documenti — 9 marzo 2012 at 17:20

Quelle bugie degli pseudo-tecnici

di Luca Carabetta – Questa sera il ritorno a casa è stato particolarmente angosciante: sul bus ho potuto leggere il documento pubblicato dal Governo sulla questione TAV Torino-Lione (LINKhttp://goo.gl/cZHbA), e già durante il viaggio cominciavo a sgranare gli occhi.

Arrivato alla mia scrivania, convinto di avere interpretato male quello scritto, provo a mandare in stampa. Poggio i fogli ancora caldi sul piano, accendo la luce da tavolo e, con vicino una tisana calda per tranquillizzarmi, comincio a scandire lentamente ogni parola sul foglio.

Leggo. “essenziale per la coesione tra gli stati membri“, “riduzione della marginalità sociale“, “crescita“, “competitività“, “creare occupazione“, “ridurre le emissioni di CO2“, “investimento strategico“, …

Non so più nemmeno se posso chiamarli slogan: esse sono frasi e parole prive di senso e fondamento che continuano a rimbombare nella vita di tutti i giorni e… forse comincio a crederci pure io!

Passo al secondo capitoletto e mi riprendo da uno stato di ipnosi momentanea. Si parla di costi, i dati sono quelli del progetto. Vedo come non venga evidenziata in grassetto la parte “In quanto opera transfrontaliera potrà ottenere la massima percentuale del finanziamento comunitario che arriva fino al 40%“. Potrà! Potrà! Non v’è alcuna certezza!

Eva Lichtenberger, parlamentare Europea della commissione trasporti, qualche settimana fa ha avuto l’occasione di far visita, assieme ad altri colleghi, al non-cantiere di Chiomonte. Ha potuto vedere direttamente lo stato dei lavori: fermi. Ha poi aggiunto in un intervista che non è assolutamente sicuro l’ammontare del finanziamento comunitario, il cui tetto massimo è fissato al 40%. Il Governo, a mio parere, non dovrebbe dunque esporsi così tanto parlando di un costo per l’Italia inferiore ai 3 MLD€.

Sull’importanza economica non mi soffermo. Abbiamo già discusso parecchio di quanto le previsioni siano assurde e irrazionali. Tutto ciò che ne deriva non può che assumere un carattere più che ridicolo. Salto ancora qualche paragrafo e giungo all’apice di queste pagine.

Cap 6: si parla di costi di esercizio dimezzati ma non si specifica assolutamente da dove provengano questi numeri. Il bello comunque deve ancora arrivare; fosse un video avrebbe come base “O Fortuna” del Carmina Burana (Che vi metto qui come link in questo modo potrete provare l’effetto:

Si produrranno vantaggi di tipo collettivo grazie alla diminuzione degli incidenti stradali

Mi spiace ma proprio non riesco ad andare avanti, la tisana non fa effetto. Mi metto al pianoforte ed intono un pezzo del Carmina Burana ripensando a questa frase di pura follia.

Quando mi risiedo alla scrivania so già che qualcosa di brutto sta per accadere, e quel qualcosa non tarda ad arrivare.

Il progetto non genera danni ambientali diretti ed indiretti

Oooooo Foooooortuuunaaaaa!

Mia madre, che purtroppo per lei si trova in un raggio troppo breve da me, subisce un lancio di quaderni.

E si va avanti: “I tratti di galleria non producono alcun effetto sul suolo in quanto non limitano l’agricoltura e nessuna attività dell’uomo“, “Le tratte in superficie sono molto ridotte e si collocano in aree già in gran parte compromesse“. C’è bisogno che dica qualcosa? Lo dico: dissesto idrogeologico irrecuperabile nel tempo, esproprio di numerose abitazioni ed attività.

Lo ammetto: ho saltato una pagina, al capitolo 8 si dice che la linea storica sia fuori mercato perchè “macchina da scrivere nell’era dei computer“, e quindi va considerato un peso, un qualcosa di liberarsi, siamo nell’era del consumismo no? In ogni caso chi scrive il documento sicuramente lascia nella penna (o nelle dita) i dati sui lavori di ammodernamento recenti per la linea storica.

Al capitolo 10 si parla poi della solita solfa della riduzione di CO2, già dimostrata in quanto sciocchezza per le grandi opere sottoutilizzate.

Penso di avere concluso quando ecco un’altra coltellata al fianco: “In nessuna formazione indagata è stata individuata una presenza significativa di uranio […] Le emissioni in radon non presentano potenziale significativo“. Ma io dico, anche fosse vero, come mai i proponenti non prendono comunque delle precauzioni? Non stiamo parlando di aspetti molto rassicuranti della vicenda, chi ne potrebbe risentire maggiormente sono proprio i lavoratori impegnati negli scavi.

Presenza di amianto sporadica con quantità massima stimata intorno al 15%”. Non sono un geologo, ho letto però chiaramente che in uno studio si precisa che è impossibile stimare in maniera precisa la quantità di amianto presente nel terreno di interesse, in ogni caso, da studente di ingegneria, mi sono posto il problema: è il 15% una quantità “sporadica“? Considero come valore medio 7% di amianto sul totale. I miei conti, sempre che io abbia configurato bene le ipotesi, mi dicono che la quantità totale di amianto estratto sarà pari al volume di mezza piramide di Cheope, e la cosa non mi sembra affatto “sporadica“.

Si dice poi che verranno adottate procedure all’avanguardia per il contenimento di questo genere di inquinamento. Si dice, ma non lo si mette per iscritto. Sappiamo che esistono queste tecnologie ma sappiamo anche che comportano una lievitazione impressionante dei costi. Anche questo, quindi, il Governo poteva tranquillamente risparmiarselo.

Un appunto sulla qualità dell’informazione: nel momento in cui il documento è stato reso pubblico, le testate giornalistiche si sono affrettate a tirar giù un riassuntino e titolavano: “Torino-Lione: solo due comuni contro!“, affermazione che susciterebbe grasse risate anche dal più SI-TAV su questo pianeta.

Vado a leggere e scopro che quella frase era stata per bene evidenziata in grassetto, oscurandone le premesse.

Ecco il testo preso dai giornali: “solo due amministrazioni esplicitamente contrarie

Ecco il testo completo: “I comuni Italiani contrari sono circa una dozzina ma, se si considerano quelli direttamente interessati dalla realizzazione di tratte in superficie e/o cantieri, sono solo due le amministrazioni esplicitamente contrarie“.

Vi accontentate di un NO-COMMENT?

9 pagine non mi avevano mai spossato a questo punto fino ad ora, nemmeno incomprensibili testi tecnici al Politecnico, a cui manca soltanto l’etichetta “Nuoce gravemente alla salute”, sono mai riusciti ad arrivare a certi livelli.

E’ venuto il momento di chiedercelo: ma per quanto tempo vogliamo continuare a raccontarci tutte queste palle?

Confidavo in un governo tecnico, mi ritrovo con figure in conflitto di interessi, che si limitano al copia-incolla di definizioni prese dall’osservatorio tecnico per la NLTL, che chiedono a gran voce il dialogo, e poi evitano il contatto diretto con la comunità locale.

Ricordo che esiste una pagina, che aggiorneremo presto, che raccoglie un bel po’ di documenti sulla questione, per una più corretta informazione. Ecco il LINKhttp://www.lucacarabetta.it/dossierTAV/