post — 12 novembre 2013 at 11:14

1.600 emendamenti contro la Torino-Lione

Fervente attività parlamentare in vista della retifica dell’accordo tra Italia Francia sulla Torino Lione. il Movimento 5 stelle e Sel presentano in tutto 1600 emendamenti per inceppare la ruota parlamentare.

di seguito un articolo di Rai News 24

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Opposizione all’attacco sulla Tav Torino-Lione: 1.600 emendamenti per modificare sostanzialmente l’accordo tra Roma e Parigi sulla realizzazione della linea ad alta velocità.Movimento Cinque Stelle e Sel hanno deciso evidemente di rallentare l’iter parlamentare di ratifica dell’intesa. Intanto, sul territorio, la situazione non è migliore visto che per sabato è atteso l’ennesimo corteo in Val di Susa la linea dell’alta velocità.

A chiarire le ragioni del Movimento 5 stelle ci pensa Roberto Fico, presidente della Commissione di Vigilanza Rai alla camera, che, attraverso la sua pagina Facebook, fa sapere: “M5s ha presentato 1.082 emendamenti”, perché, “il modo in cui si sta portando avanti la trattativa alla camera sta seguendo una prassi assurda e anticostituzionale”. Un post di denuncia teso a sottolineare quella che sembra essere un’anomalia. “Si vota alla Camera e si presenta il trattato ai francesi, senza passare per il Senato. Nessuna commissione parlamentare – conclude Fico – se ne è mai occupata, visto che il ministro Lupi ha accentrato su di sè ogni decisione”.

Sempre dall’opposizione, anche Sel esprime dissenso alla prosecuzione dei lavori parlamentari. Il capogruppo in commissione Esteri, Arturo Scotto, annunciando di aver presentato 502 emendamenti al dl, fa sapere che l’accordo è “la prosecuzione di un errore che porta a sostenere un’opera sbagliata”. Secondo Scotto, infatti, il progetto “non è più utile e non tiene conto dell’opposizione di decine di amministratori locali e della popolazione interessata”. L’opera è vista da Sel come uno spreco di risorse “considerata la terribile crisi economica che ha colpito il Paese, la realizzazione di un progetto così impegnativo è insensata e irresponsabile”. Scotto ritiene, invece, che sia “necessario liberare le risorse concesse alla Tav per creare lavoro, per rifinanziare la cassa integrazione. Sarebbe una prima risposta alla crisi che investe famiglie e lavoratori”.

Intanto, dal cantiere in Val di Susa arriva la notizia della fine dei test che anticipano l’inizio dei lavori di perforazione. Tra domani e mercoledì la maxi-fresa ‘Gea’ comincerà a scavare, dovrà perforare 7,3 km di montagna per raggiungere la profondità dove passerà il futuro maxi-tunnel lungo 57 km.

ndr nella didascalia di Rainews24 che descrive così nell’articolo i lavori alla camera dei deputati

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