post — 16 maggio 2013 at 20:16

IL POVERO OPERAIO MINACCIATO (CHE CORREVA I RALLIES)…..E COSA SI DICE DI LUI NEI BAR DI CHIOMONTE

no-tav-300x199Da una settimana i media ci raccontano la storia del povero operaio del cantiere TAV di Chiomonte che è stato oggetto di una sassaiola da parte di soggetti incappucciati, subito identificati con i NO TAV ed oltre al singolo episodio ormai sappiamo che il “povero operaio” fa una vita da perseguitato, pedinato, minacciato, etc. etc.

A parte le prime valutazioni emerse dal Movimento NO TAV che tali erano e che invece  in modo meschino sono state trasformate dai media in presunte “rivendicazioni” (di una sassaiola? Ma siamo seri!!) dopo una settimana le cose appaiono sempre più strane, ed il comportamento del “povero operaio” suffraga tutti i dubbi che ormai contornano la storia.

Nei bar di Chiomonte si dice che il “povero operaio” in realtà sia un soggetto che abbia difficoltà a lavorare con i colleghi, qualsiasi essi siano, ed i comportamenti conseguenti questa sua difficoltà paiono non essere molto graditi dai colleghi del cantiere TAV che a volte gli manifestano in modo, diciamo deciso, la loro contrarietà. Si dice, sempre nei bar di Chiomonte, che la sassaiola potrebbe essere una di queste manifestazioni di contrarietà al suo comportamento e suo al vizio inveterato per lo sputtanamento-delazione dei colleghi grazie al quale alcuni di questi hanno avuto serie rogne con i datori di lavoro.

Sempre il “povero operaio” pare fosse un appassionato di rallies ed almeno fino a poco tempo fa partecipasse a questo tipo di competizioni, competizioni a cui notoriamente partecipano tutti coloro che guadagnano 1.200 euro al mese e non hanno altri redditi!

Il “povero operaio” dichiara, nell’intervista video a La Stampa, di essere sempre seguito, addirittura pedinato quando è andato a votare, che gli “sono entrati in casa”, che “sanno tutto di lui” insomma è uno degli interessi primari dei NO TAV!

Il Movimento NO TAV per forza di cose conosce i nomi e le residenze di chi, in Valle, lavora al cantiere di Chiomonte, come allo stesso modo e per le stesse ragioni coloro che lavorano nel cantiere di Chiomonte conoscono il nome e le residenze degli appartenenti al Movimento NO TAV, non vi è nulla di strano.

Sarebbe strano, invece, che il Movimento NO TAV perdesse tempo a pedinare un “povero operaio” senza alcuna importanza ed addirittura gli organizzasse un agguato!

Va bene che in Valsusa lanci di pietre e tagli di gomme dei consiglieri provinciali sono buoni per ogni occasione e per avere un po’ di visibilità, però invitiamo i media ad approfondire un po’ di più le loro analisi.

Infine, ritornando a quanto si dice nei bar di Chiomonte, parrebbe che proprio in seguito ai suoi comportamenti in ambito lavorativo, il futuro presso l’azienda in cui lavora il “povero operaio” sia piuttosto incerto ed anzi a forte rischio. Stranamente il “povero operaio” conclude l’intervista a La Stampa prevedendo che, essendo lui terrorizzato dalla cattiveria dei NO TAV non potrà più recarsi nel cantiere di Chiomonte, allora la ditta presso cui lavora gli dirà : allora tu non ci servi più, e quindi lui dovrà andare dai NO TAV a mangiare!!!

Che queste ultime affermazioni non siano una previsione sul futuro ma piuttosto riguardino le conseguenze dei suoi comportamenti lavorativi che lui già conosce? Che non sia un abile tentativo per uscire da una situazione in cui si è cacciato da solo?

Noi non lo sappiamo, però tutta la storia pare un po’ strana!