
“Arrestata Pinuccia Cane una donna che fa paura con le parole” da IlManifesto
di Massimo Zucchetti
Ieri a Miroglio, in Piemonte, alcuni collettivi erano in presidio in solidarietà con i lavoratori dell’azienda, arrivati dal sud. Il tentativo di attaccare uno striscione No Tav ha fatto partire la repressione.
Pinuccia Cane è una donna piccola e minuta, i capelli corti e grigi, che evidenziano due occhi molto belli. Vive a Santo Stefano Belbo, in Piemonte. Non è più giovane, credo sia della mia età, io che sono cinquantenne. È da sempre una compagna impegnata nelle lotte e nel sociale. Nel 2009, ricordo, scese all’Aquila per capire, vedere e lavorare con i terremotati, scrisse un bellissimo pezzo su internet di cui riporto una sola frase: «La realtà è molto diversa da quella che ci hanno voluto far credere il duo Berlusconi-Bertolaso».
Ieri mattina ad Alba, in Piemonte, c’era una manifestazione di solidarietà con i lavoratori della Miroglio, saliti apposta con tre pullman dal Sud per ottenere un incontro con i padroni della ditta, a fronte del previsto licenziamento di centinaia di lavoratori. Un gruppo di compagni del Collettivo di Bra (Cn), giovani, donne, lavoratori che stanno conducendo la lotta No Tav, hanno provato a mettere il loro striscione di solidarietà a una ventina di metri da quelli relativi alla Miroglio.
I carabinieri erano già presenti in forze, ben preparati contro degli operai venuti da lontano per rivendicare il diritto al lavoro: sono subito intervenuti per impedire che i compagni mettessero lo striscione. Il simbolo No Tav e la solidarietà interclassista fanno molta paura a questo Stato di banchieri e padroni. Nel resistere, una compagna No Tav è stata buttata a terra: proprio Pinuccia Cane.
La stessa donna che il 26 febbraio, alla Stazione di Porta Nuova, è stata brutalmente picchiata dagli agenti della Polfer del signor Spartaco Mortola, mentre accompagnava i manifestanti reduci dalla Valsusa a prendere il treno per Milano, durante il famigerato “agguato” ai No Tav milanesi.
Tornando a ieri mattina, molti compagni e lavoratori sono subito intervenuti a sostegno dei ragazzi e di Pinuccia: a quel punto i carabinieri per impedire che la questione crescesse, e che lo scandalo si propagasse, hanno caricato tutti nei cellulari e se li sono portati via. Sono poi stati rilasciati, ma per Pinuccia Cane e almeno un altro ragazzo è scattato il provvedimento degli arresti domiciliari.
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