
Ritorna la macchina della propaganda Tav
Negli ultimi giorni la macchina della propaganda sulla Torino-Lione è tornata a pieno regime. La consegna della talpa diventa così l’occasione per una nuova raffica di dichiarazioni trionfali: c’è chi annuncia l’Italia “leader europeo”, chi assicura che l’opera sarà pronta nel 2033 (ma non doveva essere il 2034??) e chi promette migliaia di posti di lavoro legati ai cantieri.
Il ministro Matteo Salvini ha parlato dell’inizio dello scavo e di un’Italia “leader europeo” nelle grandi opere, arrivando, come di consueto, a ringraziare le centinaia di agenti impiegati giorno e notte a difesa del cantiere di Chiomonte.
Mentre il direttore generale di TELT Maurizio Bufalini conferma il solito orizzonte temporale del tunnel pronto nel 2033 con lavori che procedono “a pieno ritmo”, sul versante piemontese, la vicepresidente Elena Chiorino, ha celebrato la fresa come un’infrastruttura “strategica” e annunciato un protocollo di formazione che dovrebbe accompagnare oltre mille nuove assunzioni legate ai cantieri.
Il copione è sempre lo stesso: grandi parole, annunci roboanti, importanti date fissate nel futuro. Intanto, in Valsusa, i cantieri continuano ad avanzare tra espropri, militarizzazione del territorio e un’opera il cui senso economico, ambientale e sociale rimane tale solo per chi la vuole imporre al territorio.
Dietro l’enfasi per la maxi talpa e per le nuove assunzioni, rimane una domanda semplice: quante volte ancora dovremo assistere allo stesso rituale di annunci e accelerazioni proclamate, mentre il progetto continua a reggersi più sulla narrazione politica che sui bisogni reali del territorio?
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