Virano: pro tav a fumetti!
Ricordate la storia della battaglia del Seghino e della lotta NO TAV nei fumetti di Asterix e Obelix autoprodotti dal Movimento NO TAV? Un’ idea geniale, capolavoro di intelligenza , cuore e ironia; libretti che sono arrivati in tutt’Italia e oltre, sulla rotta della solidarietà e delle lotte per la difesa dei beni comuni.
Ma neppure più i fumetti si sottraggono alle ruspe lobbystiche.
Domenica compare, nelle pagine “culturali” de La Stampa, una pagina di fumetti dal titolo “C’era una volTAV”,prima puntata, una carrellata dalle legioni romane a Napoleone, a firma Mario Virano e Marco D’Aponte. una cosa, totalmente priva di ironia, intelligenza e cuore, finalizzata a dimostrare come la vera vocazione della Valle di Susa sia quella di corridoio di transito, alla faccia degli abitanti cinghiali e dei Comitati NO BIGA. A commento dello squallido fumetto, ”la morale della favola”, per sostenere il teorema che, se “oggi ciò che è fisso (i luoghi) dipende sempre più da ciò che è più mobile (il denaro),potrebbe valere anche il contrario”: é evidentemente la morale delle “compensazioni”, ovvero “distruggano pure, purché paghino”, secondo cui il TAV/TAC potrebbe essere, per noi tutti, la vera risorsa del futuro!. La “morale della favola è di “Giuseppe De Matteis, professore ordinario di Geografia Urbana e Regionale del Politecnico di Torino” . Dove va a nascondersi la morale! e quanto sarà il compenso per la squallida operazione propagandistica? Attenti a queste vere e proprie bombe-giocattolo! Chi le conosce, le evita!

Virano: rinnovato e rincuorato!
La nomina di Virano sarà formalizzata al Consiglio dei Ministri nella prossima riunione, convocata venerdì 16 gennaio. «Nel frattempo – spiega Virano – il sottosegretario Letta ha detto che posso considerarmi di nuovo incaricato, sia pure in via informale, di guidare l’osservatorio».
«Il governo ha ribadito i due capisaldi del lavoro – prosegue Virano: il confronto proseguirà all’insegna del dialogo, con il massimo coinvolgimento possibile degli enti locali e, secondo punto, nel pieno rispetto dei tempi dettati dall’Unione Europea».
«Sono convinto – conclude Virano – che i sindaci ed i rappresentanti dei territori abbiano un grande interesse di potere dettare le regole all’interno delle quali deve essere redatto il progetto della Torino-Lione».
Dunque la seconda o terza fase (come dir si voglia) dell’Osservatorio giunge al dunque, sta ai sindaci scegliere tra le montagne intatte di una valle che resiste o i tavoli ben oliati dei politici e lobbisti del Tav. Virano nei giorni seguenti le dimissioni aveva accusato i partiti di averlo lasciato solo nella gestione della vicenda, e il sostegno non si è fatto attendere con il Pd torinese pronto a far rientrare nei ranghi del “si può fare” l’anomalia che era rappresentata dai sindaci della Valle di Susa, era per l’appunto.
Chi è Mario Virano?
Sessantaquattro anni, è stato tra le altre cose consigliere di amministrazione dell’Anas e amministratore della Sitaf .Politicamente parlando Vìrano è una figura di spicco della cosiddetta ala «degli amministratori» del vecchio Pci. «Nessuna tessera in tasca dice . Sono stato comunista, 25 anni fa. Così come sono stato caporale e un sacco di altre cose. Ma il cuore, certo, batte da quella parte». E ancora in molti, tra i suoi compagni, lo consultano perché un po’ ci sa fare e un po’ se ne intende sia di trasporti che di comunicazione ed oggi di “gestione dei conflitti”. E’ stato nominato nel 2005 dal governo Berlusconi e poi riconfermato da Prodi e poi di nuovo da Berlusconi
Nel 1984, invece, sindaco di Torino Diego Novelli, era consigliere comunale. Il metodo dell’Osservatorio (dialoga e insapona ndr) è così stimato dalla politica di palazzo che il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ha individuato in lui e nel metodo, una nuova figura di commissario straordinario.
Virano si dimette e chiude l’Osservatorio
Mario Virano si è dimesso dall’incarico di presidente dell’Osservatorio sul Tav. Lo ha annunciato oggi a Torino, al termine dell’83ma riunione dell’Osservatorio, ed è arrivata al termine della riunione odierna nel corso della quale aveva presentato un documento sulle specifiche progettuali, i tempi e i modi per “progettare la progettazione” come ama dire. In uno scatto di dignità i tecnici della Comunità Montana della Bassa val di Susa non hanno firmato il verbale dichiarandosi senza mandato per proseguire ( a differenza di Ltf, Rfi, Alta Val di Susa, Val Sangone). Il commissario/architetto/presidente a quel punto decide di sciogliere l’Osservatorio e consegnare nelle mani del governo la vicenda, un modo furbo per celare dietro ad un atto di lesa maestà, un cambio di strategia e uno scaricamento della componente sindaci forse ormai non più utile. Dopo la conferenza stampa, i titoli dei tg e il clamore mediatico, il governo fa sapere di confermare “fiducia, gratitudine e apprezzamento” e annuncia che nella prima riunione di gennaio formalizzerà il rinnovo dell’incarico assegnando a Virano i poteri e le responsabilità che servono alla strategia della nuova fase. “Dispiace – dice la nota della presidenza del Consiglio – che l’impegno appassionato dell’architetto Virano non trovi sempre l’attenzione che merita”. La presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso parla di “spaccatura incomprensibile” e dice di essere preoccupata per il futuro: “In questo modo si rischia di riaprire pericolosi conflitti territoriali. Il sindaco Sergio Chiamparino si augura che il ministro Matteoli confermi Virano: “Mi auguro inoltre che Virano ci ripensi e soprattutto spero che i sindaci della valle riflettano sul loro atteggiamento, perché nessuna minoranza può permettersi di bloccare un’opera importante sul piano nazionale e internazionale”. Solidarietà a Virano arriva anche dal senatore del Pdl Enzo Ghigo, “ora però si tratta di stringere, portando a compimento il lavoro dell’Osservatorio, il mandato politico è chiaro”.
Come al solito tutto il coro della lobby del Tav canta senza stonature, e per una volta i sindaci della vallecompiono un atto da “valsusini”. A margine della conferenza stampa hanno rilasciato dichiarazioni dicendo che “non si può continuare ad andare avanti nell’Osservatorio dove si devono approvare documenti elaborati in altre sedi e che non hanno potuto neanche essere letti e discussi in sede politica.” Sta di fatto che rimangono impressi i volti e le bandiere dei 30.000 no tav che hanno manifestato il 6 dicembre a Susa , il giorno dopo l’erogazione del finanziamento europeo, che diventano, o meglio rimangono, l’unico vero scoglio alla progettazione.
- rassegna stampa
Tav Torino-Lione, si è dimesso il presidente dell’Osservatorio-Repubblica
Torino-Lione, Virano si dimette -La stampa
Ascolta il commento di Lele Rizzo , del comitato di lotta popolare di Bussoleno:
“Quello di ieri è un atto politico, questo è da capire bene, dietro a ciò che sembra un” atto di lesa maestà” c’è una strategia chiara di cambiare fase, e serve a questo[...]; i sindaci in questo modo hanno quasi dimostrato di essere valsusini[...]; L’unia vera garanzia è il popolo no tav e lo dimostra con l’unico rapporto che ha con l’osservatorio e il governo, un rapporto conflittuale, organizzato in movimento popolare[...]






