post — 2 luglio 2014 at 00:21

‘Ndrangheta, intercettazioni inchiesta Tav: il ruolo di Lazzaro

Pubblichiamo senza ulteriori commenti stralci delle intercettazioni a corredo dell’operazione San Michele avvenuta il 1°luglio dove si denota l’interesse della ‘ndrangheta per il tav e il ruolo di Ferdinando Lazzaro in questa vicenda, uno degli imprenditori osannato dal ministro Lupi e da vari politici, nella propaganda sitav.

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Torino, 1 lug. (da La Presse) – “Adesso parte a giugno la prima trivella…e dobbiamo iniziare a capire che tra Rondissone…tra Cogefa…che si prende tutto lo smarino….e una parte noi… e una parte i Lupo….dobbiamo pulire la valle dello smarino…e i soldi devono arrivare nei buchi…e i buchi ce ne abbiamo uno anche noi…”. E’ uno dei passaggi di una conversazione intercettata tra Giovanni Toro e Gregorio Sisca, indagati nell’operazione contro la ‘ndrangheta ‘San Michele’, che il gip di Torino riporta nell’ordinanza di custodia cautelare in merito alla Tav.

Dopo aver premesso la “fortissima capacità di infiltrazione nella vita politica ed imprenditoriale piemontese” degli indagati, il giudice scrive dell’esistenza della “volontà di Ferdinando Lazzaro di inserire Toro nel consorzio Valsusa al fine di garantirgli un’ulteriore via di accesso ai lavori dell’alta velocità” e della “volontà da parte dei medesimi di ‘monopolizzare’ di fatto i lavori in val di Susa, escludendo soggetti a loro non graditi”.

Il giudice denota come Lazzaro, anche dopo il fallimento della Italcoge, di fatto sarebbe stato il gestore della Italcostruzioni, l’azienda nata successivamente. E argomenta come, nonostante Ltf non avesse concesso formalmente incarichi alla Italcostruzioni al cantiere di Chiomonte nel 2011, Lazzaro fosse comunque uno dei principali “punti di riferimento” per i lavori al cantiere. Proprio Lazzaro, secondo i Ros, avrebbe introdotto Giovanni Toro nel cantiere per un lavoro di asfaltatura, che sarebbe stato eseguito in nero.