‘Afghanistan [GUARDA VIDEO]
di Giulia Zanotti per NuovaSocietà.it
Chiudete gli occhi. Immaginate un paese di montagna in inverno, con la neve sugli alberi e tra i sentieri. Immaginate poi mezzi blindati, metri di filo spinato e un ingente spiegamento di forze di polizia. Ora riaprite gli occhi e scoprirete che quello che vi può sembrare un villaggio nei pressi di Kabul, in un Afghanistan tormentato da tanti anni di guerra, è in realtà Chiomonte. In Valsusa, a un’ora di strada da Torino. Già, due luoghi così lontani, ma in che quest’inverno sono diventati così simili per l’imponente numero di mezzi militari che presidiano l’area dove sorge il cantiere della Tav. Quello che succede in questi giorni a Chiomonte, che dal primo gennaio diventerà “sito strategico nazionale”, è documentato in un video che i No Tav stanno facendo girare su internet. Così si scopre che basta avvicinarsi alle recinzioni per chiedere qualche informazione perchè le forze dell’ordine che presidiano la zona si mobilitino. Uomini in borghese e in divisa osservano prima da dietro le reti e poi escono. Controllo documenti e identificazione filmata per tutti coloro che si aggirano attorno al cantiere. Poco importa se sono studenti, come capitato nei giorni scorsi a una scolaresca di Bergamo, o valsusini che vogliono capire che cosa succederà dopo il primo gennaio. A Chiomonte, provincia dell’Afghanistan, non si scherza e le uniche luci che hanno illuminato questo Natale sono state quelle dei mezzi blindati che continuano a presidiare la zona.
Si ringrazia Simonetta Zandiri e il Tg No Tav della Maddalena per il materiale.
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