post — 16 marzo 2015 at 16:40

Incalza, uno degli imprenditori arrestati procurò lavori al figlio di Lupi

imagesda Il Fatto Quotidiano – L’imprenditore Stefano Perotti, arrestato nell’inchiesta Grandi Opere, aveva “procurato incarichi di lavoro” anche al figlio del ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi. “Effettivamente, Stefano Perotti”, l’imprenditore arrestato, “ha procurato degli incarichi di lavoro a Luca Lupi”, figlio del ministro Maurizio Lupi. Lo scrive il gip di Firenze nell’ordinanza di custodia cautelare per i quattro arrestati nell’inchiesta.

Il gip annota che il 21 ottobre 2014, uno degli indagati, Giulio Burchi, “racconta anche al dirigente Anas, ing. Massimo Averardi, che Stefano Perotti ha assunto il figlio del ministro Maurizio Lupi”. Segue l’intercettazione: “Ho visto Perotti l’altro giorno, tu sai che Perotti e il ministro sono non intimi, di più. Perché lui ha assunto anche il figlio, per star sicuro che non mancasse qualche incarico di direzione lavori, siccome ne ha soli 17, glieli hanno contati, ha assunto anche il figlio di Lupi, no?”. Poi, il primo luglio 2014, sempre Burchi a Averardi: “il nostro Perottubus ha vinto anche la gara, che ha fatto un ribasso pazzesco”, ha vinto “anche il nuovo palazzo dell’Eni a San Donato e c’ha quattro giovani ingegneri e sai uno come si chiama? Sai di cognome come si chiama? Un giovane ingegnere neolaureato, Lupi, ma guarda i casi della vita”. “Perotti – continua il gip – nell’ambito della commessa Eni, stipulerà un contratto con Giorgio Mor, affidandogli l’incarico di coordinatore del lavoro che, a sua volta, nominerà quale ‘persona fissa in cantiere’ Luca Lupi” per 2mila euro al mese.

Il ministro Lupi è coinvolto anche per un’altra circostanza. Anzi, un’intercettazione del 16 dicembre 2014 in cui, al telefono con Incalza (il dirigente del ministero tra i principali indagati, ndr) scandisce: “…su questa roba ci sarò io e ti garantisco che se viene abolita la Struttura Tecnica di Missione non c’è più il governo!”. Secondo gli inquirenti la conversazione “ben rappresenta” l’importanza della Struttura tecnica di cui era a capo Incalza. “Il ministro Lupi – si legge nell’ordinanza – a fronte della proposta di soppressione” della Struttura di Missione “o di passaggio della stessa sotto la direzione della presidenza del Consiglio arriva a minacciare una crisi di governo”. Nel provvedimento viene quindi riportato un brano della conversazione intercettata. Dice Lupi: “…vado io guarda… siccome su questa cosa…te lo dico già…però io non voglio…cioè vorrei che tu dicessi a chi lavora con te che sennò vanno a cagare!…cazzo!…ho capito!… ma non possono dire altre robe!… su questa roba ci sarò io li e ti garantisco che se viene abolita la Struttura Tecnica di Missione non c’è più il governo!…l’hai capito non l’hanno capito?!”.  La Struttura tecnica di missione del ministero delle Infrastrutture, è scritto nell’ordinanza, opera alle dirette dipendenze del ministro ed è stata diretta per anni da Ercole Incalza, soggetto secondo gli inquirenti “in grado di condizionare il settore degli appalti pubblici per moltissimi anni”.

E infine i regali degli arrestati alla famiglia Lupi. Un vestito sartoriale per Lupi e un Rolex da 10mila euro al figlio, in occasione della laurea. A regalare il vestito al ministro sarebbe stato Franco Cavallo, uno dei quattro arrestati oggi che secondo gli inquirenti aveva uno “stretto legame” con Lupi tanto da dare “favori al ministro e ai suoi familiari”. “Da una telefonata del 22 febbraio 2014 – si legge nell’ordinanza – emerge che Vincenzo Barbato”, un sarto che avrebbe confezionato un abito per Emanuele Forlani, della segreteria del ministero, “sta confezionando un vestito anche per il ministro Lupi”. Al figlio Luca, invece, sarebbe stato regalato un orologio. “Va segnalato – scrive il giudice – il regalo fatto dai coniugi Perotti al figlio del ministro Lupi in occasione della sua laurea: trattasi di un orologio Rolex del valore di 10.350 euro che Stefano Perotti fa pervenire a Luca Lupi tramite Franco Cavallo”.