editoriale — 27 novembre 2012 at 10:57

Torino Lione: tutto è pronto per?

Ecco qui a lato, come ammettono gli stessi giornali (Repubblica e Stampa), il biglietto da visita con il quale Monti si presenterà ad Hollande lunedì 3 dicembre, giorno del vertice tra Italia e Francia, e della manoifestazione NOTAV a Lyon.

Con questa cartolina piena d’intenti la lobby del Tav annuncia il pronti via per partire con lo scavo del tunnel, ed è da gioni che i mezzi del cantiere lavorano senza sosta per poter consegnare al premier l’immagine migliore possibile.

C’è chi titola “ecco il primo buco per il tunnel” ma di fatto un buco non esiste in questa cartolina e sono tante le cose da chiarire prima di inziarlo e poi magari terminarlo.

Ad esempio Monti e Hollande chiedono che l’opera sia finanziata al 40% da parte dell’Unione Europea, e ad oggi non ci sono certezze su questo finanziamento sempre più contestato in Europa, dove deve essere ancora approvato il bilancio 2014-2021.

Inoltre, oltre gli intenti vi sono alcune certezze, relative a la Francia: di Torino Lione si parla poco e la contrarietà cresce dopo i dubbi sollevati più volte dalla corte dei conti.

Ma non ci stupiamo di nulla e la cartolina qui raffigurata fa parte della solita messa in scena utile alla lobby pro tav. Poi non neghiamo, come alcuni scrivono, l’avanzamento del cantiere, ci mancherebbe, ma da qui a realizzarlo ne passa veramente molto e in mezzo, vi è un movimento popolare che non si arrende.

E’ l’ottusità dettata dall’interesse a portare avanti questa idea abominevole dello sviluppo che dovrebbe passare da questa linea, e il premier Monti e il suo governo (che in questo caso di tecnico non ha nula visto che molti ministri sono immischiati mani e piedi nella vicenda TorinoLione) sono parte di questa ennesima prova di poca credibilità politica e sociale. In un momento dove l’Italia ha decisamente altre priorità per rialzarsi o almeno non farmi troppo male, pensare al Tav in questi termini è un atto criminale e un insulto all’intelligenza collettiva.

Ripercorrere le stesse tappe che una politica senza credibilità ha portato avanti in tutti questi anni, qualifica il governo per quello che è, cioè l’ennesima lobby cara ai poteri forti che ci hanno portato in tutti questi anni sull’orlo del baratro.

Il tunnel di cui dovrebbero discutere Monti e Hollande, è quello in cui versano le economie dei due paesi e l’incapacità, sopratutto italiana, di dare risposte diverse alla macelleria sociale che è in atto da tempo. La politica istituzionale non è più credibile, e quindi avversarne le scelte è cosa buona e giusta, e un atto di autodifesa popolare necessario.

Persino alle primarie del PD Renzi, Puppato e Vendola hanno posto seri dubbi sull’utilità dell’opera, segnale importante se si conta che in campagna elettorale si dice un pò quello che la gente pensa e non quello che il candidato pensa realmente…

Ma nei confronti della Valle è in atto una “guerra”, che con l’interesse pubblico ormai non ha nulla a che fare, che la ragion di stato vuole vincere per far comprendere a tutti, che così non va, che la testa va tenuta bassa altrimenti ci si fa male, altrimenti come dovremmo interpretare l’ennesimo attacco alla base popolare del movimento, con la convocazione dei genitori di giovani notav ai servizi sociali perchè considerati devianti?

Lo abbiamo compreso da tempo, e ci siamo attrezzati da altrettanto, e nel frattempo a Lione ci saremo anche noi con: