
Val di Susa. L’entrata in funzione della TAV Torino-Lione slitta al 2034. Lo ha reso noto la società costruttrice TELT, quella che nel frattempo si è intascata i milioni di fondi pubblici, speculando per anni sulla costruzione, e che soltanto pochi mesi fa aveva messo nel mirino il 2032 per la consegna dell’opera.
Il ritardo rispetto alle iniziali tabelle di marcia tocca così la soglia dei vent’anni. Ritardi strutturali e costi fuori controllo erano già stati evidenziati anche dalla Corte dei Conti Europea, lievitati del 127%. Dopo decenni di annunci, speculazione delle aziende costruttrici, la parte di Tav più impattante sul territorio italiano deve ancora cominciare.
“Il 2034 non è solo una nuova data. È la dimostrazione che questa grande opera continua a sopravvivere alle proprie contraddizioni, sostenuta da una volontà politica che ignora i dati, il territorio e trent’anni di opposizione. Non è sviluppo. Non è progresso. È accanimento”, sottolinea in un comunicato l’ormai storico movimento No Tav dalla Val di Susa.
L’intervista a Doriana Tassotti, del Movimento No Tav dalla Val di Susa



