi autogestionali tentati negli anni settanta. CMC, non dimentichiamolo, opera a livello nazionale e internazionale in un contesto prettamente legislativo a sistema/i capitalistici.Ce ne sono di democratici(Nord Europa) e di molto meno democratici(gran parte del mondo). E a ciò, piaccio o meno, deve attenersi.

CMC opera nel concorrere in appalti, naz.li e inter.li. quasi esclusivamente in consorzi di imprese,associazione temporanea di imprese, o raggruppamenti.Se pensasse di defilarsi dal non concorrere, esemplificando, all’appalto TAV perché premonitore di criticità, molto probabilmente verrebbe marginalizzata dalle altri grandi Aziende partner, tipo Impregilo,Salini,Astaldi,Caltagirone,ecc. E addio 900 milioni di fatturato e oltre 7.000 dipendenti.

La definizione, azzeccata, che ha dato Noreena Hertz,fascinosa e arguta docente all’ Università di Cambridge,convegno CMC in Ravenna 2-3 dicembre 2011,è” di CMC come forte esempio aziendale di coop-capitalismo nel mondo”.

Cari signori, basisti, relatori la trasformazione della società,di nuovi modelli di sviluppo,di più equità non parte e non è mai partita da una azienda di “capitalismo cooperativo”,ma da forze sociali e politiche che costantemente e coerentemente lavorano e praticano per una fuoriuscita progettuale alternativa a questo melmoso,rapinatore di risorse,diseguale sistema del liberismo incontrollato, oggi vigente e vincente.Ad ognuno le proprie competenze e mansioni.

Ezio Randi