post — 9 settembre 2014 at 16:17

Padalino e Rinaudo lasciano il maxiprocesso, bocciati?

AZZ_PME’ notizia di oggi, data da La Repubblica in edizione cartacea, l’estromissione dei due pm con l’elmetto Padalino-Rinaudo dal maxiprocesso notav. Ufficialmente, giunti ormai alle battute finali, il procuratore capo Armando Spataro lascia la conclusione del processo alle Pm Quaglino e Pedrotta perchè “quattro pm erano troppi e c’è moltissimo da fare negli altri procedimenti e nelle indagini in corso“. Così, come dice l’articolo in oggetto, l’attenzione dei due si sposterà completamente nei confronti del processo imbastito contro Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò.

Potrebbe sembrare tutto normale e leggere l’estromissione del duo con l’elmetto come una cosa giusta per ridistribuire il lavoro ad una procura che da oltre due anni mette tutto il suo impegno contro i notav. Potrebbe ma non è proprio così:

-Padalino e Rinaudo sono stati il braccio destro di Giancarlo Caselli, che li ha sempre avvallati in ogni scelta quantomeno discutibile (vedi carcerazioni a go go), e i tre sono stati i paladini della crociata contro i notav

-i due hanno fatto tutto il maxiprocesso in attacco, trattando male testimoni e avvocati della difesa a piacimento ed esponendosi notevolmente sulla stampa come i titolari del processo

-la parte più importante per un pm è la requisitoria finali, poche chiacchiere, e negargliela significa toglierli le luci della ribalta che i due cercano e perseguono da tempo

-si dice che ora si dedicheranno al processo nei confronti dei 4 notav, processo nel quale la cassazione gli ha bocciato sonoramente l’accusa di terrorismo, accusa cardine dell’intero procedimento

Non ci è dato sapere quali siano le vere ragioni dell’estromissione ma dei dubbi sorgono, e forse sono giunti anche a Spataro che magari non vuole ripetere le figure di Caselli, ormai ossessionato dalla vicenda notav. In tutto tutto questo comunque va sottolineato come l’operato dei pm con l’emetto sia sempre stato avvallato dai vari ranghi della procura e del tribunale di Torino, dimostrando una collaborazione totale in questa crociata che giuridicamente, in altre città, si sarebbe sgonfiata notevolmente.

Staremo a vedere, intanto non riusciamo a non pensare ai due, che avranno l’elmetto da risistemare un pò

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