post — 16 Gennaio 2026 at 18:39

15 gennaio 2026: sala gremita per l’assemblea dei Comitati No Tav Rivoli e Rivalta

Si è tenuta ieri, 15 gennaio, un’assemblea organizzata dai comitati No Tav di Rivalta e Rivoli per informare la popolazione dei Comuni interessati dai futuri cantieri Tav di Avigliana-Rivoli-Rivalta-Orbassano, dopo che a dicembre RFI ha presentato il progetto definitivo della tratta.

A nulla è valso parcheggiare fuori dalla porta del salone del Mulino di Rivalta una pattuglia di Carabinieri e Digos che guardavano minacciosi gli abitanti della zona: la sala era gremita.

Molti interventi si sono susseguiti: dopo l’introduzione del comitato, hanno parlato i tecnici, dando dati e numeri di uno dei progetti più assurdi e pericolosi dell’intera tratta. Un progetto che creerà ancora disagi per la viabilità (parte dei lavori interesseranno la strada che porta all’ospedale) e devastazione ambientale e in cui, il rischio per la salute (che ovviamente non viene preso minimamente in considerazione dai proponenti dell’opera) sarà dietro l’angolo a causa dei camion del movimento terra e dei probabili depositi di amianto nella collina morenica (un ecosistema già molto fragile).

L’aria che si respirava ieri è quella della seconda metà degli anni ’90 in media valle, quando il progetto era ancora solo un foglio di carta ma i cittadini e le cittadine già si muovevano per informarsi e fare le prime iniziative e manifestazioni di contrarietà nei paesi. La differenza è che purtroppo oggi, in alcune porzioni di territorio, gli effetti devastanti di questo progetto sono concreti e i cantieri sono reali, con le loro griglie e filo spinato, militarizzati, inquinanti ed ecocidi. Ma quello che è certo è che fermare anche solo un segmento di quest’opera comporterebbe il crollo di tutta la baracca.

Durante l’assemblea, è stato fatto notare da più interventi che l’aria, a livello globale, è decisamente cambiata: la Torino-Lione è considerata opera strategica anche da un punto di vista di logistica militare. In una società che sta facendo dell’economia di guerra un nuovo paradigma, chiunque desideri non essere complice dei massacri deve lottare contro la Torino-Lione. Impedire la sua costruzione creerebbe una discontinuità del progetto TEN-T e del “Corridoio Mediterraneo”, che vorrebbe collegare la penisola iberica al confine ungro-ucraino, in cui “[…] i principali progetti ferroviari lungo questo corridoio sono i collegamenti Lione-Torino e la sezione Venezia-Lubiana”.

Tra le prese di parola che si sono susseguite nel corso dell’incontro, sono, poi, stati rilanciati alcuni appuntamenti: uno per mercoledì 21 gennaio, alle ore 21 presso la Comunità Filo d’erba, via Roma 9, con la consueta riunione del comitato No Tav Rivalta e altri due momenti simili a quello di ieri sera a Rivoli e Avigliana.

Intanto, lunedì 19 gennaio, partiranno le nuove prese di possesso per i terreni di Traduerivi, compreso quello che ospita il Presidio No Tav Sole e Baleno. Per monitorare Telt e non lasciare che queste procedure vengano portate a termine nel silenzio e di nascosto, è stata organizzata alle ore 9 una colazione resistente con monitoraggi al presidio.

Insomma, di tutto il progetto Torino-Lione, lato francese compreso, solo il 16% dell’opera è stato completato, mentre in alcune sue parti, come la tratta Avigliana-Orbassano, siamo allo 0%. Ovunque si riesca a mettere sabbia negli ingranaggi della malopera sarà un passo verso la vittoria. Quindi… avanti No Tav!