movimento, post — 29 marzo 2013 at 14:32

Notre-Dame-des-Landes: il tribunale ordina di nuovo lo sgombero del presidio

Martedì 26 marzo, il tribunale di Saint-Nazaire ha autorizzato lo sgombero degli occupanti e la demolizione dei casotti delle radure La Chateigne, dove dovrà sorgere il nuovo aeroporto di Notre-Dame-des-Landes, nelle vicinanze di Nantes.

notre_dame-des-landes-630x0Quest’autunno, i collettivi Anti-Nddl di tutta la Francia hanno dato vita al presidio “La Chateigne”, dopo una manifestazione di 30 000 persone che continuano a opporsi fermamente alla costruzione dell’aeroporto. Con il tempo, sono sorti dodici casotti sul pezzo di terreno sul quale, secondo i progetti della società Aéroport du Grand Ouest (Vinci), verrà trasferito l’aeroporto Nantes Antlantique. L’11 dicembre, il tribunale ha ordinato la demolizione delle capanne e l’allontanamento degli agricoltori della fattoria “Bellevue” che ospita i casotti; per evitare ciò, gli attivisti del presidio si sono dichiarati “occupanti”: una mossa che ha costretto la società Vinci a iniziare da capo e allungare le procedure necessarie per lo sgombero. Il 28 febbraio, l’organo giudiziario ha rigettato le richieste di proroga avanzate dagli agricoltori e ha stabilito una multa di 50 euro al giorno per coloro che non avrebbero lasciato il posto entro giovedì, oltre a una multa di 1000 euro da versare alla società Vinci, in quanto affittuario di quel terreno. Questo martedì il tribunale ha ribadito la sua sentenza contro gli oppositori e ha ordinato l’immediato sgombero di cinque contadini-occupanti residenti nei casotti della fattoria tramite l’intervento delle forze dell’ordine. Uno sgombero per il quale le autorità molto probabilmente aspetteranno i primi giorni di aprile, termine ultimo per la redazione del rapporto della Commissione di dialogo.

Nel frattempo, i lavori per la realizzazione del nuovo aeroporto sono già in ritardo rispetto alle scadenze prefissate: nei progetti della società all’inizio del mese di gennaio dovevano già partire i lavori di dissodamento del terreno. Ciò non è stato possibile in quanto gli attivisti bloccano con determinazione i lavori, come è stato quest’autunno quando le forze dell’ordine hanno tentato di sgomberare 300 oppositori, alzando la tensione fino ad arrivare agli scontri con i manifestanti che hanno dimostrato e continuano a dimostrare di non essere disposti a cedere. (infoaut.org)