Sfogo di un pendolare in una mattina di fine autunno
da torinobardonecchia.blogspot.com
Bussoleno, ore 7.00, vento e gelo sulla banchina, 38 minuti prima di quanto ero abituato con i vecchi orari. Ma è il progresso, non mi devo lamentare. Gli orari non sono più studiati per agevolare i pendolari. I pendolari derivano da una vecchia concezione del lavoro che prevedeva, nella maggior parte dei casi, un orario di entrata dalle 8.00 alle 9.00 e di uscita dalle 17.00 alle 18.00. Ora c’è il precario o il disoccupato. Se va bene il cassaintegrato. Dobbiamo essere flessibili. Si lavora a chiamata, magari solo 2 ore a metà giornata. E così, in nome del progresso e con buona pace dei pendolari che perseverano a recarsi al lavoro sempre nei medesimi orari, è arrivato il treno. Stranamente anche in perfetto orario. Lercio, brutto, scassato, corto. Due carrozze calde e una fredda. Non proprio ciò che i giornalisti hanno scritto a caratteri cubitali sui loro giornali. Ma è il progresso e dobbiamo adeguarci. Sono stato fortunato e sono capitato nella carrozza calda. Meglio non esitare e sedersi subito altrimenti si viaggia in piedi. Così ho fatto e mi sono ritrovato al fianco di un viaggiatore che tentava di leggere il giornale, ma ahimè, gli è stato impossibile perché, a causa dei sedili un po’ troppo stetti, non poteva sfogliare le pagine continuando a sbattere il suo braccio contro la mia spalla. Probabilmente è stato meglio così. Il giornale era di quelli che dicono che i treni sono belli, caldi, nuovi, accoglienti e in orario. Le solite palle di Natale. Ad Avigliana sono iniziati i problemi, quelli veri, perché le persone faticavano a trovare un varco per salire. Quindi “tutti in piedi”. Ma è il progresso, meglio non lamentarci. In fondo viaggiare in piedi per 25 minuti non è un dramma. Tanto ci vuole per andare in treno da Avigliana a Torino. 25 km in 25 minuti. Parafrasando Superman, più veloce di una bici. E così il treno, incurante dei pendolari e delle nostre imprecazioni, ha incominciato ad accumulare ritardo arrivando a Torino con 15 minuti di ritardo e portando a 40 i minuti trascorsi in piedi per i poveri pendolari di Avigliana. Alla fine sono arrivato tardi anche oggi e probabilmente questa sera perderò anche il treno del ritorno. Ne prenderò un altro, con altri problemi e altri ritardi. E domani sarà come oggi, sempre peggio, giorno dopo giorno, il solito trantran. Allora, pensando a quei politici e amministratori che in vario modo hanno contribuito a distruggere il servizio ferroviario locale, una parola mi giunge in gola e non riesco a trattenerla: BASTARDI!!!
LucaXino
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