post — 9 novembre 2012 at 12:59

Dopo quella francese, anche la Corte dei conti italiana apra un’istruttoria

di DARIO BALLOTTA*

Nell’ambito delle norme comuni del diritto europeo adesso tocca alla Corte dei Conti italiana aprire una analoga istruttoria per mettere a confronto i parametri valutativi, le risultanze ed avere così un quadro completo della valutazione dell’AV Torino Lione. Questo si sarebbe un atto di integrazione normativa europea, perché quella fisica di trafori e valichi tra gli Stati membri è già stata fatta all’inizio del secolo scorso.

La Corte dei Conti francese invita a ripensare l’alta velocità Torino-Lione perché i costi della sua realizzazione sono raddoppiati (da 6 a 12 milirdi) e chiede che venga utilizzata maggiormente la linea esistente studiando misure per trasferire il traffico transalpino, merci e passeggeri, dalla strada alla ferrovia. Tra il 2000 e il 2009 i infatti i traffici merci tra Francia ed Italia sono crollati del 42% mentre quelli passeggeri nonostante l’apertura della tratta di Alta velocità Torino-Milano sono rimasti gli stessi.

Difficile pensare sia “strategico” avere nuove capacità di valico con il nuovo tunnel della Val Susa date queste pessime performance e con una sempre più deludente gestione dei traffici ferroviari. Sorprende che, in netto contrasto con le indicazioni della Corte dei giudici contabili francesi, si debba constatare la presentazione, prevista oggi a Torino, di un servizio di ben 6 coppie di autobus (3 andata e 3 ritorno) gran confort che collegherà dal 1 dicembre Lione-Chambery con Torino a tariffe low cost e che finirà inevitabilmente a sottrarre nuovo traffico ai due binari di valico esistenti e già in continua diminuzione di traffici.

*Presidente Onlit